Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
San Federico di Utrecht a cura di Ermes Dovico
IL FILM

Gothic, la prima rivoluzione sessuale è un horror

L'opera del regista britannico narra della prima Rivoluzione sessuale della storia, che - non casualmente - finisce nella morte e partorisce la letteratura horror. Tutto ruota attorno al soggiorno che cinque inglesi trascorsero, nell’estate del 1816, presso villa Diodati, sul lago di Ginevra, in Svizzera. Tra loro i poeti Percy Bysshe Shelley e lord George Byron....

Cultura 05_09_2021 English Español
Gothic, il film

Gothic (1986) diretto dal regista britannico Ken Russell, narra della prima Rivoluzione sessuale della storia; e della nascita della letteratura horror. Vi si racconta del soggiorno che cinque inglesi trascorsero, nell’estate del 1816, presso villa Diodati, sul lago di Ginevra, in Svizzera.

Il primo di essi era Percy Bysshe Shelley, rampollo di una nobile e ricca famiglia inglese, frequentò il college di Eton dove si applicò più nello studio dell’occultismo (e delle forze occulte della natura, come l’elettricità) che delle materie curriculari. Cacciato dall’università e nonostante fosse sposato, Shelley si dedicò alla condivisione del letto con diverse donne e qualche uomo. Frequentando la casa di uno dei suoi maestri, il filosofo rivoluzionario William Godwin, conobbe le sue tre figliastre, Claire, Mary e Fanny: queste ultime erano le figlie di Mary Wallstonecraft, considerata la prima femminista della storia. Shelley dichiarò al suo ispiratore di essere innamorato di Mary (allora sedicenne), con la quale aveva, nel frattempo, intrapreso una relazione (i due si incontravano sulla tomba della madre di Mary, Mary Wollstonecraft; e, dopo aver letto dei brani scritti dalla defunta, si abbandonavano alla passione).
Inizialmente avverso a questa relazione scandalosa, Godwin si fece convincere dall’offerta di denaro da parte di Shelley. Il poeta, dunque, prese con sé Mary e Claire e intraprese un viaggio di sei settimane in Svizzera (con grande delusione di Fanny, anch’essa innamorata del poeta). Claire, probabilmente in competizione con la sorella, invitò un secondo poeta, con il quale aveva intrapreso una relazione: lord Byron.

George Gordon Byron, affetto da «piede equino» e da improvvisi raptus rabbiosi, da bambino fu abusato fisicamente dall’infermiera e sessualmente dal precettore che avrebbero dovuto prendersi cura di lui. Byron sperimentò relazioni sessuali sia con uomini che con donne; tra queste, Claire. Claire aveva avuto rapporti con Shelley, da lui aveva concepito e abortito un figlio; ma Shelley aveva preferito Mary e aveva fatto conoscere a Claire lord Byron. I quattro si radunarono a villa Diodati, affittata da Byron, il quale si presentò in compagnia del suo segretario/medico/amante John William Polidori.

I cinque passarono il tempo tra sedute spiritiche, passeggiate, rapporti sessuali di ogni tipo (Mary e Claire erano sorelle) e letture, tra le quali le opere dell’abate Barruel. Fu Shelley, in particolare, a proporre al gruppo la lettura delle opere del gesuita, soprattutto quella dedicata agli Illuminati di Baviera, una società segreta che si proponeva il ritorno allo «stato di natura» attraverso la liberazione delle passioni e la pratica dei vizi. Ovviamente, mentre l’abate Barruel intendeva smascherare e denunciare il progetto degli Illuminati, Shelley intendeva proporlo come modello iniziatico ai suoi amici: la sovversione dell’ordine morale come preludio della sovversione dell’ordine politico. Appunto: la prima rivoluzione sessuale della storia. Il soggiorno ginevrino dei cinque rivoluzionari, tuttavia, ebbe diverse conseguenze. Innanzitutto, è lì che videro la luce due primordiali racconti gotici: Frankenstein, di Mary, e Il vampiro, di Polidori.

Alcuni hanno visto, nella figura di Viktor Frankenstein, un ritratto di Shelley, appassionato di occultismo e di galvanismo, convinto che per scoprire il segreto della vita sia necessario immergersi nella morte, nella decomposizione, nella profanazione. Anche Il vampiro sembrerebbe il ritratto di uno dei partecipanti agli incontri di villa Diodati. Il vampiro, lord Ruthven, più affamato di sesso che di sangue, ha la straordinaria capacità di precipitare tutti coloro che lo incrociano in un abisso di dolore, morte, depravazione morale. È probabile che Polidori abbia voluto vendicarsi del suo infedele e crudele amante, lord Byron, modellando su di lui il personaggio del vampiro.

Tra le conseguenze delle notti di villa Diodati va certamente ricordata la figlia di Claire e di Byron, Allegra, nata nel gennaio del 1817. Al ritorno dalla Svizzera, tuttavia, il gruppo venne accolto da due suicidi: quello di Fanny, sorella di Mary e Claire, che si tolse la vita a 22 anni con il laudano; e Harriett, moglie di Shelley, che si suicidò a 21 anni gettandosi nel fiume Serpentine. Shelley, a questo punto libero, poté sposare Mary. Anche Polidori si uccise nel 1821, a 26 anni.

Come mai la prima rivoluzione sessuale (esattamente come le successive) ha avuto come conseguenze orrore e morte? Per capirlo è sufficiente ricordare la seconda topica freudiana, per la quale la psiche è divisa in es, io e superio. L’es, la parte primitiva e originaria, è un «calderone di impulsi ribollenti», in particolare impulsi sessuali e di morte; l’io si forma quando la psiche si confronta con la realtà e deve assumere una sembianza civile e urbana; il superio, il cattivo della favola freudiana, è l’istanza morale rigida e repressiva. La rivoluzione sessuale spazza via le norme morali e religiose che regolano la sessualità umana; in altri termini, toglie di mezzo il superio per liberare le pulsioni sessuali dell’es. Il problema è che nell’es non ci sono solo le pulsioni sessuali; ci sono anche le pulsioni di morte che, nella letteratura horror, prendono la forma di mostri (il mostro di Frankenstein, il vampiro…). Eliminare il superio significa, dunque, lasciare campo libero alla sessualità sregolata... e all’orrore.

Ecco perché il film che racconta la prima rivoluzione sessuale è un horror.