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Il cattolico Biden contro la libertà religiosa

Il Dipartimento USA della Salute ha revocato le esenzioni alle agenzie cristiane di affido, che vogliono mantenere la loro identità cristiana. Per l'ennesima volta Biden asseconda ogni desiderio di abortisti e lobby Lgbti.

La libertà religiosa e di coscienza è sempre più pericolosamente minacciata dalle decisioni dell’Amministrazione Biden e questo è un vero pericolo per la democrazia. Il primo diritto umano, senza il quale non esiste nessun rispetto per la dignità e libertà della persona vivente, è quello della libertà di religione e di coscienza, come ci ha insegnato l’intero magistero di Giovanni Paolo II. Proprio questi diritti fondamentali sono ora limitati ed erosi dalle decisioni del ‘cattolico’ presidente Biden la cui Amministrazione, attraverso il Dipartimento della Salute (HHS) ha revocato, in questi giorni, le esenzioni alle agenzie di adozione cristiane che hanno una convenzione con il Governo federale e risiedono negli stati del Texas, Michigan e Carolina del Sud, in ragione del fatto che esse non affidano i bambini alle coppie LGBTI.

Le deroghe esentavano quelle organizzazioni dai requisiti di ‘non discriminazione’ imposti ai destinatari delle sovvenzioni federali che prevedono che "nessuna persona idonea sarà esclusa dalla partecipazione, negata dei benefici, o sottoposta a discriminazione nell'amministrazione dei programmi e dei servizi dell’HHS".  Nella dichiarazione pubblica, il Dipartimento della Salute sostiene che le deroghe costituivano un "uso generalizzato di esenzioni religiose contro qualsiasi persona o assegni in bianco per consentire la discriminazione contro qualsiasi persona, comprese le persone LGBTQ+, nei programmi finanziati dai contribuenti".

Il Segretario dell'HHS Xavier Becerra, notissimo promotore di multinazionali abortiste e lobbies LGBTI, ha giustificato la decisione di abolire le “deroghe inappropriate ed eccessivamente ampie" con la necessità di assicurare che il dipartimento sia "meglio preparato a proteggere il diritto di ogni americano ad essere libero dalla discriminazione”, perché all'HHS, “trattiamo seriamente qualsiasi violazione dei diritti civili o delle libertà religiose".

Si stringono i cordoni della borsa pubblica verso le associazioni caritatevoli e sociali che non rinnegano la propria identità e missione evangelica con la scusa di ‘garantire i diritti civili e le libertà religiose’? Ormai siamo allo stravolgimento istituzionalizzato del significato delle parole e del buon senso, pur di assecondare ogni desiderio della comunità LGBTI. La decisione di strangolare le realtà sociali cristiane era stata anticipata dalla tv FOXNews la scorsa settimana, 17 novembre, quando l’emittente aveva mostrato le bozze dei documenti con i quali  si preparava la revoca delle decisioni della precedente amministrazione Trump a favore della libertà religiosa e di coscienza. La bozza delle decisioni alla attenzione del Dipartimento della Salute, prende di mira in particolare l’attuazione del Religious Freedom Restoration Act (RFRA), norma che prevede l’obbligo per le norme federali di assicurare il libero esercizio della libertà religiosa ed impedisce violazioni del libero esercizio della religione, con due sole e limitatissime eccezioni. Durante la amministrazione Trump, oltre alle moltissime decisioni a favore e per la protezione della libertà religiosa e di coscienza (qui una lista precisa) , alle organizzazioni sociali e caritatevoli di ispirazione religiosa che  fornivano ‘servizi di affidamento’ per i minori, era stato riconosciuto  il pieno diritto legalmente protetto “di praticare la loro fede attraverso opere buone”.

L’allora Dipartimento della Salute, valutando un caso delle agenzie cristiane nel Sud Carolina nel 2019, aveva riconosciuto che l’agenzia federale non avrebbe dovuto, “ed in base alle leggi adottate dal Congresso, non può, spingere i fornitori di servizi di affido motivati dalla fede fuori dalla loro attività di servire i bambini senza un interesse governativo impellente”. Tutto è cambiato a Washington, e dall’arrivo del nuovo inquilino ’cattolico-democratico’ tutto cambia in peggio. Biden, che ha già dimostrato più volte di  assecondare ogni desiderio di abortisti e lobbies LGBTI,  anche questa volta ha eseguito i desideri di quegli avvocati dei ‘diritti civili’ che, in nome della ‘non discriminazione’, vogliono strozzare le opere sociali e caritatevoli cristiane.

Incredibilmente, questo disprezzo per l’operosità pubblica dei cristiani, si scontra con realtà dei fatti di questi stessi giorni. Il primo: l’accordo di risarcimento per danni di 2 milioni di dollari che la città di Filadelfia (guidata dai Democratici) deve pagare ai servizi sociali cattolici della diocesi, dopo la Sentenza della Corte Suprema del giugno scorso che riconosceva illegittimi i tagli dei fondi pubblici all’opera cattolica che si occupava di affidi ed adozioni, accusata ingiustamente di ‘discriminazione’ verso le coppie LGBTI (Fulton v. città di Filandefia). Il secondo: la pubblicazione, da parte del prestigioso Becket Fund,  del “Religious Freedom Index”, un sondaggio condotto su un campione di 1000 americani rappresentativi di tutta società, i cui risultati dimostrano come il sostegno alla libertà religiosa nel paese si sia rafforzato, passando dal 66% al 68%.

Mentre Biden dimostra di voler infrangere minuziosamente la libertà religiosa e di coscienza, egli stesso si permette di convocare una grande assise mondiale sulla ‘democrazia e lo stato di diritto’ tra i cui invitati, spiccano le presenze di leaders e paesi notoriamente anti cristiani come il Pakistan ed i mancati inviti per coloro, Ungheria in primis, che proprio sulla libertà religiosa dei cristiani hanno costruito la propria credibilità. La cultura ‘woke’ ha preso l’egemonia alla Casa Bianca.

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