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I Magi massoni della San Paolo

Per raccontare la vicenda dei Magi le storiche edizioni cattoliche scelgono Antonio Panaino, di cui "apprezzano gli sforzi". Lui ringrazia e prepara un intruglio a base di messaggi esoterici, una buona dose di relativismo e un pizzico di new age. Un'operazione diabolicamente geniale.

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Solo pochi mesi fa, monsignor Luigi Negri chiariva in un'intervista realizzata da Giacomo Galeazzi della Stampa che “la Massoneria è una gnosi" e che "il riferimento a dimensioni religiose è esclusivamente riconducibile ad espressioni, sostanzialmente equivalenti, dell'intelligenza e del cuore umano, che rimangono l'unico assoluto”. Parole sagge evidentemente ignorate da certa editoria cattolica. Mi riferisco al recente – scandaloso – caso delle Edizioni San Paolo che, in occasione del Natale, hanno deciso di pubblicare un saggio di Antonio Panaino noto non solo per la sua attività accademica, ma anche per essere il direttore scientifico della rivista ufficiale del Grande Oriente d’Italia, Hiram.

Panaino, professore di filologia iranica all’Università di Bologna, si cimenta con uno dei suoi argomenti preferiti: la storia dei Magi (che, per inciso, secondo lo stesso Panaino non ha nulla a che fare con l’Iran)  raccontata da san Matteo nel suo Vangelo. Con un nota bene: per Panaino Matteo non sarebbe altro che un nome e l'attribuzione a Matteo costituirebbe un fatto sostanzialmente tradizionale, ma non un dato inappellabile sul piano storico-filologico. In altri termini, l'identità dei redattori non è attribuibile con alcuna certezza." (p.35).

Sorge subito una domanda: com’è possibile che le Edizioni San Paolo pubblichino un saggio scritto da un massone professo? Questa domanda l’ho girata personalmente all’editore che mi ha cortesemente risposto per voce del curatore della collana Parola di Dio Marco Zappella. Secondo Zappella la mia domanda sarebbe mal posta, bisognerebbe al contrario apprezzare gli sforzi di Panaino volti a dimostrare “la plausibilità e la valenza culturale” dell’episodio dei Magi. Peccato però che per Panaino “la storicità” di questo episodio “lascia molto a desiderare” (p.159), specie per “la contraddittorietà fra messaggio cristiano e astrologia” che secondo il Panaino emergerebbe dalla narrazione di Matteo.

Questo proprio mentre il Papa scrive nel suo volume conclusivo della trilogia su Gesù che “nel momento stesso in cui i Magi si prostrarono davanti a Gesù, sarebbe giunta la fine dell’astrologia, perché da quel momento le stelle avrebbero girato nell’orbita stabilita da Cristo.” (Benedetto XVI, L’infanzia di Gesù, Rizzoli-LEV, p.118).

Ma in che modo la dichiarazione di monsignor Negri sulla Massoneria citata all’inizio di questo articolo si lega alla recente pubblicazione delle Edizioni San Paolo? È presto detto. I Magi e la loro stella è un saggio scritto – con buona pace di Zappella - secondo i dettami della pubblicistica massonica: sotto l’apparenza del lavoro storico-filologico si cela, infatti, un percorso iniziatico privo di risposte definitive. È un’indagine incompiuta i cui risultati sono lasciati alla sapienza del lettore. Così, attraverso una complessa trama di riferimenti astrologici, simbolici, esoterici, solo il bravo frammassone potrà ricostruire il valore profondo della storia dei Magi. Leggiamo ad esempio:

“Araldi del tempo che fugge e che solo Dio governa nella sua eternità, i Magi mimano gli apostoli e rappresentano le costellazioni, ricevono pane di vita e fuoco, danno l’esempio e ammoniscono gli increduli.” (p.95).

Sono parole apparentemente astruse, ma una volta decrittate iniziano ad avere il loro senso. Basta sostituire alla figura dei Magi quella degli iniziati. Come i Magi, infatti, gli iniziati inseguono la stella fiammeggiante della conoscenza, cercano l’illuminazione interiore capace di trasformare l’uomo in Dio, svelano il mistero del tempo, sono degli eletti destinati ad annunciare i misteri, rappresentano il corpo astrale dell’uomo trattenuto dal corpo sulla terra, ricevono il fuoco (pensate all’immagine di Prometeo che offre il fuoco all’uomo), ecc. Si tratta di un’evidente lettura gnostica della storia dei Magi che riconduce “il riferimento a dimensioni religiose”, meglio, il riferimento alla divinità di Cristo che i Magi vengono ad adorare, “ad espressioni dell’intelligenza e del cuore umano”.

D’altra parte per comprendere la storia dei Magi, secondo Panaino, bisognerebbe prestare attenzione: “anche all’incrocio tra miti nordici e temi mediterranei nell’ambito della tradizione cristiana, che non poté separare la vicenda dei magi dalle più articolate vicende del solstizio d’inverno e dalle speculazioni sulla rinascita annuale del Sole e del ciclo della luce, tenuto conto anche delle inevitabili competizioni tra cristianesimo delle origini e mitraismo.” (p.189). Sembra il documentario new age Zeitgeist e invece è un saggio delle Edizioni San Paolo!

A questo punto diventa chiara anche la criptica chiusa del volume: “Infiniti i popoli e le vie, come incredibilmente molteplici le sintesi e le soluzioni, unica la stella e la sua luce infinita.” (p. 193).
Oltre che una sorta di apologia del relativismo assoluto, questa frase allude alla stella fiammeggiante che campeggia in ogni loggia massonica. È la stella della conoscenza iniziatica ad essere unica ed accessibile per ogni popolo e attraverso ogni via!

Tutto ciò sarebbe bastato ad inserire questo saggio nei cataloghi di case editrici esoteriche come Mimesis o Atanòr. E invece le Edizioni San Paolo non solo hanno deciso di pubblicarlo ma lo hanno anche commissionato al professor Panaino. Come se non bastasse, il saggio in questione verrà presentato il prossimo 14 dicembre a Villa il Vascello a Roma, sede del G.O.I., alla presenza del Gran Maestro Gustavo Raffi. Le Edizioni San Paolo non possono che vantarsi di questa nobile presentazione fra squadre, compassi e grembiulini. È sempre Zappella a scrivermi: “La bontà della nostra scelta trova un riscontro in un dettaglio che forse le è sfuggito:  il 14 c.m. il volume verrà presentato a Villa il Vascello e insieme a Piras, altro competente iranista, ci sarà anche Romano Penna, il migliore neotestamentarista italiano; in gennaio verrà presentato a Bologna (con Alberto Melloni) e a Milano, all’Istituto di Glottologia: lei pensa che un volume di basso livello avrebbe suscitato l’attenzione di questi ambienti?”.

Effettivamente un volume di basso livello no, ma un volume incentrato sull’esoterismo massonico sì (giova a tal fine ricordare che Alberto Melloni già in passato ha partecipato a conferenze organizzate dal G.O.I. e con Panaino si sentirà, per così dire, a casa). Perplessità suscita di certo la presenza di monsignor Romano Penna nella sede storica della Massoneria italiana, sebbene lo scorso 6 dicembre sia stato un addirittura un Vescovo a presentare il libro di Panaino, più precisamente monsignor Domenico Cancian, invitato dal Circolo Voltaire di Città di Castello.

Insomma, invece di corroborare il Sommo Pontefice nel suo straordinario sforzo per una corretta lettura dei Vangeli, le Edizioni San Paolo si spendono in una vera e propria “deception” del popolo di Dio, abbracciando le ambigue visioni della Massoneria e snaturando la propria – per la verità già da tempo incrinata – identità di casa editrice cattolica.

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