a cura di Benedetta Frigerio
  • India

In India nuove accuse di conversioni forzate contro i cristiani

 

271 persone sono state accusate dai radicali indù dell’Uttar Pradesh, India, di aver estorto delle conversioni al cristianesimo a degli indù inconsapevoli e di averli convinti dicendo cose false sull’induismo. La denuncia è stata depositata il 5 settembre nella stazione di polizia di Chandwak, distretto di Jaunpur. Solo di tre indagati si conosce l’identità. Si tratta di tre pastori pentecostali: Durga Prasad Yadav, Kirit Rai e Jitendra Ram. L’avvocato degli indù che hanno sporto la denuncia, Brijesh Singh, sostiene che gli accusati hanno tentato di convincere gli abitanti di alcuni distretti a frequentare la chiesa del villaggio di Baldesh e a ad assistere alle preghiere: “dopo le preghiere della domenica e del martedì erano soliti diffondere false informazioni sull’induismo. Inoltre distribuivano medicine proibite e droghe ai visitatori e, sotto il loro effetto, li influenzavano a diventare cristiani”. Anil Kumar Pandey, sovrintendente aggiunto di polizia, ha dichiarato che le 271 persone indagate “sono accusate di vari reati penali come truffa, contaminazione di luoghi di culto, pregiudizio contro l’integrazione nazionale”. Secondo Sajan K George, presidente del Global Coucil of Indian Christians, le accuse sono infondate. Nell’Uttar Pradesh, dice, “si assiste a una impennata delle persecuzioni contro i cristiani. Pastori pentecostali e gruppi cristiani sono sotto continua sorveglianza sia da parte di elementi radicali sia da parte delle forze di polizia”.