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Rivoluzione bellica

Droni e missili, la guerra tra Iran e USA è anche economica

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I Paesi del Golfo alleati degli Stati Uniti usano missili Patriot da tre milioni di dollari l'uno per abbattere droni Shahed iraniani. Ecco perché il Pentagono sta trattando per acquistare tecnologia anti-drone a basso costo dall’Ucraina.

Esteri 17_03_2026
Foto ImagoEconomica

Nei giorni scorsi alcune immagini analizzate dalla CNN hanno dato visione di un processo nuovo e inedito. I radar del sistema missilistico americano THAAD (Terminal High Altitude Area Defense), il fiore all'occhiello della difesa antimissile made in USA, sono stati colpiti e distrutti in diverse delle regioni che li ospitavano in Medio Oriente: Giordania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi. Ora, benché sia scenario di guerra, e quindi con una visione parziale della grande tragedia che si sta consumando, facciamo due conti: ognuno di questi radar costa quasi mezzo miliardo di dollari, e ne sono stati eliminati almeno due o tre.

Ad esempio, nella base aerea di Muwaffaq Salti, in Giordania, le immagini del 2 marzo mostrano crateri nel deserto e macerie attorno all'antenna principale. Secondo gli esperti sentiti dalla CNN, tra cui N.R. Jenzen-Jones, direttore di Armament Research Services, il radar è «il cuore della batteria THAAD» e la sua perdita sarebbe un evento estremamente significativo, che non permette sostituti improvvisati, ma una ridistribuzione con tempi e costi elevatissimi. Questa non è solo una storia militare. È una storia di prospettiva. L’architettura della difesa moderna storica, che dalla seconda metà dello scorso secolo ad oggi è cresciuta attraverso scenari foschi, mostra oggi le sue crepe. Il THAAD è progettato per intercettare missili balistici in volo, ma non per difendersi da sciami di droni economici. L'Iran lo sa, e ha colpito.

Il 2 marzo, a poche ore dall'inizio degli attacchi, The Register riportava che due datacenter di Amazon Web Services negli Emirati Arabi Uniti erano stati colpiti duramente da sciami di droni, provocando danni all'infrastruttura fisica. Due zone di disponibilità su tre della regione medio-orientale di AWS sono state messe fuori uso contemporaneamente, minando le basi dell’architettura distribuita del cloud e provocando fortissimi problemi nelle telecomunicazioni. Amazon, inizialmente, aveva comunicato che la struttura era stata «colpita da oggetti che hanno creato scintille e un incendio», ma solo il giorno successivo ha confermato che si trattasse di droni a basso costo. Il Medio Oriente ha oltre 300 datacenter. Google, Microsoft, Oracle operano tutti nell'area. In pratica, i nuovi scenari di guerra hanno anche nuovi obiettivi strategici: basi militari e infrastruttura digitale.

È una rivoluzione della scienza militare senza precedenti. Secondo Politico, il Pentagono sta trattando per acquistare tecnologia anti-drone a basso costo dall’Ucraina. Esatto, la stessa Ucraina che Trump ha rimproverato e pressato per mesi, a cui sono stati negati i missili PAC-3 per i sistemi Patriot. Adesso, improvvisamente, Kiev diventa un alleato utile nell’economia bellica americana. Il problema americano potrebbe essere cristallizzato, semplificando, in questo scenario: i Paesi del Golfo alleati degli Stati Uniti usano missili Patriot da tre milioni di dollari l'uno per abbattere droni Shahed iraniani che costano cinquantamila dollari, e spesso servono più missili per uno stesso drone. Il conto non torna.

Ecco perché l'Ucraina diventa improvvisamente amica. In quattro anni di guerra, ha sviluppato per necessità quello che gli Stati Uniti non hanno ancora adottato, cioè una dottrina operativa contro gli sciami di droni: droni intercettori, cannoni antiaerei, mitragliatrici montate su camion per spostamenti rapidi. Il drone britannico Octopus – progettato da ucraini e ora prodotto nel Regno Unito – costa sessanta volte meno di un drone Shahed e mille volte meno di un Patriot.

C'è una logica profonda in quello che sta accadendo, una lezione che forse avremmo preferito non imparare mai. Per decenni la dottrina militare occidentale ha puntato sulla superiorità tecnologica. Ci si è strutturati per affrontare minacce sofisticate e costose, e ci si trova a combattere un drone assemblato in un garage di Teheran con pezzi di scarto e componenti reperibili online. L'Iran produce Shahed a ritmo industriale. L'asimmetria economica è devastante, e non è compensabile con la troppo costosa tecnologia attuale. Questo non è solo un problema militare. È un problema di paradigma.