a cura di Benedetta Frigerio
  • Accuse infondate

In India continuano gli attacchi alle suore di Santa Madre Teresa

 

Alle autorità del Jharkhand, uno stato dell’India nord orientale, non piace che la Chiesa cattolica si occupi dei bisognosi e per questo perseguita le suore di Santa Madre Teresa. A spiegarlo all’agenzia di stampa AsiaNews è monsignor Theodore Mascarenhas, vescovo ausiliare di Ranchi, secondo il quale la polizia ha addirittura denunciato “falsi casi di adozioni illegali con la connivenza della commissione statale che si occupa di pratiche adottive”. Lo scorso anno le missionarie della carità erano state accusate di implicazione in un caso di presunta compravendita di minori. Suor Concilia Baxla, che gestiva la struttura in cui si diceva fosse successo il fatto, è stata arrestata ed è rimasta in carcere per 15 mesi prima di essere rilasciata su cauzione, a settembre, questo senza che contro di lei fosse mai stata presentata una accusa formale. Nuove accuse sono state presentate contro le missionarie il 22 e il 18 novembre. In entrambi i casi si dice che abbiano dato in adozione il figlio di una minorenne e quello di una madre single. Le vicende risalgono al 2013 e al 2016. In entrambi i casi le madri, a quanto sembra istigate dal Child Welfare Committee della città di Ranchi, adesso sostengono che le suore hanno dato in adozione i bambini senza il loro permesso. “A qualcuno non piace – dice monsignor Mascarenhas – che noi lavoriamo per i poveri. Ci accusano di conversioni forzate, ma è falso. Hanno paura della Chiesa perché essa ha un posto nel cuore della gente”. Le suore sono perseguitate per questo. Ma sotto attacco “non sono solo le suore di Madre Teresa. I gesuiti sono sotto inchiesta in due procedimenti, poi anche le suore orsoline. Ci attaccano perché le suore si occupano di persone scartate nella società, di moribondi e sofferenti. Vorrebbero dipingerci come ladri, venditori di bambini. Sanno che se ci attaccano fisicamente, diveniamo più forti. Mentre è più facile attaccarci moralmente. Vogliono farci perdere credibilità ma noi siamo forti nella fede. Andiamo avanti nel nostro servizio di amore verso i poveri. È il Signore che ci ha dato questo compito”.