Monsignor Ignazio Maloyan, martire turco
Sarà santo monsignor Ignazio Maloyan, arcivescovo di Mardin, ucciso nel 1915 per aver rifiutato di convertirsi all’islam

Papa Francesco ha approvato la canonizzazione di monsignor Ignazio Maloyan, arcivescovo di Mardin. Ignazio Maloyan era nato nel 1869 a Mardin, in Turchia. Era stato ordinato sacerdote nel 1896 e nel 1911 era stato nominato arcivescovo di Mardin. Nel 1915 quando, sotto il governo dei Giovani Turchi, sta per iniziare il genocidio degli armeni, viene arrestato e fucilato. Secondo la ricostruzione fatta da Gianpiero Pettiti per “Santi Beati”, il 30 aprile 1915 la polizia fa irruzione nell’arcivescovado di Mardin. “Rovista, distrugge, sequestra documenti. Contro il vescovo si sta montando l’accusa di ricettazione di armi e si cerca materiale compromettente per poterlo incastrare. Il vescovo Ignazio rompe così gli indugi: indirizza al suo popolo un accorato appello a mantenere salda la fede in mezzo alla persecuzione e diffonde il suo testamento spirituale, che è una professione di fede nella chiesa di Roma e un atto di fedeltà al governo legalmente costituito. Lo arrestano il 3 giugno, festa del Corpus Domini, e in cella con lui finiscono 662 cristiani e una quindicina di preti. La sua chiesa è sventrata, gli altari distrutti, le tombe dei vescovi aperte, ma non si trova nulla che possa giustificare la condanna a morte già decretata nei confronti del vescovo. Per tre volte a lui ed agli altri viene chiesto di rinnegare la fede e abbracciare l’Islam, con la promessa della libertà immediata, ma la risposta di Ignazio è ferma e coraggiosa: ‘Non vi resta che farmi a pezzi, ma io non rinnegherò mai la religione’. Nella notte del 9 giugno avviene in cella il commovente incontro con l’anziana madre, riceve l’assoluzione da un altro prete incarcerato con lui, e due giorni dopo è incolonnato insieme ad altri 1600 cristiani per essere avviato ai lavori forzati. Nessuno arriverà a destinazione, perché a piccoli gruppetti verranno uccisi tutti. Al vescovo Ignazio, dopo l’ennesima offerta di libertà in cambio della conversione all’Islam, sparano un colpo alla nuca, che poi cercheranno di mascherare come “embolia coronarica”: è l’11 giugno, festa del sacro Cuore, e lui ha appena 46 anni Il calvario degli Armeni continua e un mese dopo anche sua mamma e un fratello verranno massacrati per la fede”. Giovanni Paolo II aveva riconosciuto come autentico martirio la morte del vescovo Ignazio e lo aveva solennemente beatificato il 7 ottobre 2001.