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Lombardi: attacchi al Papa infondati e da respingere con decisione

Il cammino di Papa Francesco è appena cominciato e si annuncia innovativo e rivoluzionario nello stile e nei contenuti. Ieri il ringraziamento alla Madonna nella Basilica di Santa Maria Maggiore e Roma e una visita all'altare su cui Ignazio di Loyola disse la sua prima Messa, la notte di Natale.

- E si parla di Chiesa e di fede, di Angelo Busetto
- «Chi non prega il Signore, prega il diavolo», di Massimo Introvigne

Papa Francesco

Ore 13.35 - Padre Lombardi, durante il tradizionale briefing con i giornalisti, ha voluto rilasciare una dichiarazione in merito alle pesanti accuse che vengono rivolte in questi giorni alla figura di Papa Francesco, relativamente al periodo della dittatura militare argentina. «La campagna contro Bergoglio è ben nota e risale a molti anni fa. Si tratta di una campagna talvolta calunniosa e diffamatoria e ha una matrice anticlericale, nota ed evidente. L'accusa si riferisce a un tempo in cui Bergoglio non era ancora vescovo, ma superiore dei gesuiti in Argentina, e riguarda due sacerdoti rapiti che non sarebbero stati protetti da lui. Non c'è mai stata un'accusa concreta e credibile nei suoi confronti. La giustizia argentina l'ha interrogata una sola volta, come persona informata sui fatti, ma non è mai stato imputato di nulla. Le accuse sono state tutte smontate, attraverso una precisa documentazione. Peraltro, sono moltissime le dichiarazioni su ciò che Bergoglio fece per proteggere molte persone dalla dittatura militare. Ed è noto a tutti la richiesta di perdono della Chiesa argentina, quando divenne vescovo, per non aver fatto abbastanza. Si tratta di un uso di  analisi storiche e sociologiche, da parte di elementi della sinistra anticlericale per attaccare la Chiesa, e sono accuse che devono essere respinte con decisione». 

Ore 13.00 - «Benedetto XVI in questi anni di pontificato ha rinvigorito la Chiesa col suo magistero, la sua umiltà e la sua mitezza. Il ministero petrino ha avuto in lui interprete sapiente e umile». Sono le parole di Papa Francesco, pronunciate questa mattina nella Sala Clementina, all'incontro con i cardinali. 

Al Papa emerito «imperitura e affettuosa riconoscenza. Benedetto XVI ha acceso nei nostri cuori una fiamma che continuerà ad ardere». Un discorso di nuovo a braccio: «Non cediamo al pessimismo. Non passiamo a quella amarezza che il diavolo ci porge ogni giorno, pensiamo alla certezza di Cristo». 

Ore 6.00
- La prima giornata da Pontefice di Papa Francesco è iniziata molto presto ed è stata segnata da un sole difficilmente immaginabile nei giorni di sede vacante.
Intorno alle 8 la prima uscita pubblica. A bordo di un pulmino (Papa Francesco non ha voluto salire sulla lussuosa auto papale Scv 001 e ha chiesto una scorta ridotta) ha raggiunto la Basilica di Santa Maria Maggiore per pregare la Madonna, come aveva anticipato la sera prima ai fedeli dalla Loggia delle Benedizioni.
Alla Vergine ha voluto portare dei fiori, posandoli davanti all'immagine della Madonna Salus Populi Romani e cantando il Salve Regina. Una breve sosta davanti alla tomba di San Pio V dopodiché, da buon gesuita, ha visitato l’altare su cui Sant’Ignazio di Loyola, Fondatore della Compagnia di Gesù, disse la prima Messa nella notte di Natale (nella chiesa, tra le altre cose, è conservata la reliquia della mangiatoia di Gesù bambino).

Prima di andare il Santo Padre ha voluto salutare i confessori. «Siate misericordiosi verso le anime – li ha esortati – perché ne hanno bisogno». All’uscita lo attendevano invece i sorrisi dei ragazzi di una scuola che si affaccia lì vicino, a cui ha risposto benedicendo.
Ma le sorprese e gli strappi al protocollo non sono certo mancati, perché il Papa ha poi voluto tornare alla Casa del Clero di via della Scrofa, dove alloggiava prima del Conclave, per ritirare i propri bagagli e pagare il conto («ha voluto dare il buon esempio», ha scherzato il Portavoce della Santa Sede, Padre Lombardi in conferenza stampa), ovviamente dopo aver salutato il personale.

Uno stile in linea con il nome scelto per il suo magistero e con il motto adottato dal vescovo di Roma. "Miserando atque eligendo", (si riferisce all’episodio evangelico nel quale Gesù vede un pubblicano e lo chiama, guardandolo con amore e scegliendolo). Tra i simboli il monogramma di Cristo su campo blu, una stella e un grappolo d'uva.

All’indomani dell’elezione spuntano poi altri dettagli che lasciano capire quale carica innovativa potrebbe avere questo Pontificato. Dopo la sua elezione il Pontefice non ha voluto approfittare delle macchine, ma è salito con i “fratelli Cardinali” sull’autobus che porta a Domus Santa Marta in autobus («Dio vi perdoni per quello che avete fatto» ha ironizzato a cena Bergoglio).
Infine, con tutti i cardinali, all'interno della Cappella Sistina, ha detto la Messa in latino (con le letture in italiano) e una breve ma intensa omelia, completamente a braccio. 
«Possiamo camminare quanto vogliamo - ha detto Bergoglio -, possiamo edificare tante cose, ma se non confessiamo Gesù Cristo, la cosa non va. Diventeremo una Ong assistenziale...».

Sabato 16 il nuovo Papa incontrerà i giornalisti, domenica 17 dirà l’Angelus in Piazza San Pietro mentre martedì 19 ci sarà la Messa di inizio pontificato in Piazza San Pietro (mercoledì 20 non ci sarà l’udienza).