a cura di Riccardo Cascioli
  • Ricchi e poveri

In Kenya una mamma mette a cuocere una pentola con acqua e pietre per illudere i figli che sia rimasto qualcosa da mangiare

 

In Kenya la pubblicazione il 30 aprile del bilancio del ministero della sanità ha suscitato reazioni indignate e sarcastiche tra i lettori dei quotidiani locali a causa di alcune voci di bilancio. Il ministero, si legge nel documento, ha ricevuto 9,3 milioni di dollari dalla Banca Mondiale (l’agenzia delle Nazioni Unite specializzata nel sostegno allo sviluppo e nella lotta alla povertà) come contributo per l’emergenza Covid-19. È in attesa di ricevere altri 21 milioni destinati a sostenere l’emergenza sanitaria per il resto dell’anno. Grazie a questi contributi, potrà rientrare del passivo attuale che ammonta a circa tre milioni di dollari. A creare malumore è stata la scoperta che il ministero dall’inizio dell’emergenza ha speso tra l’altro 37.000 dollari in spuntini e te e 18.500 in bollette di cellulari del personale. Per quest’ultima voce, di dollari ne sono stati stanziati più di 92.000. Sembrano cifre irrisorie, ma non lo sono affatto agli occhi di moltissimi kenyani: quelli disoccupati che sono il 40%, quelli che hanno un lavoro, ma guadagnano meno di 3,1 dollari al giorno ovvero quasi il 60 della popolazione occupata, quelli che vivono sotto la soglia di povertà, cioè con meno di 1,9 dollari al giorno, che sono il 36,8 della popolazione. Proprio il 30 aprile i mass media raccontavano la storia di Panina Bahati, una vedova madre di otto figli, residente nella città portuale di Mombasa, senza lavoro a causa delle misure di contenimento del virus. Una sua vicina di casa che era andata a trovarla per vedere come se la cavava ha scoperto che rimasta senza cibo, disperata, per non far capire ai suoi figli che non c’era più niente da mangiare, aveva messo sul fuoco una pentola piena di acqua e pietre. Tramite i social ha lanciato un appello e fortunatamente tanti hanno risposto. La poveretta ha ricevuto offerte di denaro via smarthphone e su un conto bancario che la sua vicina ha aperto per lei.