Il pastore Adel Idris Jongool è stato rapito e ucciso in Sudan
Militanti di una delle fazioni dell’SPLA-N lo hanno rapito insieme a molti altri cristiani e lo hanno ucciso
Il pastore Adel Idris Jongool, della Chiesa episcopale del Sudan è stato rapito e ucciso il 24 luglio a Dabbi, nello stato del Sud Kordofan, dai militanti di una fazione scissionista del Sudan People’s Liberation Army-North (SPLA-N) che hanno attaccato la località e il vicino Korkel Theological College, un seminario anglicano che serve le diocesi dei Monti Nuba. Con il pastore sono state sequestrate decine di fedeli, 32 dei quali sono stati rilasciati mentre degli altri non si hanno notizie. Il giorno precedente avevano attaccato anche Heiban, la città capoluogo dell’omonima provincia, dove hanno ucciso dei fedeli e rapito altri religiosi. L’SPLA-N si è formato nel 2011, l’anno dell’indipendenza del Sudan del Sud. È composto dai militanti del Sudan People’s Liberation Movement/Army (SPLM/A), il gruppo armato che per oltre 20 anni ha lottato contro l’esercito governativo, che dopo l’indipendenza del sud sono rimasti in Sudan e hanno continuato a combattere contro il governo. Nel 2027 il movimento si è diviso in due fazioni: la al-Hilu, guidata da Abdelaziz al-Hilu, e la Agar, guidata da Malik Agar. Da quando nel 2023 è scoppiata la guerra tra il generale Abdel Fattah al-Burhan, che comanda l’esercito governativo, SAF, e il generale Mohamed Hamdan Dagalo, leader delle milizie paramilitari Forze armate di Supporto Rapido, RSF, la fazione Agar si è schierata con il generale al-Bhuran e con l’esercito governativo, al-Hilu è la fazione più forte. Conta circa 20.000 combattenti e nei territori sotto il suo controllo ha creato delle proprie istituzioni governative. All’inizio del 2026 circa 1.500 militanti della al-Hilu si sono ammutinati e si sono arroccati in aree montuose. Al momento non si sa quali delle fazioni SPLA-N hanno attaccato Dabbi e Heiban. Intolleranza religiosa e conflittualità tribale concorrono a minacciare i cristiani sudanesi. Il paese è composto per il 97% da musulmani. Nell’elenco 2026 dei 50 paesi in cui i cristiani sono più perseguitati, redatto dall’onlus Open Door, occupa la quarta posizione. È stato sempre classificato tra i paesi in cui il livello di persecuzione è estremo, ad eccezione del 2021, anno in cui Open Door aveva rilevato per il 2020 dei miglioramenti in seguito al colpo di stato che aveva rovesciato nel 2019 il regime di Omar el-Bashir. Ma nel 2021 un nuovo colpo di stato ha arrestato il percorso avviato verso una maggiore tolleranza nei confronti dei cristiani.

