• ETICA GIUSTIZIALISTA

Le multe calano e Milano punisce i cittadini

Per il vicesindaco del Comune di Milano, Anna Scavuzzo, se le contravvenzioni sono calate non esistono automobilisti più disciplinati ma solo trasgressori che l’hanno fatta franca. Così, anziché spendere denaro per facilitare la mobilità e per incrementare il numero di parcheggi la politica la fa franca usando le strade come fonte di guadagno.

C’era da sperare che frasi come quelle pronunciate in più occasioni dal membro togato del Consiglio superiore della magistratura, Piercamillo Davigo restassero isolate. Nonostante, infatti, la contabilità ufficiale delle riparazioni per ingiusta detenzione presso il Ministero dell’Economia e delle finanze documenti che ogni anno in Italia ci sono 1007 innocenti in custodia cautelare e che dal 1992 si sono registrati oltre 27.200 casi di ingiusta detenzione, per una spesa che sfiora i 740 milioni di euro in indennizzi, lui si ostina a dire che non esistono innocenti ma solo “colpevoli che l’hanno fatta franca” grazie anche ad avvocati bugiardi che tentano, spesso riuscendoci, di allontanare la verità ostacolando il lavoro degli incorruttibili pubblici ministeri.

Evidentemente questa impostazione criminalizzatrice e giustizialista in modo aprioristico, che vorrebbe sostituire la presunzione di innocenza prevista dalla Costituzione con il principio dell’infallibilità dei giudici e di qualsiasi autorità di controllo, fa proseliti anche nelle istituzioni rappresentative.

Fanno rabbrividire le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal vicesindaco e assessore alla sicurezza del Comune di Milano, Anna Scavuzzo, a proposito delle multe stradali. Secondo lei, visto che le contravvenzioni sono calate, non esistono automobilisti più disciplinati ma solo trasgressori che l’hanno fatta franca. È questo il senso delle sue parole, se è vero che lei si è rammaricata del calo del gettito dovuto a contravvenzioni, che nel 2019 è sceso dai 298 milioni dell’anno prima, a “soli” 271 milioni.

L’assessore esclude evidentemente che ciò possa dipendere dall’educazione stradale, dal senso civico, dall’accortezza crescente degli automobilisti milanesi, che pure avrebbero mille ragioni per andare su tutte le furie, visti i frequenti rallentamenti della circolazione a causa dei lavori dei cantieri della metropolitana, le deviazioni e gli altri ostacoli che quotidianamente devono sopportare per raggiungere il posto di lavoro o per spostarsi da una parte all’altra della città. Preferisce puntare il dito contro l’insufficienza di tecnologie idonee a rilevare le infrazioni e arriva ad annunciarne un massiccio potenziamento.

Secondo la Scavuzzo, quindi, non sono affatto diminuite le violazioni del codice della strada, la gente passa comunque col rosso, parcheggia in doppia fila, non dà la precedenza ai pedoni, marcia in senso vietato, supera i limiti di velocità. Semplicemente è il sistema dei controlli a non essere adeguato all’esigenza di multare sempre di più gli automobilisti. Se le casse comunali piangono, allora è il caso di spremere ben bene gli automobilisti con qualsiasi mezzo, anche dotando i vigili milanesi, come è stato deciso, di strumenti tecnologici sempre più sofisticati: tablet e “occhio d’aquila” in grado di smascherare con un semplice sguardo chi trasgredisce.

Poco importa se i parcheggi non sono sufficienti, se i mezzi pubblici non collegano tutte le zone cruciali della città e quindi chi deve arrivare puntuale al lavoro non può affidarsi a tram, autobus e metropolitane. Per il Comune di Milano l’importante è fare cassa a ogni costo sulla pelle di chi ogni giorno affolla le strade della città con autoveicoli o motoveicoli.

Nel bilancio di previsione 2020 di Palazzo Marino è previsto un incasso di 285 milioni di multe. La stima è fatta anche sulla base della percentuale di multe incassate rispetto al 2018: su un totale di 3,1 milioni di multe elevate, ne sono state incassate 1,4 milioni, pari al 46,3%, dato peraltro non definitivo perché non comprensivo delle multe incassate nel mese di dicembre. I morosi, quindi, diminuiscono e forse i sistemi di riscossione delle sanzioni sono anche migliorati, per cui saldare immediatamente una multa diventa più semplice.

Ciò non toglie che la questione debba essere affrontata in modo radicalmente diverso e non già in termini punitivi e “polizieschi”. Se alle telecamere sui semafori, che verranno installate un po' ovunque, si sostituissero interventi pluriennali in grado di aumentare il numero di parcheggi e di migliorare la mobilità urbana facilitando gli spostamenti e mettendo in condizione gli automobilisti di circolare senza l’incubo delle multe, sarebbe decisamente meglio. Il clima attuale, confermato amaramente dalle parole della Scavuzzo, rimane quello “giustizialista” delle multe concepite come tasse per sostenere il Comune di Milano. Anche perché, rebus sic stantibus, i proprietari di parcheggi privati non possono che continuare a stappare champagne.