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IMMIGRAZIONE

Così il governo trasferisce l'Africa in Italia

Il governo Renzi parte alla carica per risolvere l'emergenza immigrati. Stanziando altri 130 milioni. Renzi intende gestire il flusso direttamente dalla Libia. Ma senza pensare a una forza militare di copertura, sarà impossibile.

Politica 05_07_2014
Mediterraneo

Governo Renzi all’offensiva sul fronte dell’emergenza immigrati per mobilitare la comunità internazionale. L'Italia intende "aiutare le autorità libiche a «chiedere formalmente l'aiuto dell'Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite» ha detto il presidente del Consiglio precisando che l'obiettivo è consentire all'Unhcr di «andare in Libia e gestire da lì l'afflusso» delle popolazioni immigrate.

«Mare nostrum continua perché un popolo civile non manda alle deriva dei bambini, salva quei bambini» ha detto in conferenza stampa con il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, a Villa Madama. Per questo La gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo «richiede maggiore presenza in Libia e il rafforzamento di Frontex».

La visione di Renzi è semplicistica, non risolutiva e non tiene conto del fatto che la presenza di agenzie dell’Onu in Libia richiederebbe una forza di sicurezza che protegga da miliziani e criminali sia il personale dell’Onu sia gli immigrati e che Tripoli non è in grado o non è interessata a garantire. Quanto alla pretesa che l’Europa cooperi a Roma sembra sfuggire il vero punto critico della situazione. Se anche i partner della Ue aprissero le frontiere agli immigrati illegali sbarcati in Italia, e se ogni Marina Militare europea inviasse proprie navi ad aiutare quelle italiane, a imbarcare clandestini in mezzo al Mediterraneo, l’emergenza immigrati, non solo non si risolverebbe, ma assumerebbe proporzioni ancora maggiori. I Paesi europei lo sanno, per questo ci sbattono la porta in faccia. L’Italia fa finta di non capirlo per mancanza di coraggio politico e per buonismo ideologico o “boldrinismo”.

I fatti però parlano chiaro. Da quando è attiva Mare nostrum e l’Italia accoglie chiunque paghi il pizzo a trafficanti e schiavisti, i flussi migratori sono aumentati e il prezzo del “biglietto” per la traversata si è ridotto da 3 mila euro a 1.500 o anche meno. Se l’Europa seguisse l’esempio italico milioni di africani lascerebbero il loro Paese in cerca di migliori condizioni di vita in Europa e i trafficanti incasserebbero miliardi pur praticando prezzi di saldo.

Per questa ragione, che sembra sfuggire al governo italiano, solo una decisa azione di respingimento può bloccare un esodo insostenibile in termini finanziari, sociali ma a lungo termine anche politici, per l’Italia come per ogni altro Paese europeo. Impiegare la flotta solo per soccorrere immigrati non ha senso perché porterà solo a rendere infinita l’emergenza. L’unica opzione efficace e razionale è il ripristino della sovranità nazionale, utilizzando le navi militari per riportare i clandestini  sulla costa libica, in una fascia costiera protetta da nostri militari (meglio se con il via libera di Tripoli e con il contributo di contingenti europei) dove creare una cornice di sicurezza nella quale possano operare le agenzie umanitarie. L’obiettivo dovrebbe essere però di aiutare gli immigrati a tornare ai loro Paesi scoraggiando così nuovi flussi e togliendo il giro d’affari ai trafficanti. Chi è disposto a pagare il biglietto agli scafisti per ritrovarsi sulla costa africana?

A parte gli appelli inconcludenti e un po’ infantili al nuovo governo libico (qualcuno dica a Renzi che non è stato ancora formato, dopo il voto del 25 giugno), all’Onu e alla Ue, l’unica iniziativa concreta che il governo italiano sta attuando per far fronte all’emergenza è uno stanziamento di 130 milioni di euro (in aggiunta ai 210 stanziati nel novembre scorso dal governo Letta) per pagare i costi dell’assistenza agli immigrati illegali e mettere a disposizione caserme inutilizzate per ospitarli. Iniziative annunciate peraltro pubblicamente dal Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, che avranno già avuto un’ampia eco in Africa e Medio Oriente incoraggiando molti altri a mettersi in marcia per raggiungere le coste libiche dove, secondo un’inchiesta pubblicata dal settimanale L’Espresso, ci sono già 3 milioni di persone in attesa di un posto sui barconi. Un numero che grazie alla politica sull’immigrazione di Renzi, non potrà che continuare ad aumentare. Avanti c’è posto!