a cura di Benedetta Frigerio
  • Pakistan. Una coppia “infedele”

Musulmano il marito, cristiana la moglie, entrambi perseguitati

 

Gonila Gill, unica giornalista cristiana iscritta al Club della stampa di Lahore, Pakistan, si è da poco licenziata per sottrarsi alla persecuzione dei suoi colleghi. Tutto è incominciato all’inizio del 2015 quando ha sposato con una cerimonia mista celebrata in una chiesa un collega musulmano, Husnain Jamil, con il quale aveva contratto matrimonio in segreto in tribunale alcuni mesi prima. Da allora entrambi subiscono molestie,  insulti e discriminazioni. I fondamentalisti islamici hanno incominciato a chiamare Husnain “infedele” perché non ha imposto alla moglie di abbracciare l’Islam. Gonila è stata discriminata e tormentata per non essersi convertita. Poiché la coppia nei primi anni non ha avuto figli hanno anche incominciato a dirle, ad esempio, che non sarebbe mai rimasta incinta finché non si fosse convertita. Quando nel 2019 hanno avuto un figlio la situazione è ancora peggiorata perché colleghi e conoscenti volevano che il bambino fosse musulmano e invece di comune accordo Gonila e Husnain lo hanno voluto battezzare e lo hanno chiamato Abraham. Fortunatamente entrambi possono contare sul pieno sostegno delle loro famiglie che hanno approvato che nessuno dei due imponesse all’altro la propria fede e che avessero deciso di rispettare le rispettive tradizioni religiose. Alla fine, spiega la coppia, le pressioni soprattutto su Gonila sono diventate troppo insistenti e lei ha deciso di lasciare il lavoro. Dal 2002 lavorava come giornalista occupandosi in particolare delle discriminazioni inflitte alle minoranze, di sanità e di istruzione. Dopo l’11 settembre le era stato affidato il compito si seguire le minoranze religiose, raccontarne le storie e le difficoltà.