a cura di Anna Bono
  • Libia

La procura libica emette 205 mandati di arresto per traffico illegale di emigranti

In Libia la procura generale ha emesso 205 mandati di arresto a carico di cittadini libici e stranieri sospettati di coinvolgimento nel traffico illegale di emigranti diretti in Europa. I capi d’accusa includono tratta di esseri umani, tortura, omicidio e stupro. Tra gli indagati figurano membri dei servizi di sicurezza, leader di centri di reclusione per immigrati, funzionari di ambasciate africane in Libia. Le indagini che hanno portato all’emissione dei mandati di arresto sono state svolte dalla procura libica in collaborazione con quella italiana dopo che nel dicembre del 2017 Libia e Italia hanno creato una unità operativa congiunta, formata da risorse di intelligence, giustizia e guardia costiera. Il direttore dell’unità investigativa della procura generale, Seddik al-Sour, ha detto durante una conferenza stampa che molti funzionari libici del dipartimento immigrazione risultano coinvolti. Inoltre ha dichiarato che il suo ufficio ha rilevato un rapporto diretto tra contrabbandieri di uomini e Isis. I jihadisti – ha spiegato – approfittano delle organizzazioni dei trafficanti per spostarsi da un paese all’altro, nascondersi o ricorrere a cure mediche. Al-Sour ha anche detto ai giornalisti che è tuttora in corso una indagine sul reportage diffuso a novembre dalla CNN in cui si parla di emigranti venduti all’asta come schiavi in Libia. Stando alle indagini svolte, ha detto al-Sour, i trafficanti effettivamente si vendono l’un l’altro gli emigranti, ma non come schiavi. In Africa è pratica comune che le persone rapite a scopo di riscatto passino di mano in mano, “vendute” da un gruppo armato a un altro.