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ROMA

Manif, la libertà non va in vacanza

Una conferenza stampa presso il Senato e un flash mob sono stati organizzati il 22 luglio dalla Manif pour Tous Italia a Roma. Sul senso e il valore di questa iniziativa ospitiamo l'intervento di uno degli organizzatori.

Libertà religiosa 23_07_2014
Il flash mob a Roma

Una conferenza stampa presso il Senato e un flash mob sono stati organizzati il 22 luglio dalla Manif pour Tous Italia a Roma. Sul senso e valore di questa iniziativa ospitiamo l'intervento di uno degli organizzatori.

“La libertà non va in vacanza”. Con questo slogan La Manif Pour Tous Italia era in piazza il 25 luglio 2013, a pochi giorno dall’approvazione in sordina del disegno di legge Scalfarotto sul reato di “opinione omofobica” alla Camera dei Deputati.

A un anno da allora le voci contro questo ideologico strumento di censura si sono moltiplicate e hanno aumentato la consapevolezza tra i cittadini, ma il disegno di legge è ancora in pista verso l’approvazione definitiva. Attualmente si trova ad un pit-stop in Commissione Giustizia al Senato, ingolfato dai molti emendamenti proposti. La Manif Pour Tous Italia ha ripetuto oggi un presidio simbolico a Piazza delle Cinque Lune presso il Senato. Abbiamo invitato le circa 200 persone convenute ad intonare slogan contro la legge Scalfarotto, l’ideologia gender, la rottamazione della famiglia e il mercato dei bambini; nel mentre un gruppo di ragazzi passava tra i manifestanti imbavagliandoli con strisce di tessuto color arcobaleno, per significare l’intenzione del movimento gay di mettere fuori legge la libertà di espressione quando contraria al proprio manifesto politico. 

Prima del presidio in piazza abbiamo tenuto una conferenza stampa in Senato sui due disegni di legge, vagliati nei loro profili critici dall’avv. Gianfranco Amato dei Giuristi per la vita e dall’avv. Simone Pillon del Forum delle Associazioni Familiari. 

Perché siamo tornati in piazza? Intanto perché se ne continui a parlare, sempre e comunque. Non bisogna commettere il grave errore di lasciarsi dettare i tempi dai calendari parlamentari: l’opera davvero necessaria non è solamente impedire l’approvazione di una legge liberticida, ma innanzitutto impedire che nella stessa società si rinforzi l’idea che le opinioni per la famiglia naturale e i diritti dei bambini siano opinioni “omofobe”. Altrimenti si tratterà sempre di rimandare la protesta di qualche trimestre, finché forse non sarà troppo tardi per opporsi in maniera risolutiva. Per questo continua ad avere un senso moltiplicare gli sforzi contro il ddl Scalfarotto con convegni e veglie: per contrastarne non solo gli effetti giuridici ma ben prima quelli sociali e di costume. 

Siamo scesi in piazza anche per una prima protesta ufficiale contro il disegno di legge “Cirinnà” sulle così dette “unioni civili”: abbiamo denunciato l’introduzione con lo stesso di un vero e proprio matrimonio-bis riservato a coppie dello stesso sesso, con tanto di adozione di bambini mascherata (la “stepchild-adoption”, cioè il modo più semplice per sdoganare e incentivare anche in Italia la domanda sul mercato dei bambini con utero in affitto). E’ semplicemente assurdo operare intenzionalmente per sfasciare il tessuto sociale del Paese, che ha resistito alle gravi crisi attuali solo grazie all’impareggiabile ruolo della famiglia e del patto intergenerazionale tra famiglie; benché non sia emergenza per nessuno al di fuori di un club ristrettissimo di associazioni di categoria, sembra proprio che il Parlamento abbia deciso di accelerarne i tempi di approvazione.

Infine siamo scesi in piazza anche per salutare prima dell’estate i tanti amici che ci hanno aiutati nelle attività di questi mesi, specialmente nell’informare le famiglie sui pericoli dell’ideologia gender nei progetti di ri-educazione scolastica. 

*Portavoce La Manif Pour Tous Italia