• VATICANO

E ora vogliamo pubblicate le mail di Mauro e De Bortoli

Sono finite su Corriere e Repubblica le mail di Ettore Gotti Tedeschi al tempo in cui presiedeva lo Ior. Scambi normali, ma letti come se ci fossero trame occulte.

Ettore Gotti Tedeschi

A volte anche leggendo il Corriere della Sera e Repubblica si possono imparare delle cose interessanti: ad esempio che le leggi e i codici deontologici in Italia valgono solo per una parte della popolazione e dei giornalisti, mentre chi lavora nei due suddetti quotidiani e i magistrati pare ne siano esentati.

E’ ciò che per esempio abbiamo capito leggendo gli articoloni scritti ieri da Fiorenza Sarzanini sul Corriere e da Carlo Bonini su Repubblica, che hanno rivelato il contenuto di alcune mail private dell’ex presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi, scritte e ricevute al tempo del suo incarico al vertice dell’istituto vaticano. Interlocutori sono il segretario di papa Benedetto XVI, monsignor Georg Ganswein, l’allora onorevole Alfredo Mantovano, il cardinale Tarcisio Bertone, e di molti altri ancora si parla. Gli argomenti riguardano l’ospedale San Raffaele, l’Ici per gli immobili della Chiesa, la legge sul testamento biologico, la candidatura alla presidenza Rai di Lorenza Lei. Mail private, senza alcuna rilevanza penale, facenti parte dell’archivio che la Procura di Napoli sequestrò nel 2012 trasferendolo alla Procura di Roma, riguardo all’indagine su alcuni movimenti sospetti dello Ior.

Peraltro in tutta questa corrispondenza finita sui giornali, Gotti Tedeschi appare chiaramente mosso solo dall’interesse per il bene della Chiesa, in ciò confermando quanto già appurato dai pubblici ministeri romani. Lo scorso luglio infatti questi avevano chiesto ai giudici l’archiviazione della posizione di Gotti Tedeschi, nel mentre muovevano pesanti accuse al direttore generale dello Ior Paolo Cipriani e al suo vice Massimo Tulli, poi dimessisi per un successivo scandalo. In quell’occasione i magistrati scrissero (e anche Corriere e Repubblica lo riportarono): «E’ un dato oggettivo – risultante da più fonti e dall’analisi complessiva degli sviluppi delle recenti vicende dello Ior – che l’attività di Gotti Tedeschi come presidente è stata essenzialmente orientata a dar vita a una nuova policy dell’istituto nel quadro dell’adozione di un insieme di misure miranti ad allineare lo Stato della Città del Vaticano, sul versante al contrasto del riciclaggio, ai migliori standard internazionali». 

Niente dunque di compromettente in queste mail se non lo scambio di informazioni con altre persone di potere su questioni legate alla Chiesa, cose che sono più che normali per una persona che si trova in quella posizione. Ma ovviamente gli articoli di Corriere e Repubblica sono scritti in una chiave tale che lo stesso Gotti appare al centro di chissà quali oscure manovre per gestire un governo occulto.

Ma al di là del contenuto ci si chiede come sia possibile che vengano usate in questo modo delle mail private che, a rigor di logica, sarebbero dovute essere restituite al legittimo proprietario con tante scuse. E’ l’ennesima dimostrazione di una barbarie culturale in cui sta precipitando la nostra società, in cui giornalisti bene ammanicati passano le carte che magistrati irresponsabili fanno uscire dai loro uffici: fregandosene gli uni e gli altri della legge sulla privacy, del rispetto delle persone, del codice deontologico e anche del normale buon senso.

Se fossero in buona fede e credessero davvero nella necessità della trasparenza – che è comunque cosa ben diversa dal rivelare scambi privati – anche la Sarzanini e Bonini dovrebbero pubblicare la loro corrispondenza, così sapremmo anche chi sono quei personaggi che distribuiscono atti giudiziari e magari perché lo fanno. Ma  sarebbe ancora più interessante se fossero quegli stessi direttori che hanno ordinato e approvato gli articoli in questione a mettere in piazza le loro mail e le registrazioni delle loro telefonate. Chissà frugando nelle corrispondenze di Ferruccio De Bortoli e Ezio Mauro quante cose scopriremmo sui veri poteri che muovono l’Italia.

E una delle cose che scopriremmo è sicuramente il come mai certi documenti vengano pubblicati proprio adesso, dando per scontato che certe operazioni non sono casuali.
Dal taglio e dalla tempistica degli articoli vengono in mente soprattutto due questioni. La prima riguarda la politica italiana: obiettivo è cercare di screditare la Chiesa, accusandola di ingerenza occulta in decisioni del Parlamento e del governo italiani, proprio alla vigilia di decisioni importanti. Tra poco infatti la Camera sarà chiamata a votare leggi importanti, come quella sull'anti-omofobia che, rispetto ai progetti dei proponenti, ha già subito dei ritardi a causa dell’inaspettata resistenza di cui i lettori della Nuova Bussola Quotidiana sono parte. Sappiamo quanto certi poteri – che sono sovranazionali – ci tengano a questa legge, e per evitare altri indesiderati inciampi ecco che si mandano degli avvertimenti.

Una seconda questione riguarda invece la Chiesa e in particolare le vicende dello Ior. E’ abbastanza realistico pensare che certi documenti siano usciti anche con la complicità o l’assenso di uomini di Chiesa. Come detto sopra, la magistratura ha già chiarito chi nello Ior è stato responsabile di condotte pericolose e della frenata all’operazione trasparenza dell’istituto vaticano. Gotti Tedeschi, cacciato con infamia dalla presidenza dello Ior un anno e mezzo fa, dopo la riabilitazione ottenuta dalla magistratura italiana ha il diritto di attendersi anche quella della Santa Sede. Si tratta di un passo che dovrebbe essere facilitato dall’uscita di scena del segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, che – da solo o ispirato – fu il responsabile diretto di quel siluramento, e dalla volontà di papa Francesco di fare piena luce sulle attività e sulla situazione attuale dello Ior.  Ma è chiaro che un tale sviluppo avrebbe la conseguenza di mettere in cattiva luce non solo chi se ne è già andato o sta per andarsene, ma anche qualcuno che probabilmente ancora siede in posizioni di responsabilità o che comunque in tutta la vicenda Ior qualche ruolo di primo piano lo ha avuto. Da qui la possibile mossa preventiva di gettare ombre sui comportamenti di Gotti Tedeschi.

In ogni caso, si ha la netta sensazione che la stagione dei corvi in Vaticano non sia ancora finita. Per cui ci si augura che papa Francesco possa fare presto quei cambiamenti in Curia e dintorni che aiutino a voltare pagina.