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LA POLEMICA

Minori: la nuova norma non dà in affido i figli dei no vax

Polemiche sulla revisione dell'articolo 403 sull'allontanamento dei minori: «Vogliono togliere i figli ai genitori no vax», grida il web. Pillon chiarisce: «No, comma modificato per anzianità nel linguaggio. Ma la riforma è importante: toglie strapotere ai servizi dopo Bibbiano e dà tutele ai genitori».

Famiglia 17_12_2021

La notizia è passata sotto silenzio, ma non così tanto da impedire l’insorgere di un panico che però potrebbe rivelarsi infondato. Nel quadro della riforma del Codice civile, il Parlamento ha approvato una riformulazione dell’articolo 403 che disciplina l’Intervento della pubblica autorità a favore dei minori.  

Una riscrittura delle condizioni necessarie per eseguire un allontanamento ha instillato timori in molti che vi hanno visto un tentativo dello Stato di mettere le mani sui bambini per strapparli alle loro famiglie. Dopo il caso Bibbiano il tema è incandescente. Se poi si aggiunge il tema dell’obbligo vaccinale, con la creazione della figura del genitore no vax, ecco che rischia di divampare un vero e proprio rogo.  

È quello che sta succedendo in queste ore su gruppi Facebook e chat impazzite nel commentare questa modifica approvata dal Parlamento il 26 novembre e inserita in Gazzetta ufficiale il 1° dicembre scorso. Le cose, però, sembrano non stare così, anche se un timore, seppur ipotetico, c’è. Vediamo di fare chiarezza. 

Fino a ieri l’articolo era così scritto: 

Quando il minore è moralmente o materialmente abbandonato o è allevato in locali insalubri o pericolosi, oppure da persone per negligenza, immoralità, ignoranza o per altri motivi incapaci di provvedere all’educazione di lui, la pubblica autorità, a mezzo degli organi di protezione dell’infanzia, lo colloca in luogo sicuro, sino a quando si possa provvedere in modo definitivo alla sua protezione”. 

La riscrittura invece prevede queste parole: 

«Quando il minore è moralmente o materialmente abbandonato o si trova esposto, nell’ambiente familiare, a grave pregiudizio e pericolo per la sua incolumità psico-fisica e vi è dunque emergenza di provvedere».  

Si tratta di una genericità, che a molti ha fatto saltare la mosca al naso. Passare da indicazioni concrete come l’insalubrità della casa o la moralità dei genitori o la loro ignoranza a un più ampio “grave pregiudizio e pericolo” ha così fatto scattare il riflesso pavloviano: non si vorranno mica riferire di nascosto al vaccino e ai relativi obblighi?  

La domanda è legittima, anche se attualmente non c’è un obbligo vaccinale covid per i bambini. Che però c’è per gli obblighi previsti dalla legge Lorenzin del 2017. Di chat in chat, di post in post, il timore è corso all’impazzata ed è arrivato anche sul telefonino del deputato leghista Simone Pillon, che ha sentito il bisogno di spegnere fin da subito il rogo. Con una avvertenza, però.

Pillon, è così? Avete dato la scusa a un giudice per strappare i figli ai genitori no vax?
Assolutamente no.

Il testo però è generico e può essere interpretato…
La modifica sul testo si è resa necessaria esclusivamente per questa motivazione: c’era un problema di anzianità della norma che parlava di ambienti insalubri, sembra una cosa dell’800 che non si può riferire alle situazioni attuali. Quindi è stata data un’estensione delle casistiche proprio a tutela dei bambini. Il problema non si pone affatto. Quello che non si coglie, invece, è l’importanza di questa riforma proprio alla luce dei fatti di Bibbiano.

Quale?
Era necessario intervenire perché l’allontanamento non fosse più un provvedimento amministrativo fatto dal sindaco per conto dei servizi sociali, ma farlo gravare sotto un provvedimento giuridico.

Coinvolgendo il tribunale?
Certo. Abbiamo stabilito che sia il giudice a decidere e non i servizi sociali e che questo avvenga in contradditorio con le parti.

Prima non era così?
No, prima c’era il rischio dell’arbitrarietà e dello strapotere dei servizi sociali, si tratta di un cambiamento importantissimo. A questo si aggiunge un’altra novità.

Quale?
Il provvedimento di allontanamento deve essere motivato dal giudice, fino a ieri non era così.

Ma i genitori hanno la possibilità di appellarsi?
Era quello che abbiamo chiesto noi della Lega, ma qualche partito di maggioranza e il ministero della Giustizia si è opposto. Quindi abbiamo dovuto trovare un punto di caduta.

Cioè?
Che il provvedimento possa essere rivisto su istanza di parte in qualunque momento. D’altra parte, prima non era appellabile perché si trattava di un provvedimento amministrativo. Si tratta di una novità che va a costituire il primo tassello di quel tribunale della famiglia che dovrà sorgere

Quindi l’obbligo vaccinale non c’entra nulla?
Nella maniera più assoluta, non è nella ratio del legislatore che ha scritto questa norma partendo da altre problematiche e con ben altri obiettivi.

Però, possiamo provare a ragionare per estremo?
Prego…

Ammettiamo che ci siano dei genitori che non sottopongono il proprio figlio alle vaccinazioni obbligatorie.
Sì…

E che i servizi sociali ne chiedano l’allontanamento perché secondo loro sussiste «un grave pregiudizio e pericolo per la sua incolumità psico-fisica». Ecco, se il giudice dovesse dare ragione a loro che succede?
Non escludo che ci sia qualche giudice impazzito, che possa arrivare di togliere i figli, ma questo era possibile anche prima appellandosi alla negligenza o all’incapacità di provvedere al figlio, ma proprio questa revisione tutela non solo il figlio, ma anche i genitori.

Come?
Il provvedimento deve essere motivato in contraddittorio, a quel punto i genitori avrebbero tutto lo spazio per far valere le loro motivazioni. Inoltre, il giudice deve agire se sussistono i requisiti indicati dalla norma. E il tema dell’obbligo vaccinale non può essere un elemento.

Lo esclude in partenza?
Tutto è possibile, ma mi sento di escludere che un giudice si possa alzare la mattina con un grillo per la testa del genere, anche perché dovrebbe affrontare un contraddittorio e avrebbe comunque l’obbligo di motivazione. Ripeto: poteva accadere anche prima, ma oggi rispetto a ieri abbiamo una tutela maggiore che va nel senso del favor familiae.

Che cosa direbbe a chi ha sollevato questo timore?
Che capisco il riflesso condizionato legato allo stato di emergenza, ma questo provvedimento – se posso dirla tutta – non è pensato per i no vax, ma per la zingara che fa dieci figli per non andare in galera. Piegare questo al vaccino è fuori contesto.