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chiarimento

Como, nota sulle esequie dopo il mantra buddista in chiesa

L'ufficio diocesano per la liturgia risponde alla Bussola in merito all'articolo del 29 agosto sulla cerimonia "mista" avvenuta nella parrocchia di Rebbio: il rito delle esequie «non può essere confuso con riti o simboli propri di altre tradizioni religiose» e ricordarlo «non significa mancare di carità, ma richiamare con serenità il valore della liturgia».

Borgo Pio 01_09_2026

Con la Nota circa la retta celebrazione delle esequie il 30 agosto l'Ufficio Liturgico della diocesi di Como risponde alla Bussola in merito all'articolo del giorno precedente sulla cerimonia funebre "mista" avvenuta nella parrocchia di Rebbio per una donna buddista (in sintesi: un funerale non religioso ma in chiesa e con sacerdoti in camice e stola, e mantra intonato dall'ambone da due monaci buddisti), cogliendo l'occasione per richiamare «tutti coloro che a vario titolo agiscono nella Liturgia, a partire dai presbiteri e dai diaconi, ad una attenta celebrazione del rito delle esequie, secondo quanto stabilito dai libri liturgici». 

«Non si intende in alcun modo entrare in merito al percorso spirituale della defunta» né sul suo operato, scrive il direttore don Simone Piani, esprimendo a familiari e amici «la vicinanza e il rispetto dovuto nel dolore». Il che non impedisce di distinguere luoghi e riti, «senza alcuna polemica ma per oggettività», poiché «il rito delle esequie è chiamato a custodire con chiarezza l’annuncio della morte e risurrezione di Cristo e non può essere confuso con riti o simboli propri di altre tradizioni religiose» e rilevarlo «non significa mancare di carità, ma richiamare con serenità il valore della Liturgia, che merita di essere celebrata secondo la propria identità».

La Nota ricorda anche la natura propria della chiesa che «non è uno spazio neutro o polivalente, ma un luogo la cui identità deve essere custodita e rispettata» (come scriveva mons. Alessandro Maggiolini, vescovo di Como dal 1989 al 2006). E pertanto specifica che, «come avvenuto in altri casi, sarebbe stato doveroso tenere tale momento di commemorazione in altro luogo e tantomeno non mischiare elementi propri di commemorazioni civili, interreligiosi, con elementi della preghiera liturgica, senza alcun confronto con chi di competenza o autorizzazione dell’Ordinario diocesano».

Con il rimando alla Nota pastorale pubblicata dalla medesima diocesi nel 2023 don Piani conclude la sua riposta alla Bussola  e prosegue rivolgendosi direttamente a quanti sono direttamente coinvolti nella liturgia, invitando «a partire sempre dai praenotanda dei libri liturgici, oggettivo e necessario punto di riferimento», oltre che dalla menzionata Nota del card. Oscar Cantoni. Ribadisce infine «la disponibilità – che in alcuni casi è obbligo pastorale – ad un confronto con tutti coloro che, in casi dubbi, ne avessero bisogno», «a prendere visione degli ampi materiali formativi circa il Rito delle Esequie» e rinnovando «la disponibiltà dell’ Ufficio a serate formative sul rito delle esequie per presbiteri, operatori pastorali, agenzie del commiato, per creare una necessaria sensibilita alla celebrazione delle esequie cristiane, come già avvenuto in diversi vicariati».