Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Borgo Pio
a cura di Stefano Chiappalone

nomine (mancate)

Delpini resta a Milano, lo ha chiesto il Papa

Nessun avvicendamento a breve sotto la Madunina: l'arcivescovo compirà 75 anni a luglio e si aspettava una rapida sostituzione ma Leone XIV è di diverso parere. 

Borgo Pio 25_02_2026
foto Stefano Porta / LaPresse

Dopo le prime nomine "big" del nuovo pontificato per le arcidiocesi di Vienna, Cracovia, Westminster e New York, cresceva l'interrogativo su chi Leone XIV avrebbe chiamato a succedere a mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano dal 2017, che il 29 luglio compirà i fatidici 75 anni e aveva chiesto al Papa di provvedere in tempi brevi al suo successore. 

Il Pontefice è stato di diverso parere e ha chiesto a Delpini di restare, come lo stesso presule ha reso noto al termine della celebrazione penitenziale per il clero ambrosiano: «ho esposto al Papa le buone ragioni che consigliano di provvedere alla mia sostituzione durante l’estate 2026. Il Papa ha ascoltato con attenzione e benevolenza queste mie riflessioni e ha concluso esprimendo l’orientamento a non accettare le mie dimissioni. Devo quindi prevedere che continuerò a esercitare il mio ministero di arcivescovo di Milano per qualche tempo».

Nessun avvicendamento a breve sotto la Madunina, dunque. Mons. Delpini prosegue il ministero «come se dovessi rimanere qui tutto l’anno» e pertanto ha programmato l'anno pastorale 2026/2027. Pur avendo auspicato un rapido avvicendamento, l'arcivescovo resta «volentieri» ma «in ogni caso pronto a lasciare l’incarico quando sarà deciso dal Papa e dai suoi collaboratori». Mentre il Papa e il Dicastero per i Vescovi avranno più tempo per trovare il candidato idoneo a reggere le sorti della più grande arcidiocesi d'Europa (la quarta del mondo), la cui importanza è tuttora sottolineata dalla persistenza di un proprio rito e calendario, che nel Novecento ha dato alla Chiesa due pontefici (Pio XI e san Paolo VI) ma che è stata clamorosamente assente nell'ultimo conclave. Così che la richiesta di Leone XIV, pur tassativo sui canonici 75 anni, suona anche come un implicito "risarcimento" a Delpini per la mancata porpora.