a cura di Anna Bono
  • Emigranti irregolari

Dall’inizio del 2020 al 27 aprile sono sbarcati in Italia 3.365 emigranti irregolari

 

Il 25 aprile 56 persone sono state soccorse a mezzo miglio dalla costa di Lampedusa dalle motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza, portate prima sul molo di Favarolo nell’isola delle Pelagie e poi a Porto Empedocle. La prefettura di Agrigento si sta interessando per trovare una struttura che li possa ospitare perché nel centro di accoglienza di Lampedusa ci sono già 116 emigranti in quarantena. Con l’ultimo arrivo, sale a 3.365 il numero di ingressi illegali nel nostro paese dall’inizio del 2020: 571 nel solo mese di aprile, in pieno blocco globale dei viaggi e degli spostamenti. Alla stessa data del 2019 gli arrivi erano stati 667, quindi il numero degli sbarchi è quintuplicato. Di loro sappiamo molte cose. C’è chi è arrivato da solo, come i 101 emigranti a bordo di un gommone, approdati a Pozzallo il giorno di Pasqua e attualmente ospiti della azienda agricola “Don Pietro” di proprietà della Regione Sicilia. Altri come gli ultimi arrivati, sono stati soccorsi dalla Guardia costiera. Altri ancora hanno attraversato il Mediterraneo su navi di organizzazioni non governative, come i 34 trasportati dalla Aita Mari, nave della ong basca Salvamento Maritimo Humanitario, saliti a bordo in acque maltesi, e i 146 imbarcati sulla Alan Kurdi, nave dell’ong tedesca Sea Eye. Il ministero dell’interno sulle sue pagine web fornisce alcune informazioni su di loro. Oltre al numero complessivo degli emigranti irregolari, pubblica quello dei minori non accompagnati. Finora sono 581: tanti, tenendo conto che in tutto il 2019 ne erano arrivati 1.680. Non sono specificati il sesso né l’età. Negli anni scorsi le donne sono sempre state poche, meno del 20 per cento del totale, e tanti invece, più del’80 per cento, i giovani. Sappiamo invece da dove arrivano 3/4 degli emigranti. I primi paesi di origine sono tutti africani tranne uno: Bangladesh, Costa d’Avorio, Sudan, Algeria, Marocco, Somalia, Tunisia, Mali, Guinea Conakry ed Egitto. Per lo più non arrivano da paesi che giustifichino una richiesta d’asilo, ma se e quanti di essi si siano dichiarati profughi il ministero non lo dice. Fino all’ottobre 2019 ha pubblicato i dati sulle richieste di asilo ricevute, esaminate, con che esito, inoltrate da chi (provenienza e sesso). Da ottobre i dati non sono più stati aggiornati.