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Gli assembramenti pro Ddl Zan

Nell’ultima domenica di marzo si è svolta a Roma, che era in zona rossa, una manifestazione dal titolo «Bacio chi me pare» - il romanesco dovrebbe forse essere per gli ideatori della iniziativa un marchio di autenticità - per far approvare il Ddl Zan. Il sito Gay.it afferma che non ci sono stati assembramenti ma le foto pubblicate dallo stesso sito clamorosamente lo smentiscono.

Il sito afferma anche che erano presenti sul posto le forze dell’ordine che non hanno multato i partecipanti. Dunque due pesi e due misure: quelli che prendevano il sole a Pasqua sulle spiagge ben distanziati si sono visti comminare una multa di 400 euro ed invece ai partecipanti della manifestazione romana non è successo nulla. Il motivo: gli attivisti gay sono intoccabili. Di certo se un poliziotto li avesse multati lui, tutto il corpo di polizia e persino il questore sarebbero passati per «omofobi».

Per paradosso quindi quello che è successo a Roma sta a dimostrare che il Ddl Zan non serve: la categoria LGBT è già una categoria socialmente e giuridicamente privilegiata.