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IL LIBRO

Maggiolini, un vescovo da prima pagina

Ha concepito la vita a servizio esclusivo della Chiesa senza volere nulla per sé o per i suoi amici, è stato un uomo integralmente votato alla causa di Cristo e della Chiesa. Vescovo prima di Carpi e poi di Como, la testimonianza di monsignor Alessandro Maggiolini rivive nelle pagine del libro a lui dedicato, scritto da Laura D’Incalci.

Cultura 09_03_2020
Il vescovo Alessandro Maggiolini

Ha vissuto a servizio esclusivo della Chiesa, un uomo integralmente votato alla causa di Cristo e della Chiesa. Questo è stato monsignor Alessandro Maggiolini, che ha guidato prima la diocesi di Carpi (dal 1983 al 1989) e poi quella di Como, fino al 2006. E questo profilo emerge chiaramente dal libro di Laura D’Incalci (Alessandro Maggiolini – Un vescovo da prima pagina, Cantagalli), che da giornalista ha potuto frequentare Maggiolini per molti anni a Como. Nel riproporci a undici anni dalla morte la figura, la testimonianza e il sacrificio di monsignor Maggiolini, la D’Incalci ha compiuto un’opera straordinaria di memoria.

Fa passare dentro il nostro cuore, nella nostra coscienza, l’immagine di un uomo che ha concepito la vita a servizio esclusivo della Chiesa senza volere nulla per sé o per i suoi amici, come troppo spesso capita oggi. Così, non soltanto nel tempo della sua fruttuosa e feconda vita è cresciuta la sua figura, ma in qualche modo, misteriosamente, la sua figura cresce nella nostra memoria. Si parla di un tempo in cui i vescovi erano più esplicitamente di oggi a servizio della causa della missione ecclesiale. Portavano nel mondo la fierezza della verità che viene dalla fede. Investivano il mondo della carità che è prodotta dalla fede; soprattutto concepivano e vivevano una vita aperta agli uomini, aperta all’incontro, cercavano di portare nel cuore di ogni uomo che incontravano l’annuncio di Cristo. E quindi la sua voce, quella voce che, come ci ricorda Sant’Agostino «chiama ciascun uomo per nome».

Maggiolini, nello spazio di una vita di vescovo votato alla causa della sua diocesi, ha investito la società, diventando nella società un punto di riferimento ineludibile: di amore e di rifiuto, come il Signore Gesù Cristo. Lo ricordo come una delle più grandi personalità che la mia vita ha potuto incontrare. Ho condiviso i momenti significativi della sua vita, soprattutto ho cercato di imitarlo, ho cercato che la mia vita si muovesse sul suo passo. Ho amato in lui quella straordinaria fierezza della fede che lo apriva agli uomini e al mondo.

Maggiolini non dialogava mettendo tra parentesi la propria identità, ma come espressione viva della propria identità. Per questo nessuno è passato accanto a lui senza essere accolto, nessuno è passato accanto a lui senza ricevere un giudizio, non sulla sua vita morale, ma sulla sua posizione culturale. Nessuno ha potuto passare accanto a lui senza essere profondamente interloquito. Ha seminato pace certamente, ma perché insieme seminava quella inquietudine del vero, del bene e del bello, senza la quale la vita umana non ha né senso né dignità.

Grazie anche a questo lavoro editoriale di Laura D’Incalci, lo portiamo nel cuore, ne rinnoviamo la memoria davanti ai nostri fratelli di oggi, chiedendogli che sappia amare e sostenere anche oggi la sua Chiesa, come l’ha amata e l’ha sostenuta lungo tutta la sua vita. Che il Signore ci faccia godere per tanto tempo ancora di questa presenza, implacabile e pacificante.

* Arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio