Leone XIV scrive al parroco di Gaza dopo il raid israeliano
Il Papa esprime vicinanza a padre Romanelli e alla comunità colpita dall'attacco di sabato 3 ottobre. «È davvero una consolazione che il Papa abbia pensato a noi, che preghi per noi e per tutti quelli che lavorano per la pace», ha detto il religioso ai media vaticani.
«Buongiorno, padre Gabriel. Da quando ho appreso la dolorosa notizia della morte di Maysa e Mary, prego Dio per loro, per le loro famiglie e per l'intera comunità di Gaza. Fino a quando, Signore? Grazie per l'accompagnamento alla parrocchia e a tante persone che desiderano vivere in pace. Benedizioni, un abbraccio affettuoso»: è il messaggio Whatsapp inviato da Leone XIV a padre Gabriel Romanelli, parroco di Gaza, dopo il raid israeliano avvenuto nelle prime ore di sabato 3 ottobre che ha bombardato un condominio a Gaza City, uccidendo 5 persone, tra cui le due donne, madre e figlia, appartenenti alla sua comunità.
«È davvero una consolazione che il Papa abbia pensato a noi, che preghi per noi e per tutti quelli che lavorano per la pace», ha dichiarato padre Romanelli a Vatican News: «Ci ha colpito come sempre la vicinanza del Santo Padre e poi pure la sua sensibilità pastorale di pregare per loro, per le vittime, di nominarle, pregare per le famiglie, per tutta la comunità. Siamo scioccati da quello che è successo con la morte di Maysa, di Mary e poi delle altre persone, erano tutti dei civili che stavano dormendo nella loro casa». Nonostante lo shock, «noi non ci fermiamo», afferma il religioso: «bisogna andare avanti con la preghiera, con l'attività spirituale, ma pure con l'apostolato, con le altre attività della parrocchia, non solo quelle assistenziali, nonostante giornate piene di dolore come quella di sabato».

