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Raccomandazione

Commissione UE e terapie di conversione

La Commissione europea, tramite raccomandazione, invita gli Stati membri a vietare le terapie di conversione. Ma è un documento non vincolante.

Gender Watch 18_05_2026

Il Parlamento europeo aveva votato un report sulla situazione dei diritti fondamentali nell’UE. Nel paragrafo 57 si vietavano le cosiddette terapie di conversione, ossia l’accompagnamento psicologico di persone omosessuali e transessuali.

La Commissione europea ha bocciato questo paragrafo, o meglio ha prodotto solo una raccomandazione, che è un atto non vincolante per i Paesi UE. La raccomandazione verrà adottata nel 2027.

Nel comunicato stampa del 13 maggio la Commissione così scrive: «Le pratiche di conversione si basano sulla falsa convinzione che le persone LGBTIQ+ siano malate. […] La Commissione ha esaminato le possibili basi giuridiche e intende adottare una raccomandazione invitando gli Stati membri a vietare le pratiche di conversione. Ogni persona della comunità LGBTIQ+ dovrebbe poter essere sé stessa, vivere con orgoglio la propria vita, libera da violenza, discriminazioni e paura. La Commissione adotterà la raccomandazione nel 2027, impegnandosi nel frattempo a sostenere gli Stati nei loro sforzi per vietare queste pratiche dannose. Accanto alla raccomandazione, saranno proposte misure complementari.

La presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: "Oggi ci impegniamo ad adottare una raccomandazione agli Stati membri, esortandoli a vietare le pratiche di conversione in tutta l'UE. Non c'è posto per loro nella nostra Unione. L'UE è orgogliosa di sostenere la comunità LGBTIQ+ e ribadisce la sua visione di un'Unione dell'uguaglianza, un luogo in cui tutti possano vivere liberamente, apertamente e autenticamente"».

In breve la Commissione europea si deve mostrare pro-LGBT, ma nello stesso tempo sa che non ha ancora l’autorità per imporre questo tipo di divieti in tutta Europa.