• ELEZIONI USA

Grazie a Trump: elette 17 pro life senza compromessi

Da queste elezioni emerge una vittoria poco evidenziata: (sino a venerdì) il numero di donne pro life alla Camera dei Rappresentanti è raddoppiato. Sono 17 (più altre 5 possibili ancora in corsa) le nuove guerriere a difesa della vita. La metà ha ribaltato i seggi occupati dai Democratici puntando sulla loro contrarietà all'aborto e al socialismo.

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Da queste elezioni americane emerge una certezza, una vittoria che nessuna grande rete televisiva ha evidenziato, ma che suscita speranza sia per gli americani pro life, sia per tutti noi: (sino a ieri) il numero di donne a favore della vita alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti è raddoppiato. Le elezioni del 2020 hanno portato a 17 le guerriere della vita e della famiglia neo elette, oltre alle 11 che sono state confermate e alle altre 5 che potrebbero essere definitivamente elette a fine conteggio nei prossimi giorni.

Otto delle 17 nuove elette hanno ribaltato i seggi precedentemente occupati dai Democratici. Prendiamo, ad esempio, la neoeletta rappresentante del New Mexico Yvette Herrell, che ha spodestato l'ormai uscente Xochitl Torres Small, che aveva il 100% di approvazione da parte della lobby pro aborto NARAL .

Caso simile per la neo eletta Maria Salazar della Florida, che ha tolto il posto all'ex segretaria della Clinton Health and Human Services, Donna Shalala. La Shalala negli anni '90 aveva coperto gli obbrobriosi omicidi del medico abortista Henry Foster.

La Salazar, al contrario, ha sostenuto apertamente le sue idee pro life in tutta la campagna elettorale e ha vinto. Questa tendenza degli elettori che scelgono la rappresentanza pro-vita rispetto all'estremismo abortista si riflette in tutti gli Stati Uniti - dalla vittoria di Stephanie Bice in Oklahoma a quella di Nicole Malliotakis a New York. Questa ondata di donne pro-vita è un grande schiaffo, oltre che una palese smentita della malsana idea che le donne sono favorevoli all’aborto e coloro che lo rifiutano sono emarginate. Al contrario, le donne pro life americane sono popolari ed elette al Congresso, non per decisione dei mass media e delle lobbies ma del popolo sovrano.

Al momento la truppa orgogliosa e multietnica delle deputate repubblicane neo elette è formata da: Maria Salazar, Yvette Herrell, Michelle Fischbach, Nancy Mace, Stephanie Bice, Ashley Hinson, Nicole Malliotakis, Lauren Boebert, Lisa McClain, Kat Cammack, Diana Harshbarger, Mary Miller, Marjorie Taylor Greene, Michelle Steel, Beth Van Duyne, Victoria Spartz. A queste si è aggiunta Young Kim, che ha portato appunto a 17 il numero di nuove elette per la causa pro vita. Teniamo a mente questi nomi, saranno le Giovanna d’Arco della nuova legislatura che si aprirà il prossimo gennaio 2021. Ovviamente tutte le grandi e piccole organizzazioni pro life americane si sono impegnate per la loro elezione e si sono congratulate per un risultato impossibile ed insperato, simile a quello di Trump, che ha visto milioni di mass media a spingere i candidati pro aborto ed il popolo a scegliere per la vita.

La Susan B. Anthony List ha tracciato un ritratto per ciascuna delle neo elette, vale la pena dare una occhiata per rendersi conto di quale femminilità, giovinezza e determinazione siano fatte. L'elezione di così tante donne a favore della vita avrà un grande peso politico e una grande conseguenza. Gli allarmi e le preoccupazioni sull’impegno massiccio della amministrazione Biden-Harris a favore dell’aborto si moltiplicano in queste settimane, il pericolo reale che non solo tutte le misure pro life prese da Trump vengano cancellate, ma che si promuova su larga scala mondiale l’omicidio di vite innocenti è una certezza.

La nomina di Ronald Klain Capo dello Staff di Biden (definitosi “soldato dell’armata di NARAL”) , quella di David Kessler (colui che autorizzò la vendita libera delle pilolle abortive) a Co-Presidente del team anti Covid di Biden e la presenza massiccia di uomini di Soros nel ‘Gruppo di Transizione’ dem sono due segnali chiari della direzione che Biden è intenzionato ad sin dai primi 100 giorni di mandato. Il Papa ed il suoi suggeritori non sapevano? Forse oltre a parlare di ambiente e povertà si sarebbe potuto dire una parola sulla dignità umana dei bimbi concepiti?

Le donne pro life repubblicane certamente si scontreranno a tutto campo con le socialiste Democratiche (chiamate ‘The Squad’ dalla stampa Usa), ovvero quelle quattro donne di colore che pretendono di incarnare le minoranze, il progresso, il socialismo e la giustizia: Alexandra Ocasio Cortez, Ilhan Omar, Ayanna Pressley e Rashiba Tlaib. In questo fine settimana c’è già stato un anticipo delle battaglie future. Proprio la neo eletta Deputata pro life di New York, Nicole Malliotakis, ha annunciato di volere organizzare con le proprie colleghe una "squadra antisocialista" per combattere le malsane idee della ‘Squad Democratica’. Molti di noi, ha dichiarato la Malliotakis, “sono vissuti sotto i regimi cubani e venezuelani, molti hanno genitori e nonni fuggiti dai paesi ex comunisti, il socialismo è cattivo e noi vogliamo preservare le nostre libertà e le libertà del mercato”, altro che le promesse di Bernier Sanders e le urla di Alexandra Ocasio Cortez!

E’ ben vero che al Congresso Usa la maggioranza Democratica, seppur perdente, ha mantenuto la maggioranza di almeno 219 membri, tuttavia la crescente polemica da parte dei deputati Democratici e socialisti nei confronti dei rappresentanti moderati del partito e della Presidente Pelosi, preannunciano uno scenario molto caotico ed ad ogni provvedimento l’Aula del Congresso potrebbe vedere divisioni e assenze proprio tra le fila democratiche. Una opportunità per i Repubblicani, una doppia opportunità per la nuova pattuglia di donne pro vita che saranno le vere protagoniste dei prossimi anni.

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