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Il conflitto

Il bluff dei volenterosi: resta solo l'asse anglo-francese

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Al vertice dei "volenterosi", Macron ammette che non c'è unanimità sull'invio di truppe europee. Italia, Grecia e Spagna si sfilano e puntano a sostenere il negoziato Usa-Russia. Nel caos attuale resta solo una certezza: Francia e Regno Unito vogliono un ruolo guida. 

Esteri 28_03_2025

Il vertice della Coalizione dei volenterosi di Parigi ha offerto una nuova finestra mediatica a Francia e Gran Bretagna che cercano di ritagliarsi un ruolo nella gestione dei negoziati russo-americani per porre fine al conflitto in Ucraina ma non ha prodotto alcun risultato concreto.  

Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha dichiarato che la futura forza europea a sostegno dell'Ucraina sarà «progettata per dissuadere» e per «mandare un messaggio a Putin che l'accordo di pace deve essere difeso». Il premier, a termine della riunione per la difesa dell'Ucraina a Parigi, ha spiegato che «diversi Paesi» hanno chiesto a Regno Unito e Francia di assumere un ruolo guida, ma ha precisato che l'iniziativa coinvolge «un gruppo di Paesi che rispondono collettivamente».

Macron ha affermato che «ci sarà una forza di rassicurazione» composta da «diversi Paesi europei» nel caso di raggiungimento della pace in Ucraina, precisando che questa forza militare avrà base «in alcuni luoghi strategici» dell'Ucraina «in caso di pace». Tali forze «avranno un carattere di dissuasione nei confronti di una potenziale aggressione russa», ha aggiunto. Tuttavia «non saranno destinate ad essere forze di mantenimento della pace, non saranno forze presenti sulla linea di contatto né destinate a sostituirsi all'esercito ucraino» ma offrirebbe supporto in aree «strategiche».

«Niente è escluso, dalle forze di terra a quelle marittime a quelle aeree, ma queste non si sostituiscono né ad eventuali forze di pace né alle forze ucraine», ha detto Macron. «La Russia non vuole la pace, ma a prescindere da quello che farà la Russia noi vogliamo rispettare il diritto internazionale», ha proseguito Macron aggiungendo che a queste «forze di rassicurazione parteciperanno diversi Paesi europei».

Insomma, tanta confusione. Se la forza europea non sarà di pace e non sarà schierata a contatto con i russi ma nelle retrovie in territorio ucraino quali compiti dovrà assolvere? Una presenza di deterrenza?

Il presidente francese ha auspicato un sostegno da parte degli Stati Uniti nel caso di un eventuale dispiegamento europeo in Ucraina, sostegno che però Washington ha già più volte escluso. In conferenza stampa al termine del vertice di Parigi, ha precisato che occorre anche prepararsi «a uno scenario senza gli Stati Uniti» confermando così indirettamente che le due potenze nucleari europee, Regno Unito e Francia, puntano a guadagnare posizioni di rilievo in ambito militare europeo in caso di disimpegno statunitense. 

Macron ha poi ammesso che al momento non c'è unanimità sull'invio di questa cosiddetta “Forza di rassicurazione” guidata dall'Europa.  «Alcuni Paesi non hanno la capacità di farlo, altri non hanno il contesto politico che consente loro di essere d'accordo».

In effetti l’Italia ha confermato per l’ennesima volta che non invierà proprie truppe in Ucraina e neppure la Grecia.  «La Grecia non è uno dei Paesi pronti a inviare truppe in Ucraina come parte di una 'coalizione dei volenterosi' e ritiene anche che questa discussione possa essere un po' divisiva, che non ci permetta di concentrarci sull'obiettivo principale, che è come ottenere in questo momento la fine della guerra» ha dichiarato a Parigi il primo ministro ellenico, Kyriakos Mitsotakis.

Ancora più decisa la posizione del governo spagnolo, che dopo aver respinto gli appelli al riarmo di USA, NATO e UE annunciando che si limiterà ad aumentare le spese militari portandole dall’1,3 per cento al 2 entro il 2029, ma senza penalizzare lo stato sociale, ha mostrato ieri scetticismo nei confronti della minaccia di attacco russo all’Europa. «Credo che non si debba allarmare inutilmente i nostri cittadini. In questo momento non c'è nessuna minaccia per l'integrità territoriale e la sovranità della Spagna, né nessuno si sta preparando per la guerra. L’Europa è un progetto di pace», ha assicurato il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares in relazione al 'kit di sopravvivenza' per resistere 72 ore senza aiuti esterni, raccomandato mercoledì dalla UE. Rispetto al piano di riarmo della Commissione europea, Albares ha segnalato la necessità di «integrare meglio l'industria della difesa europea. Non bisogna trasmettere la falsa immagine di una visione militarista». ha rilevato. 

Il giornale statunitense Politico ha evidenziato che i paesi dell'Europa meridionale non hanno accettato il piano della Commissione europea e Von Der Leyen su un forte aumento della spesa per la difesa e il «riarmo dell'Europa» e che tale situazione minaccia di interrompere il piano di Bruxelles di trasferire grandi quantità di armi all'Ucraina.

Per Roma, Atene e Madrid l’obiettivo prioritario resta quello di sostenere il negoziato USA- Russia per porre fine al conflitto, non indebitarsi per una corsa al riarmo di cui non si riescono a cogliere i vantaggi.

Il piano anglo-francese non sembra risultare convincente anche perché è del tutto inattuabile dal momento che per accettare un accordo Mosca pretende non vi siano forze di nazioni NATO in territorio ucraino. Quindi non vi sarà accordo con Mosca senza questa clausola mentre con essa nessuna nazione aderente alla NATO potrà schierare truppe in Ucraina.

A irridere la Coalizione dei volenterosi è sceso in campo ancora una volta il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov che il 25 marzo ha definito Starmer e Macron «sognatori che dimostrano ogni giorno il loro completo fallimento», e «la loro totale incompetenza politica». Secondo quanto riportato da Ria Novosti, Lavrov ha detto che l'Europa contraddice la posizione degli Stati Uniti, che parlano di parametri preliminari per la risoluzione del conflitto. Senza i paesi europei, le forze armate ucraine sarebbero state sconfitte molto tempo fa, ha aggiunto, e Londra e Parigi sono le prime a inviare armi a Kiev. Lavrov ha ribadito il parallelo storico sui tentativi di contenere la Russia e sconfiggerla: «era il desiderio di Napoleone e Hitler, ci siamo già passati».

Del resto la questione è chiara se solo la si affrontasse in termini pragmatici. Una deterrenza della NATO a protezione dell’Ucraina è fuori discussione senza gli Stati Uniti e Washington non intende offrire nessuna garanzia. La Ue non ha i mezzi militari né l’unità politica per poter sfidare Mosca e anche un’ipotetica missione di peacekeeping dell’ONU dovrebbe venire approvata dal Consiglio di Sicurezza in cui la Russia ha diritto di veto.

Anche Kiev ha voluto precisare che l'Ucraina ha bisogno di un contributo "serio" dall'Europa con truppe pronte a combattere, e non di peacekeeper, dopo la fine delle ostilità con la Russia, ha detto Igor Zhovkva, alto negoziatore ucraino e collaboratore del presidente Volodymyr Zelensky. «Non abbiamo bisogno di una semplice presenza per dimostrare che l'Europa c'è».

«Non è solo la quantità di truppe che conta è anche la loro prontezza a combattere, la loro prontezza a difendersi, la loro prontezza a essere equipaggiati e la loro prontezza a capire che l'Ucraina è una parte imprescindibile della sicurezza europea, non abbiamo bisogno di missioni di mantenimento della pace», ha ammonito Zhovka prefigurando il rischio che le truppe anglo-francesi debbano affrontare sul campo di battaglia i russi.

Dopo il summit di Parigi Zelensky e Starmer ne hanno discusso i risultati con il presidente ucraino che ha auspicato che «la nostra unità e il nostro lavoro congiunto in Europa, con gli Stati Uniti e con altri partner possono costringere la Russia alla pace».

Zelensky ha aggiunto che l'intelligence ucraina valuta che la Russia stia preparando nuove offensive nelle regioni di Sumy, Kharkiv e Zaporizhia. «I russi stanno trascinando i negoziati e cercando di trascinare gli Stati Uniti in infinite discussioni senza senso su false condizioni per guadagnare tempo e poi cercare di impadronirsi di ancora più territorio». 

Ipotesi credibile ma proprio in base a questa valutazione l’Ucraina e l’Europa dovrebbero avere tutto l’interesse a chiudere subito il conflitto prima che le forze di Kiev rischino il tracollo sotto l’urto di nuove offensive russe.