• LA LETTERA DI UN AVVOCATO

Libertà religiosa, la Costituzione non può essere sospesa

Ci sono diritti costituzionali che non è possibile sospendere, e la libertà di culto è tra questi, perché è parte della dimensione più profonda dell’uomo. La Costituzione riconosce lo Stato e la Chiesa “indipendenti e sovrani” e il Concordato ribadisce la piena libertà della Chiesa. Un avviso per credenti e non credenti: i nostri padri hanno ottenuto col sangue certi diritti, non facciamoceli strappare.

Caro direttore,

le scrivo perché da giurista non riesco più a tacere e soprattutto a sopportare il continuo oltrepassare di ogni limite, soprattutto di quelli costituzionali.

Premetto che la mia indole mi porta a trovarmi bene rinchiuso in casa a lavorare a distanza. Anzi sono un fautore del mantenimento delle attuali misure di isolamento ancora per un altro mese almeno! La vita e la salute devono prevalere di fronte al dio denaro... Bergamo docet!

Ciò che fino ad oggi ha ispirato la legislazione emergenziale - per larga parte di tipo amministrativo - è l’interesse alla salvaguardia della vita e della salute pubblica, e si è adottato come criterio quello di non creare assembramenti.

La parola d’ordine è “sospensione”: concetto non giuridico, ma pragmatico e plastico, perciò pericoloso, perché rischia di sembrare innocuo, ma in realtà tende a limitare quei diritti costituzionali sanciti dagli artt. 13 e ss. della nostra Costituzione, i quali - come è noto - possono essere limitati solo in rare eccezioni.

Così la libertà personale, di comunicazione, di circolazione, eccetera, possono essere limitate sulla base di una norma di legge (emanata dal Parlamento si badi, no da un’autorità amministrativa, quale il Governo o la Regione), e sotto il controllo dell’autorità giudiziaria.

Ma ci sono diritti costituzionali dei cittadini “specialissimi” che nemmeno per tale via è possibile limitare, in quanto fanno parte di quel dato genetico distintivo dell’essere umano che non è solo homo faber, ma anche homo religiosus, cioè soggetto capace di un dialogo con un essere soprannaturale che si è rivelato come Dio.

Le Costituzioni e i Concordati tra Stati e Chiese prevedono appunto una tutela peculiare del “sentimento religioso” poiché facente parte del DNA umano: così l’art. 7 Cost. dichiara lo Stato e la Chiesa cattolica “indipendenti e sovrani”, e l’art. 19 Cost. stabilisce che “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”. Quindi l’unico limite al culto è dato dal “buon costume”, scrivono i padri costituenti preoccupati, nel 1947, di evitare futuri arbitrii dell’esecutivo!

In Italia, poi, vi sono gli Accordi di Villa Madama del 1985 - un trattato internazionale tra lo Stato e la Chiesa gerarchicamente parificabile alla Costituzione e sovraordinato alla legge e agli atti amministrativi governativi - che all’art. 2 stabiliscono: “La Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In particolare è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica”.

Ebbene, a Gallignano le forze dell’ordine sono entrate in una chiesa, hanno interrotto il culto (non la “cerimonia”, come inettamente scrivono i decreti governativi) e sono stati multati parroco - che per fortuna non si è fatto intimorire - e fedeli.

Atto illecito e illegittimo di una gravità enorme che viola tutti i principi costituzionali e internazionali sopra enunciati (ma molti altri ve ne sarebbero da enumerare), mentre nessuno si preoccupa delle file e degli assembramenti che troviamo giornalmente ai supermercati o alle poste. Certo, si obietterà, ma bisognerà pur mangiare… ma se è vero che “non di solo pane vive l’uomo” è anche vero che la malattia del Covid-19 non può divenire una scusa per conculcare diritti costituzionalmente garantiti ai singoli e alle comunità… e fare cassa!

Per chi ci crede veramente - diversamente da quelli per cui il Coronavirus è stata una santa liberazione anche dalle Messe domenicali - l’atto religioso, l’esercizio del culto, la partecipazione alla Messa è costitutivo del proprio essere, è l’in sé dell’uomo. È re-ligio, cioè legame con l’essere supremo! Al di là degli abusi di potere e degli articoli del codice penale che spero si contesteranno a chi si è reso responsabile di simili abusi, voglio laicamente mettere in guardia tutti i cittadini, anche i non credenti: i nostri padri hanno ottenuto col sangue determinati diritti costituzionali, non diamoli per scontati. Tenete con voi una copia della Costituzione e rileggetela, perché non c’è malattia che possa “sospendere” anche solo temporaneamente uno Stato di diritto… saremmo già in una dittatura.

Al parroco e ai fedeli di Gallignano la mia vicinanza, solidarietà e sostegno, per la testimonianza civile e di fede resa.

Avv. Antonino Ennio Andronico