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Hindutva

Intimidazioni a una scuola cattolica in India

I fondamentalisti indù pretendono che l’istituto scolastico gestito dalle suore di Bethany celebri al suo interno una festa indù

 

La Holy Cross Convent School di Dharmanagar, nello stato indiano del Tripura, è una scuola cattolica fondata nel 1999. Fa parte della Bethany Educational Society, un ente educativo cattolico che gestisce oltre 100 tra scuole, college e centri professionali in tutta l’India, impegnato soprattutto sull’emancipazione delle donne nelle aree rurali, dei poveri e delle comunità emarginate. Il 22 gennaio degli esponenti del Vishwa Hindu Parishad (VHP), una organizzazione che promuove l’ideologia nazionalista indù, Hindutva, hanno organizzato una manifestazione davanti alla scuola per chiedere che il giorno dopo al suo interno fosse celebrata la Saraswati Puja, una festa indù dedicata alla dea della conoscenza. Siccome più del 70% degli studenti sono indù, secondo il VHP è giusto che la scuola celebri una ricorrenza religiosa indù. La richiesta è stata respinta perché il regolamento degli istituti scolastici Holy Cross vieta lo svolgimento di riti religiosi di qualsiasi confessione. Al diniego le proteste al cancello della scuola si sono fatte minacciose ed è stato necessario dispiegare forze di polizia per evitare incidenti. La direzione scolastica ha sospeso le lezioni per quel giorno e ha convocato un incontro con i genitori degli allievi. Nel corso dell’incontro il clima si è fatto teso perché una parte dei genitori hanno dato ragione al VHP.  La preside, suor Pushpa B.S., è stata minacciata da alcuni genitori ed esponenti del VHP unitisi alla riunione ed è stato necessario l’intervento della polizia per riportare la calma. Raggiunta da AsiaNews, suor Pushpa ha parlato di un crescente clima di intimidazione. “Questa – ha spiegato – è stata la seconda aggressione. La prima volta la folla è arrivata il 16 gennaio e ha chiesto che la puja fosse celebrata. Hanno anche mosso accuse infondate di conversioni forzate e fatto commenti negativi e offensivi sulle mie abitudini religiose, dicendo che non seguo la cultura. Mi hanno avvertita che avrei affrontato gravi conseguenze se non avessi ceduto alle loro richieste. Il 22 gennaio sono tornati con una folla più numerosa e hanno reiterato la richiesta che la puja si svolgesse nella nostra scuola”. Suor Pushpa ha aggiunto che l’istituto conta 686 studenti e “serve in larga maggioranza la comunità locale, mentre solo una percentuale minima degli studenti è cristiana, appartenente ad altre denominazioni. Attraverso il nostro apostolato educativo continuiamo a contribuire in modo significativo alla costruzione della nazione, offrendo un’educazione di qualità basata su valori”. Il vescovo di Agartala, monsignor Lumen Monteiro, intervistato da AsiaNews ha a sua volta espresso preoccupazione per l’accaduto. “Come vescovo della diocesi di Agartala – ha detto – affermo con forza che questo tipo di richieste e accuse sono immotivate e rappresentano un modo per creare divisioni. Continuando a formulare accuse e causare incidenti, stiamo diventando nemici gli uni degli altri. L’istituto educativo gestito dalle Bethany Sisters è una scuola molto richiesta. Offriamo un’educazione di qualità e un sistema di valori agli studenti. Nessuna attività religiosa si svolge all’interno della scuola. Purtroppo molti genitori vengono costretti a schierarsi in questa situazione e anche genitori ben inseriti nella società devono dimostrare da che parte stanno. Questo è pericoloso e provoca tensioni e disarmonia comunitaria in una società che, altrimenti, è pacifica”.