• NUOVE SCOPERTE IN EMILIA

I sindaci Pd volevano il sistema Bibbiano per tutti

Emilia-Romagna: la Commissione sui minori presenta i lavori dicendo che "non esiste un sistema Bibbiano". Però emerge come i sindaci Pd reggiani elogiassero il "Sistema affidi Val D'Enza" già nel 2016, tanto da volerlo estendere a tutti i comuni. Al tavolo provinciale dei Servizi sedevano 7 amministratori, tutti dem, tra cui il sindaco Carletti, poi finito agli arresti nell'inchiesta Angeli & Demoni e l'attuale sottosegretario del governatore Bonaccini. Forza Italia scova un documento politico di appoggio "all'innovativo servizio, risorsa preziosa". La doppia morale dem all'emiliana: ieri Bibbiano era un modello, oggi fanno finta di niente e minacciano querele contro chi chi osa certi accostamenti. 
-TUTTI PENSANO AL VOTO ANTICIPATO, ANCHE SE... di Romano l'Osservatore

Il Pd e il sistema affidi di Bibbiano: c’è molto più di un intreccio che rende la vicinanza imbarazzante dal punto di vista politico. Hanno minacciato più volte di querelare, ma il partito sa che sarà impossibile fermare le evidenze e quella che è stata scoperta ora è una di quelle più lampanti. I sindaci Pd di Reggio non hanno ancora chiarito per quale motivo non più tardi di tre anni fa indicavano in Bibbiano il modello da seguire per tutti i servizi sociali della provincia. E non solo non lo hanno chiarito, ma non sono stati neppure in grado di dare spiegazioni a una consigliera provinciale che si è limitata a fare il suo lavoro di indagine ispettiva.

In particolare: “Il modello di Bibbiano è quello da seguire per tutti”, scrissero i sindaci piddini reggiani in un documento scovato da Cristina Fantinati, consigliera provinciale della lista Terre reggiane (opposizione di cdx), che ha trovato in Provincia a Reggio qualcosa di imbarazzante: un comunicato stampa (QUI) del 21 dicembre firmato dalla Conferenza territoriale sociale e sanitaria (il CTSS, organismo di controllo sulla sanità e il sociale in cui siedono i sindaci capidistretto della provincia) in cui si affermava senza tema di smentita che “il centro di accoglienza della Val d’Enza è una risorsa preziosa a disposizione di tutta la comunità”. 

IL SISTEMA NON ESISTE...ANZI SI'
Davvero clamoroso perché da quando è scoppiata la “grana” Bibbiano i sindaci emiliani se ne sono ben guardati dall’associare il proprio nome ai servizi sociali della Val D’Enza. O di difendere ciò che prima portavano in palmo di mano. Ci furono convegni con personaggi coinvolti, ma ora si trovano le tracce politiche di un indirizzo preciso.  

Ieri in Regione sono stati presentati i lavori della commissione sui servizi sociali dal presidente Boschini, che ha negato l'esistenza di un Sistema Bibbiano. E ciò che è emerso con l'inchiesta Angeli & Demoni? Liquidato a semplice "raffreddore", mentre invece la stessa commissione è "nata per insabbiare", secondo le opposizioni.

A Reggio invece emerge qualche cosa che porta a pensare proprio che il Sistema Bibbiano fosse molto più di una suggestione. Almeno nei desideri politici. 

PASSIONE DEM PER BIBBIANO
In quella Conferenza sedevano allora alcuni dei protagonisti della vita politica emiliana: l’allora presidente della Provincia Gianmaria Manghi che oggi è stato promosso a Sottosegretario alla presidenza della Regione, in pratica il principale collaboratore del governatore, ricandidato, Stefano Bonaccini, ma anche il sindaco di Reggio Luca Vecchi e i sindaci capidistretto della provincia: Correggio (sedeva il vicesindaco Gianmarco Marzocchini), Rubiera (Emanuele Cavallaro), Guastalla (Camilla Verona), Castelnovo Monti (Enrico Bini) e Val D’Enza. Quest’ultimo distretto era rappresentato dal sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, che nell’ambito dell’inchiesta di giugno è poi finito agli arresti.

Nel comunicato si faceva riferimento a episodi generici di casi di maltrattamento e abuso e si ricordava che l'Unione Val d'Enza aveva aperto insieme all’Ausl e all’associazione Casina dei Bimbi “un servizio innovativo che può ora essere messo a disposizione di tutta la comunità reggiana e rappresentare un punto di partenza per affrontare in modo efficace e qualificato un problema gravissimo, che va affrontato con il massimo impegno da parte delle istituzioni”. 

«PSICOTERAPIA SALVAVITA»
Insomma: del sistema Bibbiano non solo si parlava, ma si invitavano tutti gli altri comuni a rivolgersi ai professionisti che poi sono finiti nell’inchiesta Angeli & Demoni. LeggiamoLa psicoterapia per le piccole vittime è il salva vita e da questo non si arretra! Sono necessarie risorse, ma ancor di più voglia di non girarsi dall'altra parte. In Val d'Enza, in cui i fenomeni di violenza sono emersi prima che in altri territori, si sono sperimentate innovative modalità di presa in carico delle vittime, ascolto, accoglienza, cura e infine accompagnamento in giudizio: anche il perseguimento del crimine necessita di un sostegno professionale adeguato”.

Spetterà alla magistratura accertare quanto queste modalità  definite allora dai sindaci dem “innovative” nascondessero invece violenze e reati nei confronti dei minori o irregolarità negli affidamenti. Quel che è certo è che i sindaci reggiani credevano in Bibbiano.

E’ evidente che nessuno di loro poteva essere a conoscenza delle presunte irregolarità, e i reati, che ora la Procura contesta e anche nel caso di Carletti, nella sua veste di sindaco esportatore di un modello, vale ancora la presunzione di innocenza dato che al momento è solo indagato. 

Però, un conto è l’inchiesta Angeli & Demoni, un conto è il Sistema Val D’Enza come fatto politico ed è su questo che c’è una responsabilità del Pd nel veicolare le magnifiche sorti di un’esperienza che invece si è dimostrata – siamo ancora in fase di indagine - per lo meno gravemente deficitaria nella gestione e nelle sue finalità anche umane.

Di questa responsabilità il Pd si farà carico? Farlo significherebbe far cadere il castello e ammettere di aver condiviso un meccanismo di affidi che ha portato ad alcuni minori sofferenza e ai genitori umiliazioni oltre alla veicolazione di un malsano concetto del bambino come proprietà dello Stato. Soprattutto a due mesi dalle elezioni regionali che si giocano anche sul terreno di scontro dei bambini, con due argomenti caldissimi che passeranno proprio per la campagna elettorale: il caso Bibbiano e la legge sull’omotransnegatività approvata da viale Aldo Moro.

Fare finta di niente, minimizzare e se il caso negare. E’ questa la linea che gli amministratori Pd stanno portando avanti. E la Fantinati (in foto) lo può vivere sulla pelle: “Quel documento non esiste – spiega alla Nuova BQ -. Non è stato nemmeno protocollato. Guarda un po’. E' solo citato nel comunicato stampa”. 

Spiega ancora la Fantinati: “Possibile che Manghi citi testualmente, in un comunicato stampa ufficiale, un documento approvato dall’Ufficio di Presidenza CTSS, per poi negarmi l’accesso agli atti, dicendo che tale documento non esiste? E perchè si parla di impegno assunto dalla CTSS? E ancora: perché nei verbali delle sedute della CTSS non solo non vi è traccia di tale documento, ma non risulta neppure alcuna discussione sul tema?”.

TRASPARENZA E QUERELE
Si tratta di un mistero imbarazzante che prefigura il sospetto di una mancanza di trasparenza. “La ridicola risposta che ha dato la Provincia alla mia interrogazione porta a pensare proprio questo – prosegue la Fantinati -: «Si tratta di un comunicato stampa che è stato concordato per le vie brevi, non ci sono atti», mi hanno risposto. Impossibile però dato che il comunicato stampa dice il contrario".

La cosa è già finita in Regione con un’interrogazione del consigliere azzurro Andrea Galli che si chiede anche se la Provincia reggiana avesse mai finanziato il centro di accoglienza appaltato alla onlus Hansel & Gretel. Anche il leghista Stefano Bargi, che siede in consiglio, si è chiesto se Manghi, che allora presideva quel Tavolo e oggi in qualità di Sottosegretario in Regione ha partecipato alle nomine della commissione regionale speciale su Bibbiano, non sia in conflitto di interessi.  

Quel che è certo è che potranno anche minacciare tutte le querele possibili, ma le cose non tornano e la responsabilità politica è evidente: il sistema Val D’Enza-Bibbiano era il fiore all’occhiello del welfare targato Pd. Oggi, con le elezioni regionali alle porte, non potendo negarlo, si preferisce far finta di nulla.