• Natale, una storia vera/2

Erode, morto quando Gesù aveva più di un anno

La proposta dell’anno del Natale della Kalenda (il 42° di regno di Augusto) non si accorda né con il Vangelo di Luca né con lo scoglio della morte di Erode, che non avvenne nel 4 a.C., come invece ritengono molti esegeti interpretando male Flavio Giuseppe. Dallo storico di origine ebraica sappiamo che Erode morì settantenne, due settimane dopo una spettacolare eclissi di Luna. E questo avvenne quando Gesù aveva almeno un anno. Ecco perché.

La proposta della data del Natale della Kalenda del Martirologio romano si scontra con lo scoglio della morte di Erode che dovrebbe essere, secondo un’interpretazione degli scritti di Tito Flavio Giuseppe, avvenuta nel 4 a.C. o 750 AUC: il 42° - come riporta la Kalenda - e anche il 41° anno di regno di Augusto non possono accordarsi a questo asserto. Ne verrebbe così minata la credibilità storica del Vangelo (san Luca riporta l’esordio della predicazione di Giovanni nel quindicesimo anno di Tiberio, ovvero il 28-29 d.C. e che Gesù, poco dopo, aveva trent’anni) e della tradizione ecclesiale, spostando il Natale fino al 6 a.C., con un errore a dir poco clamoroso. Molti esegeti affermano che “certamente” Erode morì nel 4 a.C.

Nel giusto è invece chi ritiene Flavio Giuseppe uno storico affidabile: infatti la confusione è dovuta a chi non legge ciò che l’autore ha scritto su Erode. La data del 4 a.C. non è affatto esplicitata dallo storico, ma solo deducibile dal numero degli anni durante i quali Erode Archelao (23 a.C.-18 d.C.), Erode Antipa (20 a.C.- dopo il 39 d.C.) ed Erode Filippo (noto anche come Filippo tetrarca o Erode Filippo II, 4 a.C.-34 d.C.) regnarono sul territorio loro assegnato nel 4 a.C. dal padre Erode Ascalonita detto il Grande. Non è detto che egli fosse morto quell’anno.

Da Flavio Giuseppe sappiamo che Erode morì settantenne e che iniziò a regnare quindicenne, nel nono anno di Giovanni Ircano I, messo al potere da Gneo Pompeo nel 63 a.C. L’indizio permette di individuare la data di nascita di Erode: il nono anno d’Ircano va dal 55 al 54; essendo allora Erode quindicenne, la sua nascita si colloca nel 70-69. Settant’anni dopo si è 3-4 anni oltre il 4 a.C.

All’epoca della battaglia di Azio del settembre del 31 a.C., Erode era nel suo settimo anno di regno. Nel computo di anni utilizzato nelle Antichità giudaiche, il regno durò 37 anni, ossia da 30 a 31 anni (questione di numeri ordinali) dopo la battaglia di Azio: anche in questo caso, il 4 a.C. è oltrepassato di tre o quattro anni (Olimpiade 187ª, anno 7° di Erode a Gerusalemme, il 2 settembre la battaglia di Azio: se Erode è al suo 7° anno non può che avere iniziato a regnare nel 37 a.C.).

Erode venne già indicato re a Roma da Marco Antonio, durante l’Olimpiade 184ª (sono citati i consoli in carica nel 40 a.C.), che terminò nel luglio del 40 a.C. Tuttavia, Erode prese effettivamente possesso di Gerusalemme nell’Olimpiade 185ª, consoli Marco Vipsanio Agrippa e Lucio Caninio Gallo, nel 37 a.C. La conquista di Gerusalemme da parte di Erode il Grande, aiutato dai romani di Sossio, avvenne nel 37 a.C. Contando i 37 anni dal 37 a.C. si arriva come anno di fine regno all’anno a cavallo tra 1 a.C. e 1 d.C. Erano passati 34 anni nell’altro computo utilizzato da Flavio Giuseppe in Guerra giudaica, cioè dall’insediamento di Erode il Grande al regno dopo la morte del re Antigono II, ultimo dei re asmonei.

Il duplice conteggio degli anni di regno porta ad un epilogo comune: essendo certa l’attribuzione del periodo più lungo, calcolata in base alla datazione della battaglia di Azio, anche il conto riferito nella Guerra giudaica conferma l’inconsistenza della data di morte di Erode nel 4 a.C. perché Flavio Giuseppe scrive che Erode morì 34 anni dopo la morte di Antigono. La differenza di tre anni tra i due sistemi di calcolo del regno non è perciò quella che origina dal 40 e dal 37 a.C., come sostengono i fautori della morte di Erode nel 4 a.C., bensì quello tra il 37 e il 35/34 a.C., anno di morte del re Antigono II.

Erode prese la decisione di ricostruire il tempio di Gerusalemme nel proprio 18° anno di regno (il 15° secondo il computo che, nella Guerra giudaica, gli attribuisce solo 34 anni di regno), all’indomani della visita di Ottaviano Augusto in Siria, nel 17° anno di regno di Erode, la cui data, 19 a.C., è certa anche tramite altri storici: Augusto stesso (Res Gestae) e Lucio Cassio Dione. È facile: 37 anni (totali) meno 18 (fino a quell’evento) = 19 (di regno): 19 anni dopo si è oltre il 4 a.C., a cavallo del biennio 1 a.C. - 1 d.C.

Nell’Olimpiade 192ª, vi fu l’inaugurazione, ritardata di due anni, delle opere a Cesarea Marittima. L’Olimpiade 192ª va dal 12 all’8 a.C.: il fatto è associato al 28° anno di regno, iniziando il conto dal 37. Tra l’altro se si contasse dal 40 si arriverebbe al 13 a.C. e saremmo ancora nella 191ª Olimpiade.

Leggiamo da Flavio Giuseppe che Erode morì due settimane dopo una spettacolare eclisse di Luna e che i funerali furono celebrati prima della successiva Pasqua ebraica. I cataloghi della Nasa riportano le date delle eclissi lunari nel periodo indagato. Scartando quelle non visibili dalla Palestina chi sostiene che Erode sarebbe morto nel 4 a.C. ha puntato sull’eclissi del 13 marzo (giuliano) quell’anno. Dai calendari perpetui si sa che il 14 Nisan cadeva il 12 aprile, 29 giorni dopo. Considerando tutto ciò che Flavio Giuseppe descrive come accaduto in quel mentre, l’intervallo appare troppo breve perché la data possa essere quella. Erode morì 15 giorni dopo l’eclissi. Nei 14 giorni restanti sarebbe dovuta avvenire la convocazione dei notabili (non c’erano registratori e tantomeno cellulari e Internet), l’organizzazione degli imponenti funerali con il corteo funebre appiedato in pompa magna che coinvolse l’intero esercito, lungo i 40 chilometri da Gerico all’Herodium.

Serve dunque un’altra eclisse e ve ne sono due particolarmente adatte. La prima è il 10 gennaio dell’1 a.C., la seconda il 29 dicembre dell’1 a.C. In entrambi i casi vi è tempo sufficiente per inserire realisticamente tutti gli episodi descritti da Flavio Giuseppe prima della Pasqua successiva. Quella a fine dicembre dell’anno 1 a.C. si presta alla circostanza della Luna di color rosso durante l’eclisse, citata da Flavio Giuseppe, e si adatta all’orario sul far della sera del 29 dicembre dell’1 a.C. È infatti censita nei cataloghi della Nasa alle 14:31, ora di Greenwich: in Palestina erano circa le cinque di sera a fine dicembre, orario perfetto perché la si vedesse e facesse impressione. L’eclisse di Luna del 4 a.C., solitamente proposta, mal si concilia invece persino per l’orario (fu in piena notte).

Quando Erode morì, nell’1 d.C., Gesù aveva già più di un anno di età.

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