a cura di Nico Spuntoni
  • LA GUIDERÀ PETROCCHI

Ecco la nuova Commissione sulle donne diacono 

L'annuncio c'era stato lo scorso ottobre al termine del Sinodo sull'Amazzonia: nel suo discorso finale,  Francesco aveva manifestato la sua intenzione di riconvocare una Commissione di studio sul diaconato femminile aprendola a "nuovi membri". Nella giornata di ieri è arrivata l'ufficialità dell'istituzione del nuovo organismo chiamato ad indagare da un punto di vista storico e teologico la questione del diaconato femminile nelle comunità cristiane delle origini.

A guidarlo sarà il cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell'Aquila laureato in psicologia e filosofia, apprezzato dal papa per le sue doti di buon amministratore e che alcuni rumors danno da tempo in rampa di lancio. Ad affiancarlo nel ruolo di segretario sarà don Denis Dupont-Fauville, un enfant prodige della teologia francese (nel 2008 vinse il premio Bellarmin per la migliore tesi all'Università Gregoriana di Roma) in passato cappellano della cattedrale di Notre-Dame a Parigi nonchè professore ordinario di teologia alla Facoltà di Notre-Dame ed attualmente officiale della Congregazione per la dottrina della fede.

Sette i Paesi di provenienza dei dieci membri nominati, cinque uomini e cinque donne: gli italiani monsignor Angelo Lameri e Rosalba Manes; gli svizzeri Barbara Hallensleben e don Manfred Hauke; gli statunitensi Dominic Cerrato e James Keating, l'ucraina Catherine Brown Tkacz, lo spagnolo don Santiago del Cura Elena, la britannica Caroline Farey e la francese Anne-Marie Pelletier. Tutti dovranno raccogliere il testimone della prima Commissione, quella istituita il 2 agosto del 2016 dopo l'annuncio fatto dal papa qualche mese prima in Aula Paolo VI davanti alle partecipanti all'Assemblea Plenaria delle Superiore Generali. Il vecchio organismo, affidato alla guida dell'allora Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede ed oggi prefetto e cardinale Luis Francisco Ladaria Ferrer, aveva concluso i suoi lavori nel 2018 consegnando nel dicembre di quell'anno la relazione finale al pontefice.

Non è noto il contenuto delle conclusioni tratte dai teologi coordinati dall'attuale capo dell'ex Sant'Uffizio, sebbene sia stato lo stesso Bergoglio a lasciar intendere come l'indagine fosse arrivata ad un punto morto. Della relazione finale, il papa, rispondendo ad una domanda rivoltagli durante l’assemblea plenaria dell’Unione internazionale delle superiori generali lo scorso maggio, aveva detto che "il risultato non è un granché", rivelando che i membri "fino a un certo punto, (erano) tutti d’accordo; poi, ognuno aveva la propria idea".

Ora, come aveva auspicato Francesco al Sinodo sull'Amazzonia, è stata istituita una nuova Commissione che avrà il compito di "continuare a studiare e capire come è stato nella chiesa il Diaconato permanente" senza dimenticare che - come aveva detto il papa all'assemblea dell'Uisg - "la Chiesa si sviluppa nel cammino nella fedeltà alla Rivelazione" e "noi non possiamo cambiare la Rivelazione".