• ITINERARI DELLA FEDE

La Navicella di Giotto

Il logo dell'anno della Fede riporta ai simboli incisi dai primi cristiani sui muri delle catacombe. Ma anche ad un mosaico posto alla sommità del portico d’ingresso di San Pietro a Roma. Un'opera rilevante eppure poco nota.

navicella

L’11 ottobre 2012 è ufficialmente iniziato l’anno della Fede, indetto da Papa Benedetto XVI con la Lettera Apostolica Porta Fidei. La data di inizio è stata scelta  per ricordare il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II e si chiuderà il 24 novembre 2013, nella solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo.

Nell’immagine coordinata scelta per comunicare le iniziative indette in questo particolare anno compare un logo che rappresenta una nave stilizzata che ha per albero maestro la Croce di Cristo. Questo significativo emblema ci riporta ai primi simboli della fede cristiana, magari solo abbozzati o incisi da mani semplici sui muri delle catacombe o delle Domus Ecclesiae, ma anche ad un’opera di rilevante importanza artistica che si trova proprio in San Pietro, ma che è quasi dimenticata all’interno delle innumerevoli bellezze artistiche della più importante chiesa della cristianità.

Le moltitudini di fedeli e visitatori che ogni giorno si avvicinano all’entrata della Basilica Apostolica Vaticana non sempre si voltano un attimo indietro prima di varcarne la soglia, alzando lo sguardo alla sommità del portico d’ingresso, dove, nella penombra della volta a crociera centrale brillano le tessere dorate del lunettone a mosaico con la Navicella di Giotto. In realtà il mosaico attuale è frutto di un radicale rimaneggiamento seicentesco, quando l’opera, più volte spostata dall’originale posizione - era stato concepito per la facciata del quadriportico della basilica di origine costantiniana, demolito nel XVI secolo – viene inserita nel nartece barocco.

Alcuni frammenti originali sono oggi conservati nel Museo Petriano di Roma e nella chiesa di San Pietro Isano a Boville Ernica, in provincia di Frosinone. Quello che oggi possiamo ammirare è comunque frutto del disegno originale di Giotto guidato dalla committenza del Cardinale Jacopo Stefaneschi, per il quale il maestro toscano realizza anche un mirabile polittico conservato nella Pinacoteca Vaticana. L’iconografia della Navicella giottesca rappresenta in maniera commovente il cammino dell’uomo confortato dalla Fede; il mosaico raffigura infatti gli Apostoli nel Lago di Tiberiade, sull’imbarcazione sconvolta dalla tempesta con San Pietro che, forte della fede in Cristo, riesce a raggiungerlo camminando sulla acque, raggiungendo così la salvezza. 

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