Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Esaltazione della Santa Croce a cura di Ermes Dovico
LONDRA

Fermare il suicidio assistito si può. La lezione dell'Inghilterra

Ascolta la versione audio dell'articolo

La mobilitazione delle Chiese cristiane, con i vescovi cattolici in prima fila, ha contribuito alla sconfitta nella Camera dei Comuni del disegno di legge che avrebbe introdotto il suicidio assistito in Inghilterra e Galles. Un risultato che sembrava impossibile, riflettano CEI e Pontificia Accademia per la Vita.
- E in Italia per i medici si spinge sull'obbligo di aiuto al suicidio, di Tommaso Scandroglio 

Vita e bioetica 14_09_2026
House of Parliament - LaPresse

Fermare la deriva bugiarda delle leggi sul fine vita e la legalizzazione dell'eutanasia si può, se si vuole. Lo dimostrano i fatti avvenuti nel Regno Unito. A seguito di un dibattito tenutosi venerdì sera, 11 settembre, in cui entrambe le parti hanno affermato le proprie ragioni, la Camera dei Comuni del Regno Unito ha votato contro la proposta di legge che avrebbe introdotto il suicidio assistito con 286 voti contrari e 270 a favore, una maggioranza di 16 voti.  Dopo un'analoga importante vittoria in Scozia, il 17 marzo di quest'anno, e dopo il più intenso esame mai ricevuto in Inghilterra e Galles sulla questione del suicidio assistito negli ultimi anni, i parlamentari di Westminster hanno respinto la proposta di legge.

A tale risultato ha certamente contribuito l’azione dei vescovi della Chiesa cattolica ed anglicana e delle associazioni civili pro life, che si sono mobilitate in modo capillare contro il suicidio assistito, dimostrando che con la preghiera, le ragioni, l’organizzazione e il coraggio è possibile far prevalere il bene comune e la civiltà per tutti. 

Ricordiamo che il disegno di legge sul suicidio assistito che portava la firma di Kim Leadbeater era stato presentato alla Camera dei Comuni, con un'ampia maggioranza laburista, sin dall’inizio della legislatura di due anni orsono e si prevedeva che sarebbe diventato legge senza difficoltà. Alla seconda lettura, nel novembre 2024, il disegno di legge era stato approvato con una maggioranza di 55 voti, poi scesa a 23 voti alla terza lettura, nel giugno 2025. Il disegno di legge era poi passato alla Camera dei Lord, dove, per scadenza dei termini, si era definitivamente arenato lo scorso 27 aprile.

Successivamente, il disegno di legge è stato poi ripresentato, in una forma sostanzialmente identica, dalla deputata Lauren Edwards alla Camera dei Comuni, dove venerdì è stato respinto in seconda lettura da deputati di tutto lo spettro politico, anche grazie all'unità d’intenti della leader conservatrice Kemi Badenoch,del leader liberaldemocratico Sir Ed Davey e del leader di Reform UK, Nigel Farage, uniti nell'opposizione alla proposta. A loro si sono uniti importanti esponenti laburisti come Angela Rayner, Wes Streeting e Shabana Mahmood, segretario di Stato agli affari interni e persino gli estremisti di sinistra di Jeremy Corbyn. 

Il disegno di legge sul fine vita avrebbe consentito agli adulti con un'aspettativa di vita presunta inferiore a sei mesi, di richiedere assistenza per porre fine alla propria vita, nel rispetto di determinate garanzie previste dal disegno di legge. Tra queste vi era il requisito che la persona che richiedeva il suicidio assistito dovesse ottenere l'approvazione di due medici e di una commissione di esperti; tuttavia le norme includevano pochissime garanzie che proteggessero le persone vulnerabili dall'essere costrette a porre fine alla propria vita, oltre a non prevedere alcun miglioramento alle cure palliative.

La bocciatura di venerdì dovrebbe segnare uno stop definitivo alla iniziativa dei Laburisti per questa legislatura sino alle prossime elezioni del 2029, visto che il nuovo Primo Ministro Andy Burnham non ha nascosto la sua decisione di preferire una buona legge sulle cure palliative e di non voler sostenere la proposta di ‘fine vita’ del suo partito, mentre il suo predecessore Starmer, sin dal 2024 aveva sostenuto la legalizzazione del suicidio assistito.

La mobilitazione della società civile, dei medici e delle Chiese cristiane inglesi è stata totale e cristallina - con veglie di preghiera, sit-in, cortei e invio di mail - nel sensibilizzare ogni singolo deputato e tutti i leader dei partiti, pubblicamente e con grande chiarezza e coerenza.  La Chiesa cattolica era intervenuta con diversi vescovi contro l’approvazione del disegno di legge e così l’arcivescovo John Sherrington, arcivescovo di Liverpool e vescovo responsabile delle questioni relative alla vita presso la Conferenza Episcopale, ha espresso a nome dei suoi confratelli, la sua gratitudine e i suoi ringraziamenti a coloro che hanno lavorato per impedire che il disegno di legge proseguisse l’iter parlamentare e la sua gratitudine alle associazioni per i diritti dei disabili e ai professionisti del settore legale e sanitario per aver alzato una voce a difesa della «dignità e della sacralità di ogni vita».

Così anche l’Accademia Giovanni Paolo II per la vita e la famiglia, ha accolto con favore la bocciatura alla Camera del disegno di legge sul suicidio assistito con una votazione che «tutela le persone vulnerabili e difende la dignità della vita umana». Anche la chiesa anglicana e il suo arcivescovo Sarah Mullay hanno combattuto apertamente dal 2024 il disegno di legge sino all’ultimo minuto appellandosi al voto contrario dei deputati.

Si tratta di una lezione che dovrebbe essere compresa dai responsabili della Pontificia Accademia per la Vita e dalla presidenza della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), che in Italia stanno spingendo per una legge sul suicidio assistito, affinché tornino a riaffermare le ragioni della vita, la forza della preghiera e abbiano il coraggio dell’azione, invece di inseguire il mondo nella sua deriva anti-umana. 



DIRITTO ALLA VITA

Regno Unito, sul suicidio assistito un esempio di democrazia pilotata

Un'abile manovra politica del governo, una schiacciante maggioranza parlamentare laburista e il pieno sostegno dei media non sono bastati per una rapida approvazione del disegno di legge sul suicidio assistito. Che ora potrebbe non passare il voto alla Camera dei Lord.