a cura di Benedetta Frigerio
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Conversioni forzate? Cristiani condannati senza prove

India.  Un nuovo caso di persecuzione religiosa in India è stato riportato dall'agenzia Asianews. Nello Stato del Madhya Pradesh 13 cristiani pentecostali sono stati condannati a sei mesi di carcere per “conversioni forzate”. Erano stati arrestati nel gennaio del 2016 in seguito alla denuncia di alcuni abitanti di Dehar, il loro villaggio.

L’accusa è di aver tentato di convertire delle persone promettendo in cambio denaro e benefici materiali: “Se ti converti – i testimoni sostengono di averli sentiti dire – ti daremo cibo, medicine e ti aiuteremo a invadere le terre del governo perché i tuoi dei e dee sono deboli”. Il presidente del Consiglio globale dei cristiani indiani, Sajan K George, deplora questo ennesimo caso di intolleranza spiegando che le imputazioni sono del tutto prive di fondamento: i cristiani condannati sono infatti quasi tutti operai giornalieri che a mala pena riescono a sopravvivere, “è impossibile che simili persone abbiano usato l’allettamento del denaro”.

La legge sulla libertà di religione in vigore nel Madhya Pradesh prevede che per cambiare religione occorra il permesso dell’amministrazione statale, attualmente controllata dal partito nazionalista indù, il Bharatiya Janata Party. Tra i condannati ci sono due coniugi entrambi ciechi, ma neanche per loro gli avvocati difensori sono riusciti a ottenere clemenza e una riduzione della pena.