a cura di Riccardo Cascioli
  • Istituzioni tradizionali

Il Pakistan abolisce la dote matrimoniale

Il governo del Pakistan ha deciso di abolire l’istituzione tradizionale della dote matrimoniale. Il Ministero federale per gli affari religiosi ha stabilito che è illegale che un uomo o la sua famiglia chiedano del denaro ai famigliari della sposa come condizione per la celebrazione del matrimonio. L’istituzione costringe i genitori persino a indebitarsi anche pesantemente per poter maritare le figlie. Diventa insostenibile quando una famiglia deve provvedere alla dote di diverse figlie ed è per questo motivo che nella vicina India si ricorre spesso all’aborto e all’infanticidio selettivi con il risultato di decine di milioni di vite perse. Nell’apprendere la notizia, monsignor Samson Shukardin, vescovo di Hyderabad, ha commentato che non soltanto “la storica decisione di bandire la tradizione della dote” facilita i matrimoni e toglie un peso alle famiglie, specialmente quelle povere e di ceto medio, ma servirà anche a contrastare il materialismo e a ricordare alla gente che “la ricchezza materiale non è certo l'aspetto centrale del matrimonio, che è l'unione sacra di un uomo e di una donna”. Monsignor Shukardin rivolgendosi al Ministero federale degli affari religiosi, ha raccomandato che la legge venga fatta rispettare affinché “nessuna donna sia sottoposta a violenze per non aver portato una dote sufficiente”.  Una dote ritenuta inadeguata oppure promessa, ma corrisposta solo in parte, è infatti all’origine di tanti casi di violenza, fino all’omicidio, di cui le donne sono oggetto in ambito domestico. Sempre in India, mascherati da incidenti domestici, sono migliaia ogni anno i casi di donne uccise dai mariti perché questioni legate alla dote. Sono frequenti al punto che quando una donna sposata da non più di sette anni muore per cause non naturali la legge prevede che si indaghi presumendo un omicidio.