a cura di Nico Spuntoni
  • IL DECRETO

La Pasqua non si sposta ma sarà a porte chiuse

La Pasqua è alle porte e vista la situazione emergenziale che stiamo vivendo a causa della diffusione del Coronavirus, con le Sante Messe e le funzioni religiose sospese in Italia ed in altri Paesi, non pochi sono gli interrogativi arrivati in Vaticano sulle celebrazioni della Settimana Santa.

Ad essi ha risposto ieri la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti con un Decreto che si è posto l'obiettivo di offrire "indicazioni generali ed alcuni suggerimenti ai vescovi". Il cardinale Robert Sarah, prefetto del dicastero, ha innanzitutto bocciato la proposta, paventata in questi giorni di difficoltà da più di un sacerdote, di rinviare la data della Pasqua alla prima domenica in cui sarà possibile celebrare con i fedeli: "Cuore dell'anno liturgico - ha scritto il porporato guineano - la Pasqua non è una festa come le altre: celebrata nell'arco di tre giorni, il Triduo Pasquale, preceduta dalla Quaresima e coronata dalla Pentecoste, non può essere trasferita".

Sulle celebrazioni della Settimana Santa, la Congregazione per il culto ha dato potere decisionale direttamente ai vescovi, che potranno consultare le Conferenze Episcopali per concordare le indicazioni "affinché nella chiesa cattedrale e nelle chiese parrocchiali, pur senza la partecipazione fisica dei fedeli, il Vescovo e i parroci celebrino i misteri liturgici del Triduo Pasquale".

I fedeli dovranno, però, essere avvisati per consentire loro di unirsi in preghiera dalle loro abitazioni, grazie alla trasmissione in diretta della liturgia. Nel Giovedì Santo "si concede eccezionalmente a tutti i sacerdoti la facoltà di celebrare (...), in luogo adatto, la Messa senza il popolo" . Stop, invece, alla lavanda dei piedi ed alla processione al termine della celebrazione della messa in Coena Domini.

Per quanto riguarda il Venerdì Santo, il decreto ha stabilito che il vescovo (o il parroco) celebra la Passione del Signore e nella preghiera universale riserva una speciale intenzione per "i malati, i morti, chi si trova in situazione di smarrimento". La Veglia pasquale si potrà tenere (senza presenza dei fedeli) solo nelle chiese cattedrali e parrocchiali, omettendo l’accensione del fuoco e la processione iniziale e consentendo soltanto il rinnovo delle promesse battesimali.

Spetterà al vescovo diocesano decidere come comportarsi per monasteri, seminari e comunità religiose. Il decreto del cardinale Sarah, inoltre, ha disposto che processioni ed altre "espressioni di pietà popolare" della Settimana Santa siano rinviate - sempre a discrezione del vescovo - alla prima data utile terminata la situazione d'emergenza, indicando come esempio il 14 ed il 15 settembre.