a cura di Riccardo Cascioli
  • Istruzione e sviluppo

L’Africa sub-sahariana registra il più elevato deficit di insegnanti qualificati

In molti paesi africani i dati sulla scolarizzazione  sono positivi. Il numero di studenti, la media degli anni di scuola raggiungono anche  livelli elevati. Ma indicano l’iscrizione alla scuola, non la frequenza e la resa scolastica. Sappiamo che molti bambini e ragazzini frequentano la scuola irregolarmente, assenti per motivi familiari o di altra natura: incombenze domestiche e attività lavorative a fianco e al posto degli adulti (ad esempio, all’epoca del raccolto), emergenze dovute a fattori ambientali e climatici, alla presenza di gruppi armati, all’insorgere di conflitti tribali e politici… nel caso delle ragazzine persino il ciclo mestruale ne costringe a casa milioni ogni mese. Ci sono poi i bambini che non possono contare sull'assisten­za dei genitori, spesso incapaci di seguirli e di controllare l'andamento dei loro studi e che vivono in case male illuminate e spoglie dove studiare è quasi impossibile. Quelli che, dopo la scuola, trascor­rono il resto della giornata per strada nel tentativo di  racimo­lare qualche soldo, non solo frequentano le lezioni saltuariamen­te, ma non studiano. In molti casi il conseguimento di un diploma lungi dall'attestare la preparazione degli allievi, non è neanche prova di frequenza, ma solo di iscrizione a una scuola. C’è poi il problema frequente degli edifici scolastici inadeguati e delle classi troppo numerose. Un ulteriore elemento negativo è poi il deficit di insegnanti preparati, in grado di fornire una istruzione di qualità. Secondo il più recente rapporto dell’International Teachers Task force, una rete internazionale sostenuta dall’Unesco, l’Africa sub sahariana è l’area geopolitica dove si registra il più elevato deficit di buoni insegnanti. La carenza dipende da vari fattori istituzionali e individuali, primo fra tutti l’inadeguatezza dei fondi governativi destinati all’istruzione che quindi sono destinati quasi del tutto a pagare gli stipendi degli insegnanti lasciando troppo poco per la formazione e il miglioramento delle condizioni di lavoro.  Nell’ultimo decennio degli stati hanno cercato di promuovere l’istruzione primaria e secondaria, ma in genere non hanno provveduto ad assumere un numero sufficiente di insegnanti e inoltre gli istituti di formazione per gli insegnanti sono pochi e spesso organizzati molto male. Il rapporto evidenzia che le carenze del sistema scolastico sono un fattore fortemente negativo che ostacola lo sviluppo del continente. Gli stati che presentano i maggiori deficit di insegnati sono la Repubblica Centrafricana, il Ciad, il Mali e il Niger, per quanto riguarda il ciclo primario. Avrebbero bisogno almeno del 6% di insegnanti qualificati in più. Togo, Madagascar, Namibia, Sao Tome e Principe e Seychelles gli stati meno colpiti dal problema. Quanto alla scuola secondaria, Burundi, Repubblica Centrafricana, Mozambico, Niger, Ciad e Tanzania avrebbero bisogno di un aumento di almeno il 10 per cento annuo.