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Denise e le ossessioni di suo padre trans

Denise Shick (nella foto) ha testimoniato davanti alla Corte Suprema ed ha raccontato la sua relazione con un padre transessuale. Il padre decise che voleva diventare “donna” quando Denise aveva 9 anni e questo le provocò molto disorientamento. Lei lo descrive come «un miserabile che voleva che tutti intorno a lui condividessero la sua miseria. Non ricordo un giorno in cui mi sembrò felice o che sorridesse. Risa e gioia semplicemente non facevano parte della sua vita».

Il padre era dipendente dall’alcol e iniziò a picchiarla, arrivando persino a prenderla a frustate, e a palpeggiarla. Denise si buttò anche lei nell’alcol e nel sesso. Anche nel giorno delle sue nozze il padre le espresse il desiderio di essere donna: «mio padre mi disse che voleva essere al mio posto. Per sopravvivere feci finta di non sentire. Mi rubò il mio “giorno speciale” accentrando tutto su di lui e sul suo desiderio egoista».

Denise ha poi detto la sua sulle “nozze” gay, sull’omogenitorialità e la transessualità di fronte ai giudici della Corte Suprema: «Noi non pretendiamo di dire che tutti i genitori omosessuali o i genitori transessuali agiranno in modo abusivo», però sebbene le coppie «dello stesso sesso hanno intenzioni buone e buoni curriculum, non sono in grado di fare l’impossibile: come può un uomo fare da modello femminile a una bambina?». Perché «un uomo non è una donna, anche se pensa di esserlo. E se questa Corte cercherà di cancellare il sesso, questo progetto inutile nel lungo periodo non avrà migliori risultati di quelli che ha qualsiasi tentativo di far finta che la natura non esista.

La realtà ha dei limiti che la fantasia e l’irresponsabilità semplicemente non possono superare. Pertanto i cittadini di ogni Stato hanno il diritto, e anche una responsabilità, di proteggere la salute pubblica, il benessere generale e il bene dei bambini non estendendo il matrimonio al di là della sua definizione tradizionale, naturale e sana».

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