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Il dizionario dei "grandi convertiti"

Da Agostino a John Wayne, il nuovo Dizionario elementare dei grandi convertiti raccoglie 168 storie di conversioni, di ritorni alla fede cattolica dall’ateismo o da altre confessioni religiose di sovrani, intellettuali, filosofi, scrittori, poeti, giornalisti, attori, medici e uomini comuni, che consentono di «constatare l’instancabile insistenza dell’amore di Dio per salvare gli uomini».

 

Agostino, Bakhita, Buffalo Bill, Chesterton, Alexis Carrel, Paul Claudel, Bruno Cornacchiola, Christopher Dawson, Jacques Fesch, André Frossard, Ignazio di Loyola, Manzoni, Maritain, Thomas Merton, Bernard Nathanson, John Henry Newman, Papini, Rebora, Stenone, Paul Verlaine, Gary Cooper e John Wayne solo alcuni dei 168 volti e storie di conversione raccolte nel Dizionario elementare dei grandi convertiti (pp. 369), appena pubblicato dall’Istituto di Apologetica, a cura di Mario Arturo Iannaccone e Luisella Scrosati.

C’è spazio per le conversioni più celebri «per via della loro spettacolarità, per via della notorietà dei soggetti, o ancora per il fatto che siano state scritte delle memorie del processo e dell’evento della conversione». Storie personali riprese per offrire luce e conforto, «per vedere come Dio abbia aperto dei varchi nei cuori più induriti, attendendo il tempo propizio, un tempo che appare sempre tardivo allo sguardo umano, ma che si manifesta invece come il tempo propizio; per rendersi conto di come Egli sia in grado di avvalersi di ogni elemento di bene e di verità presente anche al di fuori dei confini visibili della Chiesa, non per lasciare ognuno lì dove si trova, ma per ricondurlo all’unico Ovile da Lui voluto; per constatare l’instancabile insistenza dell’amore di Dio per salvare gli uomini: tutto questo attesta che Dio è il Signore del tempo, della storia, degli uomini e nessun ostacolo esterno può impedire alla sua grazia di raggiungere il fine della nostra salvezza».

Pietro Abelardo, il grande maestro di arti liberali del XII secolo evirato per la sua tresca amorosa con Eloisa, diventa un monaco benedettino irreprensibile negli ultimi due anni della sua vita, come testimonia Pietro il Venerabile in una lettera alla stessa Eloisa divenuta poi monaca: «Non ricordo di aver visto nessuno che si vestisse e si comportasse con pari umiltà...leggeva continuamente e pregava spesso, non rompeva mai il silenzio, a meno che non lo spingessero a parlare le familiari riunioni con i confratelli o i pubblici discorsi che egli teneva loro sulle cose divine». Egli muore infatti raccomandando a Dio corpo e anima.

John Adams è un ministro della Chiesa anglicana che si converte al cattolicesimo. Divenuto sacerdote cattolico durante la restaurazione protestante operata in Inghilterra da Elisabetta I, avrebbe dovuto lasciare entro 40 giorni il regno in base a un decreto della regina, pena la morte. Adams prosegue invece la sua opera di evangelizzazione. Catturato, viene «attaccato a un palo o pannello di legno e trascinato da un cavallo fino al luogo dell’esecuzione; qui è stato impiccato e, in procinto di morire, evirato, eviscerato e quindi decapitato. Poi il suo cadavere venne fatto oggetto di vilipendio mediante lo squartamento in quattro pezzi».

Giuseppina Bakhita, pur essendo stata maltrattata dai negrieri dai quali era stata comprata quale schiava, una volta divenuta suora, scrive nel suo Diario: «Se incontrassi quei negrieri che mi hanno rapita e anche quelli che mi hanno torturata, mi inginocchierei a baciare loro le mani, perché, se non fosse accaduto ciò, non sarei ora cristiana e religiosa». La Madre Moretta è infatti profondamente consapevole nei confronti del Creatore del fatto che «tutta la mia vita è stata un dono suo: gli uomini sono strumenti; grazie a loro ho avuto il dono della fede».

Lo sciamano dei pellerossa soprannominato Alce Nero non solo si converte al cattolicesimo, ma è anche un missionario zelante che, «per la sua saggezza e capacità comunicativa dà una grande spinta affinché molti indiani abbraccino la fede».

Camillo de’ Lellis è un rampollo di una famiglia militare. A causa di un’ulcera al piede, è costretto ad abbandonare l’esercito. Di qui si dedica ai piaceri e al vizio del gioco che lo riduce alla miseria, costringendolo a mendicare. Accolto in un convento di cappuccini, dopo aver ascoltato padre Angelo, «per tutta la notte, nella sua testa non si rincorrono che queste parole: “Dio è tutto, il resto è nulla!”». Di qui la sua richiesta di farsi frate e dedicare la sua vita al servizio dei malati più poveri e abbandonati, per i quali fonda l’Ordine regolare dei Ministri degli Infermi.

Tra i convertiti contemporanei c’è sicuramente Massimo Caprara. Intellettuale comunista tra i fondatori del quotidiano Il Manifesto, scorge molte ingiustizie da parte dei compagni di Togliatti per cui, leggendo il Vangelo, ben presto «scopre che, a differenza di quanto aveva creduto per tanti anni, manipolato dalla catechesi comunista, il cattolicesimo libera e non chiude, esalta la critica e non la ottunde».

Che il massone e anticlericale Giosuè Carducci si sia convertito in segreto al cattolicesimo e abbia chiesto la confessione prima di morire è data conferma da alcune confidenze ricevute da don Orione, il quale rivela come il poeta dell’Inno a Satana fosse «troppo debole per dirlo forte». Al contrario, il medico scettico e positivista Alexis Carrel si converte dopo aver assistito a una guarigione miracolosa a Lourdes, riconoscendo umilmente: «Lo scopo della vita è la santità e non la scienza. Ma la santità non può, senza l’aiuto della scienza, organizzare e guidare la vita. Il compito della scienza è quello di permettere agli uomini di raggiungere la santità». Con termini simili e ancor più icastici si esprime il grande scrittore inglese Chesterton: «Diventare cattolico non è smettere di pensare, ma imparare a pensare».

Insomma, dirompente o silenziosa, sconvolgente o interiore che sia, ogni conversione si configura pur sempre, per dirla con le parole del poeta Paul Claudel, quale riscoperta e riconoscimento di «una relazione d’amore tra questa persona che sono e questa persona che è Dio!».