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IL BUON USO DELLE PAROLE / 3

Credibilità e autorevolezza di un buon oratore

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Ne Il signore delle mosche i ragazzi dispersi su un’isola deserta trovano in Ralph il loro capo. Jack, che contende a lui la guida, è nominato capo dei cacciatori. Nessuno dei due ha davvero idee sensate e convincenti per affrontare la vita selvaggia in quella terra lontana dalla civiltà e da ogni progresso. Un ragazzo grassoccio, che porta gli occhiali e che da tutti è soprannominato Piggy con tono derisorio, sa offrire buoni consigli.

Cultura 12_02_2024

William Golding, Premio Nobel per la letteratura nel 1983, scrisse il best seller Il signore delle mosche. I ragazzi dispersi su un’isola deserta trovano in Ralph il loro capo. Jack, che contende a lui la guida, è nominato capo dei cacciatori. Nessuno dei due ha davvero idee sensate e convincenti per affrontare la vita selvaggia in quella terra lontana dalla civiltà e da ogni progresso. Un ragazzo grassoccio, che porta gli occhiali e che da tutti è soprannominato Piggy con tono derisorio, sa offrire buoni consigli per progettare la nuova vita sull’isola.

Le assemblee animano la quotidianità dei ragazzi. Per prendere una decisione si riuniscono tutti al suono di una conchiglia. Chi la tiene in mano ha il diritto di parola.

Arrabbiato con Jack che è andato a caccia del maiale con il suo gruppo e ha lasciato così spegnere il fuoco che avrebbe potuto essere la loro ancora di salvataggio al passaggio di una nave, Ralph pensa al nuovo discorso da pronunciare davanti a tutti. Vuole attaccare il rivale, ribadire che lui è il capo e che le regole vanno rispettate. Non sa però come tenere un discorso ben argomentato e coerente, ricco di contenuti, vorrebbe pensare come Piggy, avere le sue idee, trovare le parole giuste: «Chi fa il capo deve pensare, deve essere saggio. […] Solo che io […] non so pensare. Non come Piggy». Ralph si rende conto che «deve aggiustare la sua scala di valori»:

Piggy sapeva pensare. Sapeva fare un passo dopo l’altro in quella sua testa cicciona, solo che Piggy non era un capo. Ma Piggy, nonostante il suo corpo ridicolo, di cervello ne aveva. Ralph era uno specialista del pensiero adesso, e sapeva riconoscere il pensiero altrui.

Ralph comprende anche che i tronchetti su cui si appoggiano i ragazzi durante le assemblee non sono fissati a terra e si susseguono «scrosci di risate» non appena qualcuno li fa rotolare «mandando a gambe all’aria nell’erba una mezza dozzina di ragazzi».

Ralph ha indetto un’assemblea verso sera. Il discorso serio che tiene verte sui doveri, sui gabinetti, sui fuochi; si avvale, però, di parole inadeguate ad un uditorio così giovane: «Voi piccoli, quando mangiate frutta; se avete la cagarella…». L’assemblea esplode in sghignazzi. Ralph allora ribadisce: «Vi ripeto, se avete la cagarella state alla larga dalla frutta. È una porcheria». Altre risa. Anche quando Ralph attacca i cacciatori che hanno permesso al fuoco di spegnersi si odono sghignazzi nell’assemblea.

Ralph godeva di autorevolezza all’inizio, quando è stato eletto capo, perché sembrava disporre delle qualità adeguate per ricoprire quel ruolo. Prima che prenda la parola quella sera c’è attesa per il suo discorso. Le sue parole non sanno, però, confermare quel credito che l’assemblea aveva dimostrato fino ad allora. Per questa ragione, non godendo di autorevolezza, Ralph deve assumere un atteggiamento autoritario:
 Ora vi dico questo, e questo sarà legge, perché il capo sono io. Non faremo più fuochi in giro, da nessuna parte se non sulla montagna. Mai più. […] Adesso l’ho detto. Mi avete eletto vostro capo. Ora fate come dico io.

Ralph conclude il discorso affermando che bisogna prendere una decisione sulla paura dimostrando che non è vero niente. Jack, capo dei cacciatori, prende in mano la conchiglia e parla. Inizia il discorso partendo proprio dall’ultima questione sulla paura dimostrando che non vi sono motivi per temere, perché non esiste alcuna bestia sull’isola:

Dunque, questa riunione serve a mettere le cose in chiaro. Vi dirò io come stanno le cose. Siete voi piccoli ad aver cominciato tutto ‘sto discorso della paura. Delle bestie! E da dove salterebbero fuori, queste bestie? Certo, qui tutti quanti abbiamo paura a volte, ma ce la teniamo la paura. Invece Ralph racconta che voi gridate di notte. Allora vuol dire che avete degli incubi e basta, o mi sbaglio? […] Per quanto riguarda la paura – dovete tenervela, come tutti quanti noi. [… ] Non può mica farvi male; è come nei sogni. Su quest’isola, bestie di cui aver paura non ce ne sono. […] Non c’è nessun animale. 

La prova? Ha girato l’isola in lungo e in largo. Se ci fosse stata una bestia, l’avrebbe vista. Il suo discorso è forte e suffragato da prove. Piovono gli applausi. Prende poi in mano la conchiglia Piggy, riflessivo, logico, ma, non appena prende la parola, è deriso. Deve chieder al capo che venga tenuto il silenzio. I suoi discorsi sono ampi, ricchi di pensieri e di idee, ma pochi lo ascoltano:
Quando avrete finito di ridere, forse potremmo andare avanti con l’assemblea. E se quei piccoli si arrampicano ancora sul trocno in bilico, tra un secondo cascano di nuovo. […] Non verrete davvero a raccontarmi che dobbiamo sempre avere paura senza motivo? La vita […] è scientifica, ecco la verità. Tra un anno o due, quando la guerra sarà finita, andremo avanti e indietro su Marte, come se niente fosse. Io lo so, non c’è nessuna bestia […] ma so anche che non c’è nemmeno nessuna paura.

Piggy non gode di autorevolezza davanti al gruppo degli ascoltatori. I sorrisi illuminano il viso dei ragazzi non per i discorsi che lui ha pronunciati, ma per il suo aspetto e per l’atteggiamento un po’ goffo.

I tre discorsi sono accolti in modo differente dall’assemblea perché Jack è applaudito dall’assemblea e invece gli altri no? Aristotele ci può aiutare a capire meglio le ragioni quando nella Retorica Aristotele indica come aspetti caratterizzanti e fondamentali per un oratore: ethos, pathos, logos. Ne parleremo la prossima volta.