• L'INTERVISTA/ NICOLA BUX

La dissacrazione in House of Gucci non è solo uno scherzo

Il segno della Croce storpiato da Lady Gaga in House of Gucci sta diventando "virale" sui social network. Uno scherzo o una dissacrazione? Per don Nicola Bux la nuova moda rappresenta una perdita di senso del sacro e al tempo stesso è la prova dell'influenza della religione cattolica anche nella nostra società.

Lady Gaga in House of Gucci

House of Gucci, uno dei film più attesi del 2021, uscirà oggi nelle sale italiane. Già prima dell'uscita odierna è stato sufficiente il trailer per far impazzire i social e far diventare virali alcune delle frasi pronunciate dalla Patrizia Reggiani interpretata da Lady Gaga. Dietro la patina glamour e le battute iconiche, però, sembra passare quasi inosservato che alla base della storia raccontata c'è il dolore di due figlie rimaste senza un padre e con una madre riconosciuta come mandante del suo assassinio. Nel lancio commerciale si è scelto di puntare sul potere d'attrazione che un modello narrativo incentrato su sesso, soldi e violenza è capace di esercitare sugli spettatori. Il probabile successo del film è già stato preannunciato dall'invasione di video amatoriali su Instagram e Tik Tok di chi si è ripreso mentre imita Lady Gaga nel trailer e ripete la formula: “In the name of Father, Son and House of Gucci”.

Un vecchio proverbio, sempre più dimenticato, invitava a scherzare coi fanti ma a lasciar stare i santi. La scimmiottatura del segno della croce nel trailer non è affatto piaciuta a monsignor Nicola Bux, professore di liturgia orientale e di teologia dei sacramenti nella Facoltà Teologica Pugliese, già consultore delle Congregazioni per la Dottrina della Fede e per le Cause dei Santi e consultore dell'Ufficio delle Celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice con Benedetto XVI. Peraltro, tra i numerosi libri scritti, il presule è stato anche autore di Con i sacramenti non si scherza sulla perdita del senso del sacro. 

Monsignor Bux, quello visto nel trailer di “House of Gucci” è un innocente espediente artistico o una dissacrazione del sacro?

Poco importa se sia l’uno o l’altra, perché, per un verso attesta ancora l’influenza, forse residuale, della religione cattolica sugli occidentali, per l’altro invece la perdita del senso del sacro, meglio, la degenerazione di questo, poiché c'è chi ha smesso di istruire gli uomini sulle verità di fede, per inseguirli nelle loro idolatrie.

Nonostante il film non fosse ancora uscito, questo gesto è diventato virale sui social dove migliaia di persone – uno persino di fronte alla Basilica di San Pietro– si fanno il segno della croce evocando il nome Gucci al posto dello Spirito Santo. Cosa ne pensa?

Che i ‘social’ influenzino quella larga fascia di persone, anche cattoliche, che sono sovraesposte a causa dell’ignoranza del catechismo, è cosa nota da anni. Il punto è che i sacerdoti, i cosiddetti pastoralisti e i liturgisti, continuano a sfornare programmi sperimentali di iniziazione ai sacramenti, ora che battezzati praticanti e interessati sono sempre meno. La liturgia è azione sacra con le sue forme espressive concrete, e per essere celebrata come tale, ha bisogno del suo luogo proprio, del suo tempo proprio e dei suoi oggetti propri, specificamente dedicati, non di quelli profani. Lo sanno i satanisti che ne fanno incetta, ahimè, per i loro riti. Siamo in piena crisi di fede.

Cosa intende con crisi di fede?

Che, per non credere al Signore si è finito per credere a tutto. Osservava il card. Biffi: da credenti siamo diventati creduloni. È urgente che dalla ‘sinodalità’ venga l’impulso alla missionarietà verso quanti non credono o credono male. Prima però, bisogna formare i missionari.

Ma in questa società dove si crede sempre meno, perché si continua a ricorrere al bagaglio di rituali e simboli della religione cristiana al fine di dissacrarli?

Perché il senso religioso dell’uomo è insopprimibile: è iscritto nella sua natura. E’ il desiderium naturale videndi Deum di Tommaso d’Aquino, ma ha bisogno di essere sostenuto da un percorso di evangelizzazione, altrimenti si trasforma con i suoi simboli, in talismani. Questa è la missione affidata da Cristo alla Chiesa. Gesù ha detto di sé e degli Apostoli, e per estensione di noi discepoli, che sono la luce e il sale che serve a non far marcire la terra. Se i cristiani abdicassero a questa funzione, non servirebbero a nulla e il mondo andrebbe davvero in malora. Non avverrà mai del tutto, rimarrà sempre un resto, perché la Chiesa è divino-umana, unita al Fondatore e ha in sé le energie per rinascere sempre di nuovo.

Pensa che gli sceneggiatori avrebbero 'storpiato' usanze o simboli di altre religioni?

Nonostante l’azzardo di alcuni intellettuali, come accaduto a Parigi per le vignette su Maometto, ai cristiani viene chiesto di porgere l’altra guancia; quindi il cristianesimo fa meno paura a quelli che compiono tali operazioni. Talune figure d’avanspettacolo – lo sono nonostante la ribalta internazionale – manifestano tutta la loro inconsistenza umana, ma nello stesso tempo esprimono disperatamente il grido di chi ha sete di Dio e non ancora ha incontrato Chi può dargli dell’acqua viva per non avere sete in eterno, se addirittura non lo cercano al contrario, nel demonio. Bisogna pregare affinché facciano l’incontro di grazia che apre alla conversione.

Per attirare il pubblico al cinema, nel trailer di “House of Gucci” si evocano “soldi, potere, tradimento, sesso ed omicidio”. Perché si ricorre sempre più spesso a questi ingredienti per poter fare un film o una serie tv di successo?

Si ricorre a questi ingredienti per incrementare, consapevolmente o meno, il culto di satana, come è noto. Il rischio è l’esaltazione della dimensione carnale dell’uomo, ovvero la concupiscenza della carne, quella degli occhi e la superbia della vita: è la direzione di marcia di non pochi operatori dello spettacolo. Noi non siamo debitori verso la carne, dobbiamo vivere secondo lo Spirito: costui arriva con la forza del Vangelo che mette in fuga i demoni, apre l’accesso al Cielo, infonde la forza delle virtù e restaura la salvezza. A tal fine i vescovi e i preti sono stati ordinati, non per dedicarsi alla salute dei corpi.

Quindi, secondo lei, un certo tipo di sacerdoti ha responsabilità nella secolarizzazione della società?

Quei teologi e quei preti che hanno favorito la desacralizzazione cioè che non accettano la realtà sacramentale, hanno la colpa della deriva attuale della fede. Il sacro è già entrato nel mondo con la rivelazione, soprattutto di Cristo, ma non ha ancora coinvolto tutto il profano: il sacro è dinamico, perché vuole conquistare il mondo intero all’adorazione e al culto di Dio, che si realizzerà pienamente alla fine dei tempi. Ci vuole di nuovo, sostiene Joseph Ratzinger, il coraggio del sacro.

Dona Ora