• COMUNICATO E REPLICA

Da Loreto una rettifica che conferma

La Delegazione pontificia per la Santa Casa di Loreto ci invia un minaccioso comunicato di rettifica riguardante l'articolo sulla Cappella Musicale del santuario. Ma in realtà conferma quanto abbiamo scritto.

Riceviamo dalla Delegazione pontificia per la Santa Casa di Loreto questa richiesta di rettifica, che pubblichiamo facendo seguire la nostra risposta:

La Delegazione Pontificia per la Santa Casa di Loreto, a seguito della lettura dell’articolo a firma del Sig. Aurelio Porfiri, riguardante la Cappella Musicale, apparso su Bussola Quotidiana il 5 febbraio 2020, informa che i fatti, come riportati, forniscono un'errata e fuorviante descrizione della situazione e sono lesivi dell'immagine dell'intera Delegazione Pontificia e dell’Arcivescovo Delegato Pontificio Mons. Fabio Dal Cin.

La Delegazione invita a voler provvedere, ai sensi dell’art. 8 Legge 47/1948, alla rettifica di quanto riportato nel citato articolo, con il comunicato allegato alla presente, informando che, in difetto, si riserva di intraprendere ogni azione a propria tutela.

Dott.ssa Diletta D'Agostini
Polo della Comunicazione Delegazione Pontificia Santa Casa di Loreto

Ed ecco il comunicato allegato:

La Delegazione Pontificia informa che, in data 29 gennaio 2020, ha confermato l’attività della Cappella Musicale della Santa Casa affidandone la guida al Maestro Fr. Maurizio Lenti, Cappuccino. Come per altre attività ed iniziative presenti nel Santuario anche il regime della Cappella Musicale è stato ricondotto a prima del 2014: regime di volontariato com’era fino a tale data. Preso atto della decisione del trasferimento di Padre Giuliano Viabile da parte dei suoi superiori, la Delegazione ne ha dato notizia il 13 agosto 2019, e augura al nuovo maestro, un proficuo ministero a servizio della liturgia e del canto sacro nel Santuario della Santa Casa.

Risponde il direttore Riccardo Cascioli:

Francamente non si capisce che cosa questo comunicato smentisca e quindi dove sarebbe «l’errata e fuorviante descrizione della situazione», e men che meno dove stia la lesione dell’immagine della Delegazione pontificia.
Il comunicato di rettifica afferma che il regime della Cappella Musicale è stato ridotto a volontariato. È esattamente la notizia – peraltro riportata anche da testate locali – da cui è partito l’articolo del maestro Aurelio Porfiri, che da anni si dedica allo studio della musica liturgica, con numerose pubblicazioni, in Italia e all'estero. Che in un passato più o meno lontano fosse così (ma abbiamo documentazione che almeno dal 2010 la Cappella fosse pagata) non è oggetto dell’articolo. Quindi la Delegazione pontificia per la Santa Casa di Loreto conferma esattamente quello che abbiamo scritto.

La cosa scandalosa denunciata nell’articolo è che un santuario come quello di Loreto non trovi 30mila euro annue per garantire un modesto rimborso spese a dei cantori professionisti che, pure, dovrebbero essere un vanto della Basilica. Peraltro, non solo dovrebbe essere di buon senso capire che retribuire un contributo professionale di questo livello è un atto di giustizia sociale; ma addirittura è ciò che prevede il Codice di Diritto Canonico.
Canone 231: «§1. I laici, designati in modo permanente o temporaneo ad un particolare servizio della Chiesa, sono tenuti all'obbligo di acquisire una adeguata formazione, richiesta per adempiere nel modo dovuto il proprio incarico e per esercitarlo consapevolmente, assiduamente e diligentemente. §2. (…)  essi hanno diritto ad una onesta rimunerazione adeguata alla loro condizione, per poter provvedere decorosamente, anche nel rispetto delle disposizioni del diritto civile, alle proprie necessità e a quelle della famiglia; hanno inoltre il diritto che in loro favore si provveda debitamente alla previdenza, alla sicurezza sociale e all'assistenza sanitaria».

Altro che modesto rimborso spese. Quindi la Delegazione pontificia contravviene anche al Codice di Diritto Canonico oltre che ai documenti magisteriali che riguardano il canto liturgico.

La stessa Delegazione si picca di farci sapere che «ha confermato l’attività della Cappella Musicale della Santa Casa», ma non ci spiega come intende farlo visto che al 29 gennaio tutti e 16 i cantori si erano dimessi, altra notizia che non viene smentita.

Quanto alla sostituzione del padre Giuliano Viabile, che «aveva dedicato alla Cappella Musicale più di trent’anni della sua vita», il comunicato della Delegazione pontificia ci conferma che è stato trasferito, esattamente come abbiamo scritto. Quindi, in cosa consiste la smentita?

Dobbiamo allora dedurre che alla Delegazione pontificia per la Santa Casa di Loreto dia semplicemente fastidio che qualcuno scriva quello che stanno facendo, e ancor più eventuali commenti, che comunque fanno parte del diritto di critica che la Costituzione italiana garantisce. E dobbiamo dedurre che il comunicato firmato dalla dottoressa Diletta D’Agostini – immaginiamo sia anch’essa una volontaria – sia solo un tentativo d’intimidazione.

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