• IL FENOMENO

L’invasione degli unicorni, un’astuzia occulta?

Bevande, canzoni, immagini, pupazzi e ora anche a corredo dei cartelli #andràtuttobene: siamo invasi dagli unicorni. Simbolo cristiano per alcuni testi medievali, demoniaco per altri. La gnosi vede nell’unicorno la conciliazione degli opposti. Dunque, anche l’androginia, particolare importante per le arti oscure. Già Ratzinger ci aveva avvertito sulle sottigliezze occulte, ma era stato deriso…

Sicuramente l’avete notato: da qualche tempo siamo invasi da unicorni. Unicorni e arcobaleni. Unicorni viola (o lilla, indaco…) e arcobaleni. Canzoni, immagini, pupazzi… unicorni dovunque. Persino il «latte di unicorno». E ora anche a corredo dei cartelli #andràtuttobene. Ma tutto questo ha un significato? È una moda spontanea?

Ecco, partiamo dal latte di unicorno. Il successo di questa bevanda è stato così travolgente che Starbucks ne ha fatto una versione «cappuccino». È un mix di zenzero, limone, latte di cocco, miele e alghe inventato a Brooklyn, nel 2016, dai gestori di un bar, il The End. Bret Caretsky e Madeline Murphy, i gestori del locale, lo hanno definito «il massimo dello psichedelico che puoi ottenere senza uso di droghe»; dicono di averlo composto ispirandosi all’ayurveda, la medicina indiana con una forte componente spirituale. Ok, ma perché l’unicorno? I veda, in effetti, parlano di unicorni, ma li raffigurano come pesci (praticamente dei narvali). Alcuni testi medievali cristiani, invece, utilizzano l’unicorno come simbolo per Dio Padre, o per Cristo. Tuttavia, la tradizione gnostica arricchisce questa figura di altri significati.

Sappiamo che la gnosi funziona per «opposti»; il vertice (o l’abisso) della spiritualità è costituito dalla coniunctio oppositorum, dall’unione degli opposti. Quando si verifica questo fenomeno, saremmo di fronte ad un evento molto potente; e l’unicorno rappresenta una di queste unioni, in grado di sprigionare il massimo potenziale spirituale. Lo psicoanalista Jung, esperto di cose oscure, cita una frase di san Basilio (330-379) che recita: «Bada anche tu, uomo, e guardati dall’Unicorno, ossia dal demonio. Perché esso è mal intenzionato verso gli uomini e sagace nel fare il male». L’unicorno è quindi simbolo di Cristo e del demonio contemporaneamente. Ma Jung prosegue: «In quanto animale fiabesco originariamente mostruoso, esso possiede una polarità interna, una coniunctio oppositorum. Questa circostanza lo rende particolarmente idoneo a esprimere il monstrum hermaphroditum dell’alchimia».

C’è poi un particolare che rende l’unicorno particolarmente importante per le arti oscure. Nella magia è uso ricavare un calice rituale da un corno. Il corno dell’unicorno rimanda nuovamente alla natura ambigua ed ermafrodita dell’animale: «Il corno, in quanto segno di forza e potenza, ha carattere maschile; è però contemporaneamente anche un calice che, in quanto recipiente, ha significato femminile. Si tratta dunque di un “simbolo unificatore” che esprime la polarità dell’archetipo».

Quindi, dal punto di vista delle arti oscure, l’unicorno sarebbe il simbolo dell’androginia, di un essere che unisce in sé gli opposti maschile e femminile. Questo permetterebbe di spiegare perché l’unicorno è sempre accompagnato da altri simboli di ambiguità sessuale: l’arcobaleno (modificato) e il colore viola. Questi sono simboli moderni, nati alla fine del Novecento; ma fanno subito intuire quale sia il significato di quell’animale fantastico.

Quando i bambini giocano con un unicorno giocattolo, quando ascoltano una stupidissima canzoncina dell’unicorno, quando chiedono ai nonni che si compri loro il «latte di unicorno», per alcuni stanno celebrando un rito potentissimo ad un essere androgino. Hanno ragione, oppure è una sciocchezza?

Per concludere, ricordo che i ragazzi hanno familiarizzato con l’unicorno anche grazie alla saga di Harry Potter, della scrittrice inglese J. K. Rowling. Le bacchette magiche contengono crini di unicorno e ne La pietra filosofale apprendiamo che Voldemort (l’antagonista di Harry) si mantiene in vita bevendo il sangue dell’unicorno.

Nel 2003 l’allora cardinale Joseph Ratzinger ha scritto una lettera alla sociologa tedesca Gabriele Kuby per incoraggiarla nella sua opera di analisi della saga. Scriveva: «È un bene che lei, stimata e cara signora Kuby, illumini le persone su Harry Potter, perché si tratta di sottili seduzioni, che agiscono senza essere notate, distorcendo in questo modo profondamente il Cristianesimo nell’anima, prima che possa crescere adeguatamente». Ovviamente, all’epoca, è stato deriso: come si può pensare che un libro per bambini contenga «sottili seduzioni»? C’è chi ha scritto, ironico e tagliente: «Il trend esoterico è il nuovo, grande nemico di Santa Romana Chiesa. Perché è con i maghi, i sortilegi reali o immaginari, il gusto del mistero, il profumo sottile e insidioso della Gnosi che la gerarchia si sente chiamata a battersi per la conquista delle anime. Non è più all'ombra del Capitale che si cela Satana né sono ritenuti temibili gli ultimi atei ancora in circolazione e nemmeno incutono spavento alle sacre gerarchie le roccaforti dei razionalisti, emuli di Voltaire».

Purtroppo, il discorso è sempre quello: o si crede nelle realtà metafisiche (e allora il cardinale Ratzinger aveva ragione) o si crede in un mondo esclusivamente materiale. Ricordiamoci, però, che non tutti coloro che deridono i cattolici per la loro credenza nel mondo invisibile sono materialisti. Talvolta, vogliono solo che abbandoniamo il castello della metafisica e ci ritroviamo inermi alla loro mercé.