Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Natività della Beata Vergine Maria a cura di Ermes Dovico
intervista / p. Piccolo

La Natività di Maria, una bambina all'alba della redenzione

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La nascita della Madre è strettamente legata a quella del Figlio, spiega a La Bussola il Rettore Generale dei Chierici Regolari della Madre di Dio, ripercorrendo le origini e il senso della festa odierna: «la figlia di Dio è stata destinata ad essere dimora del Creatore e con lei nasce il vero Tempio per la dimora di Dio tra gli uomini».

Ecclesia 08_09_2026
Wikimedia Commons (Author: Dora Duarte)

Un fatto storico che cambierà la storia del mondo: la nascita di Maria è l’aurora della riconciliazione tra uomo e Dio. Padre Antonio Luigi Piccolo, dal 2022 Rettore Generale dell'Ordine dei Chierici Regolari della Madre di Dio, l’istituto religioso fondato da san Giovanni Leonardi nel 1574, ripercorre in questa intervista a La Bussola le origini e il senso profondo della festa odierna che sottolinea il ruolo della  Madre nella salvezza operata dal Figlio.

Cosa sappiamo della nascita di Maria?

C'è un dato certo che attraversa tutta la storia della Chiesa orientale e occidentale: la Chiesa ha sempre fatto a gara per celebrare la Madre di Dio!  Ogni Chiesa ha ovviamente organizzato il ciclo di feste mariane secondo la propria storia, la propria liturgia, la propria spiritualità. La festa della Natività di Maria, ovviamente, si inserisce in tutto ciò. Questa sublime festa ci indica che Maria è nata da “qualche parte”, aveva dei genitori, ha ricevuto un’educazione perché doveva prepararsi poi a quella vocazione così sublime di partecipare agli avvenimenti della vita del Figlio. Poi ci sono altri avvenimenti della sua vita che la Chiesa, con molta prudenza, annovera in quei libri definiti “Vangeli apocrifi”. Tra questi, il primo libro apocrifo, ci parla delle feste di Maria: è ovviamente il Protovangelo di Giacomo che risale alla metà del secondo secolo dopo Cristo e che ha come titolo originale proprio “La Natività di Maria” anche se poi al titolo viene aggiunto anche “Apocalisse di Giacomo”. L’autore elabora in queste pagine i dati sull’infanzia di Gesù estratti dai Vangeli canonici di Matteo e di Luca, arricchiti da tradizioni orali circa l’infanzia di Maria, ambientata soprattutto a Gerusalemme. Questo fa pensare che la famiglia di Maria fosse originaria di Gerusalemme.

Entriamo, allora, meglio in queste pagine. Cosa ci indicano riguardo questo evento così importante come la nascita della Vergine Maria?
Il Protovangelo si compone di 25 capitoli di cui solo 8 riguardano la storia di Maria. Il resto è tutto destinato alla vita di Gesù: dalla nascita per passare all’adorazione dei magi, parlando della strage degli innocenti, fino al martirio di Zaccaria e del Battista. Ecco però che i primi otto capitoli trattano appunto di Maria e, in particolare, i capitoli quinto e sesto vengono dedicati alla nascita di Maria a Gerusalemme nei pressi della piscina cosiddetta “probatica”. In questo luogo, poi, verrà costruita successivamente una basilica. Il nome “probatica” si riferisce sia all’episodio della guarigione del paralitico di Bethesda contenuto nell’Evangelio di Giovanni, ma anche per indicare la casa dove è nata Maria, la casa di Gioacchino ed Anna.

E invece cosa sappiamo della festa? Come nasce? Come si sviluppa?
Nata originariamente a Gerusalemme, questa festa poi si sposterà a Costantinopoli: da notare che nella Chiesa bizantina apre l’anno liturgico. Inoltre proprio a questa festa sono dedicati sette giorni del calendario liturgico: dal 7 al 13 di settembre. Se noi andiamo a ricostruire i motivi di questa bellissima festa nel genetliaco della “Santissima Madre di Dio” come la chiamano i bizantini, non possiamo che sottolineare l’importanza di questo evento storico, soprattutto per le implicazioni teologiche  e spirituali, perché in questa bambina è possibile contemplare la “Theotokos”, la Madre di Dio.

E qui la storia diviene davvero affascinante. Ci troviamo di fronte alla nascita di Maria che è madre di Dio, di Cristo. Un mistero davanti al quale non si può che rimanere smarriti. Possiamo approfondire questo aspetto?
Maria è considerata, nello stesso tempo, punto di arrivo della storia della salvezza che culmina in Cristo, ma anche punto di partenza per tutte le tappe che ne seguiranno: per questo motivo, la nascita di Maria viene legata strettamente, intimamente, alla nascita dello stesso Cristo, che è Dio, Uomo e Salvatore del mondo. I testi liturgici della prima Chiesa, della Chiesa bizantina in particolare,  mettono in risalto proprio questo: la figlia di Dio è stata destinata ad essere dimora del Creatore e con lei nasce il vero Tempio per la dimora di Dio tra gli uomini. Maria viene, nei testi liturgici composti per questa festa, individuata come la vera scala per la discesa di Dio sulla terra, ma anche la vera scala per la risalita degli uomini verso il cielo. Con la sua nascita, la stessa Chiesa viene rinnovata: con lei nasce la Chiesa che si adorna di bellezza. La nascita di Maria è apportatrice di grazie per tutte le creature: perciò Maria è proprio l’aurora della redenzione, l’aurora della liberazione, l’aurora della riconciliazione tra uomo e Dio. Ecco la grandezza di questa “piccola” bambina! In Maria abbiamo la terra nuova, il paradiso che reca l’albero della vita, cioè Cristo. È molto interessante sottolineare, infine, il carattere speciale di questo evento che cambierà la storia del mondo: il ruolo speciale di Maria nella storia della salvezza.

Dunque, Maria l’inizio di tutto…
Sì, proprio così. Questa festività è un po’ la “sorgente”, il fondamento, per la salvezza: in questa bambina, divenuta poi donna, avremo l’incarnazione di Cristo! Senza la nascita della Vergine Maria questa salvezza non si sarebbe mai potuta compiere. Quindi Maria ha un posto preciso e chiaro nella storia della salvezza secondo la volontà di Dio.

Una famiglia, quella di Anna e Gioacchino. E una bambina che nasce. Il mistero della vita che si perpetua e si incarna nella storia. Le pongo, di fronte, allora un’altra immagine: una famiglia del nostro presente che, magari, proprio oggi vedrà la nascita di un figlio. Quale insegnamento possono avere i genitori da una nascita così illustre come quella di Maria? Quale bellezza è nascosta in questa nascita?
Grazie per questa domanda. Una domanda che mi fa pensare agli Scritti di san Francesco nei quali il santo si rivolge a Dio dicendogli “Tu sei bellezza”. La nascita di un figlio è sempre un’epifania di Dio. E come per Maria, il cui nome viene tradotto dai padri della Chiesa come “dono di Dio”, ogni nascita è un dono di Dio fatto a una coppia di sposi: scoprono così la loro vocazione di essere anche chiamati a diventare genitori, generativi, padri, madri. E poi riaccende la speranza in ogni uomo,  in ogni donna: Dio è colui che dona ed è colui che dona bellezza, è colui che dona vita.  Colui che dona futuro! Celebrare questa festività, come tutte le feste cristiane, veramente è un dono che racchiude il futuro nel bello e nel buono. Inoltre vorrei sottolineare un altro dato: questa nascita è avvenuta in una famiglia segnata dalla difficoltà di non avere un figlio. Tuttavia rimane ancorata in Dio e nel suo amore. Tutto ciò, a maggior ragione, ci dice che Dio è fedele all’umanità: quando per noi tutto può sembrare perduto, ecco giungere l’intervento di Dio che sorprendentemente riporta la vita.