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Hollande e l'"incubo" dei due elefanti

Baby e Nepal, pachidermi del circo Pinder di Lione, sono malati di tubercolosi, potenzialmente infettivi anche per l’uomo. Il prefetto aveva ordinato la loro eliminazione. Ma Brigitte Bardot si è messa in mezzo e non vuole mollare.

Hollande

Un altro Caso Dreyfus scuote la Francia. Brigitte Bardot, l’icona nazionale (suo è infatti il profilo della «Marianna» sanculotta delle monete), minaccia di seguire Depardieu e chiedere asilo politico in Russia a Putin. Il presidente Hollande, con le spalle al muro, ha dovuto capitolare.
Come se non bastasse il picco nei sondaggi dovuto alle politiche sudore & sangue, come se non bastasse l’oceanica manifestazione popolare bipartisan contro il progetto governativo di introdurre il matrimonio omosessuale, come se non bastassero i problemi che gli creano la ex moglie e l’attuale compagna, un’altra tegola ha rischiato di far tracollare la grandeur francese, già in difficoltà per le fallite operazioni militari in Somalia e quelle periclitanti nel Mali.

Il fatto è grosso come un elefante, anzi due: Baby e Nepal, pachidermi del circo Pinder di Lione. Sono malati di tubercolosi, potenzialmente infettivi anche per l’uomo. Già il loro terzo compagno se ne è andato per lo stesso motivo. Ora, essendo ammalati, non possono più esibirsi né, dunque, guadagnarsi le tonnellate di biada che mangiano. Il prefetto del dipartimento Rhone et Alpes aveva ordinato perciò la loro eliminazione umanitaria, ma il circo, ormai affezionato alle bestiole (le quali, magari a una certa distanza, possono essere mostrate al pubblico durante gli spettacoli per la gioia dei bambini i cui genitori pagano il biglietto d’ingresso), si è rivolto al tribunale per far revocare l’ordinanza. Ma il tribunale ha dato ragione al prefetto.

Così, Gilbert Edelstein, capo del circo in questione, non ha avuto alternativa e si è rivolto direttamente con una supplica al capo del governo. Oggetto: salvate le due creature. Il disperato appello non è caduto nel vuoto, ma solo sul pavimento dell’Eliseo.
Non fatichiamo a immaginare la scena: Hollande, un diavolo per capello con tutti i grattacapi che ha, deve avere appallottolato la missiva e lanciato la pallottola ottenuta, urlando insulti, sulla testa dell’incauto che aveva osato presentargliela.
Così, lo staff presidenziale ha dovuto confezionare in fretta e furia una risposta dal tenore burocratico: «Non spetta al governo intervenire in un procedimento giudiziario già in corso, ma solo il Consiglio di Stato può pronunciarsi sul ricorso». Il che, tradotto dal linguaggio formale, significa: tu e i tuoi elefanti andate a rompere le scatole a qualcun altro e non fate perdere tempo a chi lavora. A quel punto il circo Pinder si è rivolto al quarto potere e alla società civile, così che il Caso degli Elefanti Malati è straripato nell’opinione pubblica.

L’anziana Brigitte Bardot, che ha dedicato la sua lunghissima pensione alle cause animaliste, ha colto la palla al balzo per tornare sotto i riflettori e la Questione è diventata di Rilevanza Nazionale. Il Paese si è spaccato tra i sostenitori dell’eutanasia elefantiaca e i pro-life pachidermici. I boatos sono saliti gradualmente di tono e, in un crescendo rossiniano, sono arrivati a scuotere le fondamenta dell’Eliseo. Brigitte Bardot se ne va!
Il presidente Hollande, svegliato nel cuore della notte, deve avere avuto un tuffo al cuore: no, la Bardot no! Pazienza per Gérard Depardieu, che non siamo riusciti a fermare in tempo, ma se anche la Bardot va in Russia la figuraccia internazionale è garantita. Così, dopo un mese di polemiche (la sentenza del tribunale di Lione è del 21 dicembre u.s.), Hollande ha calzato le pantofole, è sceso dal letto e si è precipitato a scrivere a Brigitte Bardot con tante scuse: l’esecuzione dei due elefanti è da considerarsi sospesa per intervento presidenziale. Baby e Nepal, assolutamente ignari di quanto sta succedendo alle loro spalle, continuano a brucare e a farsi lanciare le noccioline da dietro le sbarre.

Ma se credete che la faccenda sia chiusa scordatevelo. Non conoscete i francesi e la loro consuetudine con le rivoluzioni. Lo scomodarsi dei massimi livelli politici, infatti, ha solo sospeso l’esecuzione dei due malati terminali. Eh, con tutta la buona volontà, monsieur le président non può cancellare il decreto di un prefetto e la sentenza di un tribunale.
La cosa è solo sospesa, in attesa –magari- che Baby e Nepal tolgano il disturbo da soli e il governo dagli impicci. Ma se i due mattacchioni proboscidati decidessero di non defungere spontaneamente a stretto giro di posta dovremo aspettarci tumulti e manifestazioni di piazza. Chi non se li aspetta non conosce gli animalisti e Brigitte Bardot.
Tuttavia, se fanno così per due bestie malate – direte voi – cosa faranno i francesi quando il governo socialista cercherà di introdurre l’eutanasia per gli esseri umani? Tranquilli. Niente. Non faranno niente. Non sapete che la pietà è ormai solo per Gaia e che gli esseri umani stanno sull’anima a tutti?