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Il governo proibisce le Messe. Per gli ebrei rito ammesso

Il Governo nazionale argentino ha respinto la richiesta della Conferenza Episcopale fatta dopo le parole del Papa affinché i fedeli cattolici possano partecipare alla celebrazione delle Messe in quarantena. Per gli ebrei invece è stato autorizzato un protocollo ad hoc

Fernandez e Bergoglio

Il Governo nazionale argentino ha respinto la richiesta della Conferenza Episcopale affinché i fedeli cattolici possano partecipare alla celebrazione delle Messe durante la quarantena, almeno fino alla data stabilita.

La richiesta aveva avuto la sua motivazione nell’omelia della Messa di venerdì 17 aprile in cui Papa Francesco aveva invitato a non viralizzare la Chiesa, a non viralizzare i sacramenti, a non viralizzare il popolo di Dio. La Chiesa, i sacramenti, il popolo di Dio sono concreti”.

Monsignor Victor Manuel Fernandez, attuale arcivescovo di La Plata (Argentina), aveva quindi scritto una lettera alla Commissione Esecutiva della Conferenza Episcopale Argentina, datata 19 aprile 2020, con "una proposta riflessiva e al tempo stesso concreta, che raccoglie in sé diversi suggerimenti da parte di vari vescovi”. Ricordava che “non si costruisce nessuna comunità cristiana, se questa non ha le sue radici e il suo cuore nella celebrazione della Sacra Eucaristia” (PO 6) e che san  Giovanni Paolo II sottolineava che la Messa “prima ancora che un precetto, deve essere sentita come un’esigenza profondamente radicata nell’esistenza cristiana” (DD 81) .

E proponeva di celebrare la Messa con un numero limitato di persone e mantenendo le distanze necessarie, in modo che non diventi un assembramento.

Il 22 aprile il direttore dell’Ufficio comunicazioni e stampa della Conferenza Episcopale Argentina (CEA) ha reso noto: “In risposta alla richiesta da parte della Commissione Esecutiva del Governo Nazionale, il Sr. Segretario del Culto, Dr. Guillermo Olivieri, comunica che le autorità nazionali continueranno a valutare la proposta, ma per ora è necessario mantenere le attuali misure di prevenzione e isolamento applicate alle celebrazioni religiose”.

Si potrebbero dire tante cose su questo rifiuto. Vale la pena ricordare, a tal proposito, una recente richiesta, avanzata dall’Asociacion Mutual Israelita Argentina (AMIA) per poter assistere alla Mikve, stando a quanto riportato da Visavis: "Dopo una pratica da parte del presidente dell’AMIA, Ariel Eichbaum, Rabbino della comunità giudaica argentina e del Rabbinato Superiore della Repubblica Argentina, presso le autorità nazionali, questo pomeriggio è stato emesso il protocollo di autorizzazione per assistere alla Mikve (bagno rituale dell’ebraismo). Il protocollo è stato approvato dallo specialista in infettivologia, Dr Juan Carlos Cisneros, membro del comitato assessore del Presidente della Nazione, Alberto Fernandez”.

Come afferma Josè Durand Mendioroz, “quello su cui non c’è alcun dubbio è il fatto che quella la congregazione ebraica prende molto sul serio il suo precetto rituale. Ciò significa che i comportamenti legati a un bene trascendente sono i più importanti, sebbene gli altri non li capiscano. Tra l’altro, tra quelli che praticano questo bagno rituale della mikve troviamo gli ebrei chassidici, tanto maltrattati nella serie tv Unorthodox trasmessa da Netflix.

“Dovremmo riflettere” – aggiunge Durand Mendioroz – “su questo: che importanza rivestono i sacramenti e la Messa per il cristiano di oggi?”. “Non sto proponendo di riunire delle folle a caso, così da ignorare la questione del contagio, ma solo che sia data la possibilità a tutti i fedeli cattolici l’accesso al tempio per ricevere i Sacramenti, adorare Gesù Sacramentato e assistere alla Messa.

Che sia giunto il momento, anche per noi, di prenderci le nostre responsabilità e agire in coscienza, ossia, che noi fedeli cattolici ci presentiamo alle porte dei templi affinché le aprano e possiamo così partecipare alla Messa?