• URBI ET ORBI

Libertà religiosa e pandemia nella Pasqua del Papa

Un pensiero ai cristiani che hanno celebrato la Pasqua con forti limitazioni e un pensiero per le conseguenze economiche, sociali e psicologiche della pandemia. Questi i principali punti toccati nel messaggio Urbi et Orbi.

Il Papa durante la benedizione Urbi et Orbi

Seconda Pasqua dell'era pandemica. Durante la benedizione Urbi et Orbi, Papa Francesco torna a parlare delle misure restrittive alla libertà religiosa ricordando i "molti cristiani (che) hanno celebrato la Pasqua con forti limitazioni e, talvolta, senza nemmeno poter accedere alle celebrazioni liturgiche" pregando affinché "possano essere rimosse e a ciascuno sia consentito di pregare e lodare Dio liberamente". Il messaggio papale, ancora una volta pronunciato dall'Altare della Cattedra anziché dalla Loggia centrale, ha voluto toccare il tema delle conseguenze economiche, sociali e psicologiche della pandemia.

"Gesù risorto - ha affermato il Pontefice - è speranza pure per tanti giovani che sono stati costretti a trascorrere lunghi periodi senza frequentare la scuola o l'università e condividere il tempo con gli amici". "Tutti - ha ammonito - abbiamo bisogno di vivere relazioni umane reali e non solamente virtuali, specialmente nell'età in cui si forma il carattere e la personalità". Parole importanti che invitano a non sottovalutare i risvolti psicologici sugli studenti costretti a stare lontani dalle aule per un tempo così lungo.

L'altro aspetto devastante della diffusione del Covid-19 è la perdita di posti di lavoro. Francesco si è augurato che il Signore possa ispirare "l'agire delle autorità pubbliche perché a tutti, specialmente alle famiglie più bisognose, siano offerti gli aiuti necessari a un adeguato sostentamento". Nonostante la crisi sanitaria e sociale ancora in corso, in molte parti del mondo non si sono fermati i conflitti. Una circostanza fortemente biasimata dal Santo Padre che ha affermato di ritenerla "lo scandalo di oggi" invocando la fine delle violenze in Libia, Yemen e Siria. Un pensiero speciale è andato ai giovani del Myanmar - protagonisti delle manifestazioni represse nel sangue dopo il golpe dei militari - che "si impegnano per la democrazia, facendo sentire pacificamente la propria voce".

Dal Papa, poi, è arrivato anche un appello alla comunità internazionale a "superare i ritardi" nella distribuzione del vaccino - definito "strumento essenziale" nella lotta contro il Covid-19 - e a "favorirne la condivisione, specialmente coi Paesi più poveri". Prima della benedizione Urbi et Orbi, Francesco ha concluso la Messa all'Altare della Cattedra ringraziando "chi ha reso possibile queste celebrazioni degne e belle". Tempo di cambiamenti nella Basilica di San Pietro con l'inizio ufficiale dell'incarico da arciprete per il cardinale Mauro Gambetti a cui è toccato annunciare la concessione della indulgenza. Bergoglio, oltre ad augurare il meglio al nuovo arciprete, ha voluto ringraziare il predecessore, il cardinale Angelo Comastri, che lascia dopo 16 anni.

Le parole sui giovani senza scuola pronunciate nel messaggio Urbi et Orbi di ieri rimandano alla Via Crucis presieduta due giorni prima dal sagrato della Basilica.  Nel Venerdì Santo, infatti, in una piazza San Pietro semi-deserta come lo scorso anno, il Santo Padre aveva ascoltato in silenzio il testo delle meditazioni scritte dai bambini del Gruppo Scout Agesci “Foligno I” e della parrocchia romana Santi Martiri di Uganda in cui era emerso il senso di disagio vissuto dai più piccoli per la lontananza forzata dai banchi.