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Anniversari

L’arcidiocesi pakistana di Karachi compie 75 anni

Nella solennità della Pentecoste sono iniziati i festeggiamenti con una celebrazione eucaristica svoltasi sul sagrato della cattedrale di Saint Patrick

Il Pakistan è uno dei paesi in cui i cristiani subiscono persecuzioni estreme a causa della loro fede. È settimo, dopo la Nigeria e prima dell’Iran, nell’elenco Open Doors 2023 dei 50 stati in cui essere cristiani è più difficile. È quindi con grande gioia che nella solennità della Pentecoste la Chiesa cattolica di Karachi ha dato inizio ai festeggiamenti per i 75 anni dalla sua fondazione con una celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Karachi Benny Mario Travas svoltasi sul sagrato della cattedrale di Saint Patrick. Al Giubileo di diamante hanno partecipato migliaia di persone che si sono raccolte attorno all’arcivescovo, al cardinale Joseph Coutts, arcivescovo emerito di Karachi, ai vescovi delle altre diocesi del Pakistan e ai tanti religiosi – sacerdoti e suore – presenti. La diocesi è stata creata nel 1947 separandola dall’arcidiocesi di Bombay, è diventata una entità a se stante il 28 maggio del 1948 e il 15 luglio 1950 è stata elevata al rango di arcidiocesi. Oggi conta 15 parrocchie. Dalla nascita, a Karachi, una metropoli di oltre 22 milioni di abitanti, e in tutto il paese, la Chiesa cattolica  – ricorda l’agenzia AsiaNews nel dare la notizia – accanto al suo servizio pastorale, ha svolto un ruolo vitale e significativo nel campo dell’istruzione e della sanità. Ha fondato 62 scuole che hanno formato generazioni di personalità nella comunità cattolica e nella società pakistana in generale. Uno dei più antichi ospedali del paese è l’Ospedale della Sacra Famiglia, fondato nel 1948. Tra le altre istituzioni, AsiaNews cita la “Casa della Pace”, fondata nel 1969 per accogliere bambini e adulti con disabilità fisiche e mentali, persone povere e bisognose, e il Centro per lebbrosi Marie Adelaide fondata nel 1956 che cura gratuitamente i lebbrosi e comprende un centro di riabilitazione. “L’arcidiocesi – ha detto monsignor Travas durante l’omelia – ha sempre accolto tutti i gruppi etnici dimostrando il suo amore per la diversità e l’accettazione degli altri. Cattolico significa universale; il cuore dell’arcidiocesi di Karachi è stato il cuore dei sofferenti; la diocesi, grazie al lavoro dei suoi missionari locali e stranieri, ha costruito tante istituzioni per la cura di coloro che soffrono nella società come gli orfani, i lebbrosi, i disabili, i tossicodipendenti e così via. La diocesi non ha lavorato per il proprio profitto, ma per lo sviluppo e il progresso dell’intero paese”.