• LO SCONTRO GRILLO-CONTE

Democrazia da baraccone: ci imporrà la sua visione

Il braccio di ferro in corso tra Grillo e Conte all’interno del Movimento 5 stelle mette a nudo lo stato comatoso della nostra democrazia: più una democrazia da baraccone che altro. Questa accozzaglia di improvvisati imporrà a tutti noi una visione sanitaria ed economica della ripartenza che, non avendone essi una propria, risponderà a chissà quali interessi.

Il braccio di ferro in corso tra Grillo e Conte all’interno del Movimento 5 stelle mette a nudo lo stato comatoso della nostra democrazia: più una democrazia da baraccone che altro. Le paginate, poi, che vi dedicano i grandi quotidiani nazionali come se si trattasse di vita o di morte per la politica confermano questa diagnosi dato che si tratta senz’altro di morte e per certificarla non servono certo le paginate di Monica Guerzoni.

Succede dunque che un gruppo di parlamentari – da 100 a 150 dicono gli analisti – farà qualcosa di nuovo: un nuovo partito o un nuovo gruppo si vedrà. Costoro erano stati eletti nelle liste del Movimento 5 stelle con un certo programma politico, valido o inconsistente che sia qui non giudichiamo. Durante la legislatura quei deputati erano talmente convinti della bontà politica della linea del partito da escluderne altri che invece dissentivano. Erano talmente legati alla coerenza del loro partito da governare prima con la Lega e poi col Pd che tanto affini non sono. Ora, quella stessa massa di eletti, esce dal partito di appartenenza e ne forma un altro per seguire Giuseppe Conte. Nasce così un nuovo partito in parlamento e non nel Paese, costituito da deputati e senatori che decidono di riconsiderare i motivi per cui essi sono lì in parlamento senza chiedere agli elettori cosa ne pensino. Per di più, costoro aderiranno ad un nuovo partito guidato dall’ex presidente Conte, che non è mai stato eletto e che era stato cooptato al potere da Grillo, ossia dalla parte del partito di origine a cui essi fino a ieri giuravano fedeltà assoluta e da cui ora si staccano. Non si tratta di democrazia da baraccone?

Dall’altra parte c’è Grillo che rifà votare sulla piattaforma Rousseau il popolo 5 stelle. Qui la storia sarebbe lunga e con la democrazia ha avuto poco a che fare in passato e ora ancor di più. La piattaforma Rousseau è di un privato – la Casaleggio e associati –, i suoi iscritti formano il popolo sovrano del Movimento, ma non si è mai capito come si faccia ad entrarvi (chi sono costoro? Se io volessi entrare nel Movimento e partecipare al voto cosa dovrei fare?), come del resto non si era mai capito perché Casaleggio-padre e poi Casaleggio-figlio partecipassero con Grillo e altri a riunioni politiche. Questo per il passato.

Nel presente si osserva che il Movimento aveva chiuso con la piattaforma Rousseau, pagando quanto doveva ancora pagare (dicono che la cosa costasse parecchio), ma ora Grillo ha ristabilito il contatto con Casaleggio e si faranno ancora lì le prossime votazioni, naturalmente a pagamento. Questa sarebbe democrazia? Una base di partito in cui non si sa come entrare, uno strumento deliberativo in mano a privati, esiti della consultazione dalla dubbia trasparenza, strumenti dismessi e poi riattivati per decisione di una sola persona… Che poi Conte lo aveva messo a palazzo Chigi proprio Grillo. Sul suo giudizio di incompetenza siamo d’accordo, ma lo aveva voluto lui.

Queste enormi lacune democratiche non vengono messe in luce dai commentatori ufficiali dei grandi quotidiani, tutti attenti a contare chi starà da una parte e chi dall’altra. Tutti attenti anche a valutare in funzione delle possibili mosse politiche. Il Corriere della Sera, per esempio, punta su Conte e demolisce sistematicamente Grillo. Perché? Perché spera che si possa creare un utile buon rapporto politico tra il nuovo partito ex grillino e il Pd di Letta, che senza queste sponde rimarrebbe isolato. La Verità, al contrario, parteggia per Grillo perché non vuole che l’aggancio con Letta prenda piede. Tutti valutano le cose dall’interno di questa democrazia, mentre la situazione evidenzia che si tratta di una democrazia da baraccone. Anche perché questa enorme massa di eletti nel Movimento 5 stelle, dovuta ad una allucinazione collettiva degli italiani alle ultime elezioni, enorme massa che fa gola a tutti proprio perché enorme, non corrisponde più alla realtà del Paese. È come una enorme panna montata sotto cui non c’è più la torta, che nel frattempo è stata mangiata.

Qualcuno osserverà che non è una novità. E infatti anche Renzi si è fatto il suo partito in questo modo, partito nato in Parlamento e costituito da un gruppo di parlamentari “amici” del capo. Qualche altro osserverà che i partiti con un padre-padrone sono ormai tanti e la cosa non fa più notizia. Ed è vero, dato che sia Forza Italia che Italia Viva che Il Movimento 5 stelle hanno un padre-padrone. Ma simili osservazioni non fanno che aggravare il problema, accertando che si tratta di un sistema e non di eccezioni. Si chiama democrazia ma non lo è.

Nel frattempo però accade che questa democrazia da fuoriusciti e transfughi eleggerà a breve il nuovo Presidente della Repubblica e quindi condizionerà enormemente i prossimi sette anni di tutti noi. Succede che nel frattempo approverà leggi come la Zan che stravolgerà la nostra vita personale e pubblica [apro una parentesi, secondo voi quanti di questi deputati indaffaratissimi a decidere se stare di-qua o di-là ha letto il testo del ddl Zan? Secondo me nessuno]. Succede, infine, che questa accozzaglia di improvvisati imporrà a tutti noi una visione sanitaria ed economica della ripartenza che, non avendone essi una propria, risponderà a chissà quali interessi.

Ma tutto ciò avviene nel rispetto della Costituzione – penserà qualche anima nobile e pura. Certamente. Ed è proprio questo il problema.

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