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I chiodini unisex

Quercetti, la storica azienda che ha inventato i chiodini, il classico gioco per bambini, rivendica di aver pensato alla colorazione gialla per i chiodini sin dagli anni 70, proprio per realizzare un gioco unisex. Alberto Quercetti spiega che «Non fu una scelta casuale bensì consapevole. Mi ispirai a un elemento basico presente nell'immaginazione dei bambini, la matita di grafite, che è universalmente rappresentata con il fusto giallo. La matita è lo strumento utilizzato per creare e il colore associato a un oggetto diventa l'aspettativa che abbiamo verso quello stesso oggetto. A ciò si aggiunga che da sempre il nostro approccio è volto a creare meno vincoli possibili per il bambino e a favorire la sperimentazione».

Poi però, con sano realismo, Quercetti ammette che questa storia dell’unisex non paga poi molto in campo commerciale. Insomma mamma e papà vogliono capire se quel gioco è adatto ad un bambino o ad una bambina prima di acquistarlo. «Credo sia corretto considerare più giusto un approccio unisex», ha continuato Quercetti, «poi però ci si scontra con la realtà del mercato e ai venditori, che tengono famiglia, del politicamente corretto importa fino a un certo punto. Penso non si possa obiettare sul fatto che sia più semplice individuare i prodotti se hanno una colorazione diversa. Ciò non significa che il dibattito sull'identità di genere non abbia ragione di esistere, anzi. È giusto interrogarsi su questi temi, ma nei comportamenti pratici la situazione rimane molto “classica” e sugli scaffali dei negozi continuano a esserci le linee dedicate ai maschi e alle femmine».